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Sagre degli asparagi in Italia: dove, come e quando

Ne fu ispirato Marcel Proust che a essi dedicò alcuni pensieri filosofici, mentre Edouard Manet addirittura li dipinse in una celebre opera trattante natura morta. Nel caso non lo abbiate capito, stiamo parlando degli asparagi, prelibatezza dell’orticoltura europea coltivata almeno da un migliaio di anni ed entrata nel novero delle grazie di illustri personaggi, fra tutti Camillo Benso Conte di Cavour. In verità in tanti vanno ghiotti di questo valente ortaggio di cui l’Italia è fra i maggiori produttori al mondo.

Sapevate, infatti, che l'Italia è il terzo produttore in Europa di asparagi? Ebbene sì, insieme a Francia e Germania. A confermarlo, oltre ai dati relativi alla produzione, sono anche le tante, tantissime sagre dedicate agli asparagi un po' ovunque nel nostro Paese nel periodo che corrisponde alla sua massima disponibilità, la primavera. Da aprile a maggio, i cultori degli asparagi possono assaggiare i loro ortaggi preferiti, ricchi di proprietà e preziosi per il benessere, cucinati in mille modi diversi.

Ogni regione d’Italia propone eventi che si prefiggono l’obiettivo di espandere a più livelli la cultura gastronomica dell’asparago, ormai un divo assoluto della tavola nostrana, un’eminenza che parla molti dialetti e si fa sempre capire.


Piemonte


Iniziamo il nostro tour a Poirino, dove si è deciso di legare il blasone degli asparagi alla delicatezza della Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino, facendo salire sul palco due eccellenze del palato, anime congiunte della Fiera dell’Asparago e della Tinca: la tinca fritta con gli asparagi in pastella manda letteralmente in delirio, c’è da crederci!
Si accontentano di portare in trionfo un solo re i santenesi, che mettono di tutto un po’ fra gli ingredienti dell’attesa Sagra dell’Asparago di Santena, ortaggio a marchio PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) degustabile singolarmente o in pietanze quali il risotto agli asparagi e l’insalata di asparagina con primosale di Fontanacervo e nocciole, una squisitezza.


Lombardia


Nel mantovano la Sagra dell’Asparago rappresenta un appuntamento fisso del calendario di San Benedetto Po: nel suo centro storico convogliano gastronomia, storia e tradizione, che insieme originano uno straordinario connubio di sapori, un’alchimia divulgata sapientemente dai primi fautori della coltivazione dell’asparago in Lombardia, i monaci del Monastero di Polirone, che incontrarono il beneplacito della celeberrima Matilde di Canossa.
L'asparago bianco di Cantello, località in provincia di Varese, è valorizzato dal marchio IGP. Una qualifica celebrata dalla sagra che si svolge nella seconda metà del mese di maggio fin dal lontano 1939, in pieno clima prebellico. L'asparago di Cantello è famoso per la sua resistenza ai climi rigidi, fino a -15°C, caratteristica che lo rende compatibile agli inverni, talvolta molto freddi, che si verificano in quell'angolo di pianura padana. Una delle ricette esclusive della sagra è l'asparago alla Bismark, lessato con uova cotte nel burro e grana. Roba da leccarsi i baffi.
La produzione di asparagi nella città di Cilavegna, in provincia di Pavia, raggiunge ogni anno circa 300 quintali. La Sagra di Cilavegna che celebra a metà maggio la produzione si intreccia con le tradizioni locali, in particolare quella del Palio dei Maiali che, al termine della manifestazione, mette a confronto le contrade del paese con una corsa guidata dalle coppie formate da fantino e maiale.
L'apice rosato è la caratteristica che distingue gli asparagi prodotti a Mezzago, in Lombardia. Nel corso di un mese, fra la fine di aprile e la fine di maggio, una kermesse a loro dedicata monopolizza l'attenzione di un vasto pubblico di appassionati di buona cucina. Lo stand gastronomico allestito propone varie ricette fra cui lasagne, ravioli, risotto e zuppa di farro con asparagi rosa.


Trentino Alto Adige


La coltivazione dell'asparago a Zambana in Trentino Alto Adige risale a inizio Ottocento. Ancora oggi la raccolta si esegue a mano per due mesi, dalla fine di marzo alla fine di maggio. Le regole che ne disciplinano la produzione consentono ai produttori di fregiarsi del marchio di Asparago Trentino. In più, l'asparago bianco di Zambana compare nell'Atlante dei prodotti tradizionali del Trentino. La sagra che ne celebra la delicatezza e il sapore si concentra dalla metà di aprile alla metà di maggio. Nella zona di Terlano in Alto Adige, la produzione dell'asparago si concentra in 10 ettari, coltivati da 15 produttori. La tradizione si è radicata oltre cento anni fa e si è consolidata nel tempo anche grazie alla festa degli asparagi distribuiti sul mercato con il marchio di qualità Margarete. Il sapore delicato si adatta a varie interpretazioni, fra le quali emerge quella più classica, asparagi freschi con prosciutto cotto, patate lesse e salsa bolzanina. La Festa dell'Asparago Bianco a Zambana si svolge durante i fine settimana del mese compreso fra aprile e maggio.


