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Santa EulÓria des Riu (Santa Eulalia del RÝo), la seconda cittÓ di Ibiza

Santa Eulària des Riu (Santa Eulalia del Río) è il secondo municipio per estensione, oltre ad essere l’unico delle Isole Baleari attraversato dalle acque di un fiume. Oggigiorno il suo letto è secco ma anni addietro era possibile seguire il percorso dalla sorgente montana, in prossimità di Santa Gertrudis, fino alla foce sulla spiaggia. Avvicinandosi, si resta colpiti dalla bella immagine del promontorio denominato Puig de Missa: presieduto dalla chiesa, sembra dare il benvenuto. Si tratta di un tempio fortificato fatto erigere nel XIV secolo e ristrutturato in seguito all’attacco perpetrato dalle truppe ottomane di Barbarossa, nel XVI secolo. A parte la chiesa, a volte confusa con un castello, si può ammirare un insieme di edifici che formarono il nucleo primitivo o “quartó” di Santa Eulalia o del Rey e in epoca araba di “Sharq” (levante). C’è un interessante museo di Etnografia di Ibiza che permette di ricostruire l’atmosfera insulare nei tempi andati, aiutandoci a conoscere meglio la maniera di vestire e gli strumenti di lavoro utilizzati dai contadini.

Vicino alla foce del fiume Santa Eulalia c’è un ponte romano, principale monumento da ammirare se si decide di seguire il margine del parco fluviale che arriva fino alla spiaggia e poi continua lungo la passeggiata marittima. Percorrendo le vie del paese tracciate dagli Illuministi del XVIII secolo, si nota immediatamente la fervente attività commerciale. Una dimostrazione inequivocabile del buon funzionamento del settore turistico è il porticciolo, bene ordinato e dotato di tutti i servizi richiesti dagli amanti della navigazione, senza menzionare la molteplice offerta gastronomica.

La spiaggia di Santa Eulària è il posto ideale per fare un bagno rinfrescante, essendo vicino a tutte le comodità di cui si ha bisogno. La tranquillità di questo centro è in netto contrasto con il trambusto di Ibiza, prova evidente della diversità dell’isola. Poco distante e appartenente allo stesso municipio si trova il villaggio di Sant Carles de Peralta (San Carlos de Peralta). La chiesa di Sant Carles, costruita alla fine del XVIII secolo, sorprende per il portico, elegante e semplice. In mezzo ad una natura costituita da spiagge spettacolari e insenature dalle acque trasparenti, Sant Carles fu una scoperta affascinante per il movimento hippy, che ne fece uno dei più importanti punti di ritrovo. Furono numerosi coloro che decisero di stabilirsi in questa località e nei dintorni. Con gli anni si trasformò in un centro unico e cosmopolita, che vale la pena di visitare per le caratteristiche del tutto peculiari che presenta.

La zona tutt’intorno è disseminata di baie –perfettamente indicate– tra le quali esiste solo l’imbarazzo della scelta. Accenniamo ad alcune, facilmente raggiungibili in auto: Cala Mastella –una lingua di mare stretta e praticamente “nascosta”–, cala Llenya –tipica–, cala de Boix –circondata da scogliere protette da una folta vegetazione–, es Pou des Lleó, es Figueral, quella naturista di Aigües Blanques –anch’essa in mezzo alle scogliere–. Da quasi tutte si scorge l’isoletta di Tagomago; oltre a prendere tranquillamente il sole distesi sulla spiaggia e a rinfrescarsi nelle acque limpidissime, si possono degustare i deliziosi piatti del posto, tra i quali predominano il pesce e i frutti di mare, pescati lungo il litorale. Nell’entroterra spicca l’abitato di Santa Gertrudis de Fruitera, avvolto da un fascino speciale. Essendo i locali della zona frequentati da diversi artisti che risiedono nei paraggi, è piuttosto normale ammirare opere d’arte appese alle pareti. Inoltre, lungo la strada che unisce Ibiza a Santa Gertrudis troviamo più di una sala adibita a mostre, insieme a ristoranti molto noti: è il posto perfetto per divertirsi in una calda notte d’estate. Molto vicino alla cittadina di Ibiza, anche se facente parte del municipio di Santa Eulària, si trova l’urbanizzazione Jesús.

La chiesa di Nostra Signora di Gesù ci riporta al XV secolo. La pala è da annoverare tra i capolavori presenti sulle Pitiuse: lo stato di conservazione è perfetto e si trova nel tempio dall’anno 1500 approssimativamente. Si dice che il viso di questa Vergine Maria sia tra i più belli dell’iconografia spagnola medievale. Non distante da Jesús, che negli ultimi tempi si è trasformata in pratica in un quartiere di Ibiza e le cui colline sono disseminate di magioni spettacolari, c’è una grande estensione di canneti: si tratta delle cosiddette “feixes”, particelle rettangolari coltivate e separate da una rete di canali che hanno la duplice funzione di drenare l’acqua e irrigare i campi. Vicinissime ai canneti sono degne di menzione due spiagge: Talamanca, una baia chiusa, ben protetta e poco profonda, dotata di tutti i servizi necessari e raggiungibile per mezzo dei trasporti pubblici; s’Estanyol, ancora vergine, alla quale si accede con qualche difficoltà dovuto alla mancanza di un sentiero asfaltato. La sua bellezza serve comunque a ricompensare lo sforzo fatto per arrivarci. Foto cortesia, Turismo Ufficiale Ibiza

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
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