Friuli Venezia Giulia


La coltivazione dell’asparago bianco in Friuli Venezia Giulia si fa risalire all’Ottocento e ha in parte rivoluzionato le dinamiche culinarie della regione portando leggerezza e benessere nelle tavole delle famiglie. Ottimo motivo per Tavagnacco organizzare da oltre ottant’anni la Festa degli Asparagi, una cinque giorni di allettante giubilo che fa eco alle porte di Udine.


Veneto


L’asparago bianco di Cimadolmo corrisponde a una delle varietà più note del germoglio italico: tale notorietà gli viene conferita dal marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta), sinonimo di garanzia e innata bontà. Gli abitanti del borgo in provincia di Treviso ne vanno talmente fieri da allestire puntualmente ogni primavera una vetrina a gittata internazionale, la Festa dell’Asparago Bianco di Cimadolmo IGP, che in un lasso di tempo di ben 11 giorni richiama a sé più di 100 produttori locali che si sfidano in una sontuosa e agguerrita mostra-concorso. Chi non lascia ma quasi raddoppia è Badoere di Morgano, che nel trevigiano lancia una maratona di quindici giorni - la Festa dell'Asparago - all’insegna della libidine papil-gustativa: l’asparago di Badoere IGP è una primizia che in una delle maggiori rassegne gastronomiche d’Italia inebria ancora i paesani facendo capitolare (in senso buono) i turisti, rapiti dall’essenza dell’asparago locale. Oltre a questo appuntamento, organizzato nella prima settimana di aprile, ce ne sono altri che nel corso del mese si tengono a Quinto di Treviso, San Polo di Piave, Tezze di Vazzola, Preganziol e Gardigiano di Scorzè.
Birra, street food, concerti e altre iniziative sono al centro della Sagra dell’Asparago di Marola di Torri di Quartesolo in provincia di Vicenza. All'inizio di maggio, la sagra celebra l'asparago bianco De.Co. (Denominazione Comunale) offerto come ingrediente principale di tante ricette.
Spiagge, sole, mare e asparagi. Uno scherzo? Non a Bibione in provincia di Venezia dove, nella seconda metà di aprile è abitudine festeggiare l'asparago bianco, prodotto a San Michele al Tagliamento. La vocazione turistica della località si sposa perfettamente con la tradizione che identifica l'asparago come uno degli ingredienti principali della cucina locale, versatile al punto da accompagnare un pasto dal'antipasto al dolce.


Emilia-Romagna


Tra le fila dei massimi estimatori dell’asparago poteva forse mancare l’Emilia-Romagna? Ovviamente no, specialmente se si specifica che in provincia di Bologna viene coltivata una qualità conosciuta un po’ in tutto il mondo e a farla splendere di luce propria è la Sagra dell’Asparago Verde di Altedo. Altedo, frazione del comune di Malalbergo, è dal 1970 il gran cerimoniere di un evento che si coccola una chicca a marchio IGP, appunto l’Asparago Verde, che ha incontrato negli anni un’assoluta consacrazione oltre alla gelosa tutela del Consorzio degli Agricoltori. Questa tipologia si produce in soli 30 comuni dell’hinterland del capoluogo romagnolo e in 56 totali in tutta la regione, per un quantitativo che sfiora i 40.000 quintali prodotti su scala annua. La Fiera dell’Asparago a Mesola aggiunge alla conoscenza gustativa anche quella territoriale: difficile sfuggire al fascino del Po di Goro e della Riserva Naturale del Gran Bosco della Mesola.


Lazio


Con la Festa degli Asparagi che si tiene ad Ascrea, piccolo paese sulle sponde del lago di Turano in provincia di Rieti, ci addentriamo nel caleidoscopio di ricette che richiedono la diretta interpretazione gastronomico-attoriale dell’ortaggio principe del Belpaese, il quale trionfa abbinato a un primo piatto come le mezze maniche e pancetta, a un secondo completo come la frittata e un antipasto come le mitiche bruschette. L’asparago monopolizza qui ogni menù e se lo si vuole comprare fresco per cucinarlo comodamente a casa, si passi dal mercatino dei prodotti agroalimentari. Certo la terra del Tricolore incanta continuamente con le sue bizzarrie e la volontà degli italiani più eccentrici di sbizzarrire e sbizzarrirsi: lo sanno bene a Canino, che nel viterbese definisce i tratti maturi della Sagra dell’Asparago, frequentata da divoratori che dell’asparago bianco non buttano via niente. In una quadrilogia di giorni avviene davvero di tutto, intrattenimenti, degustazioni di piatti come le lasagne con asparagi e salsiccia, il semifreddo agli asparagi. Uno dei momenti clou della sagra è la gara di salto della frittata che mette a dura prova le abilità di chi si cimenta per divertire gli spettatori. La preparazione della gigantesca frittata esige 1.500 uova e un quintale di asparagi. In breve, ci si tiene leggeri!


Campania


Chiudiamo con il sud: la Sagra degli Asparagi a Squille presso Castel Campagnano in provincia di Caserta propone ai turisti la versione selvatica del germoglio (si differenzia da quella coltivata sia per sapore che per aspetto), illustrandone le proprietà salutari e i contributi salienti alla dieta mediterranea.
Non solo asparagi nella località campana di Cerreto Sannita. La manifestazione che si svolge a maggio celebra unitamente all'asparago anche il virno, conosciuto come prugnolo, un fungo primaverile utilizzato come ingrediente fondamentale della cucina locale. A renderlo particolare sono le caratteristiche organolettiche, simili a quelle del tartufo.
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