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Sagre del carciofo in Italia: dove, come e quando

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La primavera è la stagione dei carciofi. Per questo, le sagre e gli eventi che ne celebrano le proprietà sono concentrate in quel periodo. Tipico dell'area del Mediterraneo, il carciofo ha conquistato prima gli Egizi, poi i romani ed in seguito, a partire dal XV secolo, le cucine di tutta Italia. La coltivazione concentrata nelle regioni del Sud, dove tutt'ora continua ad essere particolarmente diffusa, venne estesa in Toscana e successivamente nelle altre zone. Caterina de' Medici pare ne fosse decisamente ghiotta.

A renderlo così importante, non solo come ingrediente di cucina, sono le innumerevoli proprietà, legate alle sostanze minerali e alle vitamine che lo compongono. La lista include sodio, potassio, calcio, fosforo, ferro, vitamine (A, B1, B2, C, PP), acido malico, acido citrico, tannini e zuccheri, tollerati anche dai diabetici. Il carciofo è indicato per stimolare le funzioni epatiche, purificare il sangue, calmare la tosse, dissolvere i calcoli. Riassumendo, è uno dei disintossicanti più potenti esistenti in natura, tanto caro al fegato che aiuta facilitando la digestione dei grassi.

La città di Senigallia tributa al "carciofo nostrano" la sagra annuale, nata nel 1995. Le giornate distribuite fra la fine di aprile e l'inizio di maggio celebrano l'ortaggio proposto in varie combinazioni, in padella con le uova, ripieno al forno, fritto. La scelta, offerta dagli stand gastronomici è ampia e articolata. Il carciofo marchigiano pare abbia una marcia in più. Oltre ai sali minerali e alle vitamine condivise da tutte le varietà, contiene infatti sostanze specifiche utili a curare le malattie epatiche e renali. D'obbligo quindi assaggiarlo, nelle giornate della sagra, tra uno spettacolo e l'altro.
Per info: www.sagradelcarciofo.it/

Chiusure, frazione di Asciano, in provincia di Siena, festeggia il "suo" carciofo nel cuore della Val d'Ombrone, immersa nel tipico paesaggio delle crete senesi, fra calanchi e biancane. Verso la fine di aprile, la sagra, inserita fra altre manifestazioni dedicate alla valorizzazione dei prodotti tipici dal titolo "Sapori delle crete senesi", propone giochi, mostre, trekking, poesia e musica.
Info: Biancane S. C. tel. cel. 349 7504247

Stesso periodo, regione diversa. Dalla Toscana scendiamo verso il Lazio fino a Cerveteri, località in provincia di Roma. Qui, da qualche anno, si celebra la "sagra del carciofo ceretano", che offre stand gastronomici, eventi, esposizioni artigianali oltre a manifestazioni sportive ed ecologiste. Gli organizzatori giurano che il carciofo che cresce nelle loro campagne sia in assoluto il migliore. La garanzia è data dalle sue antiche origini etrusche. Lasciamo a voi il compito di giudicare. Certo è che la sagra di Cerveteri, nata nel 2010, ha innescato una sorta di goliardica competizione con quella del carciofo Romanesco organizzata dal lontano 1950 nella vicina Ladispoli. E' in quell'anno che vanno collocate le ragioni della contesa. Ladispoli all'epoca era una semplice frazione di Cerveteri che, da buona capofila, si occupò fino al 1970 dell'organizzazione della festa dedicata al carciofo romanesco. Poi Ladispoli iniziò a camminare da sola e continuò, su quella strada, a proporre i festeggiamenti, che oggi sono raddoppiati. Tanto vale quindi, partecipare a entrambi.
Info: www.comune.cerveteri.rm.it

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In provincia di Latina, a Sezze, sempre verso a fine di aprile, si volge un'altra delle più longeve e note manifestazioni dedicate al Carciofo. Nata nel 1970, la "Sagra del carciofo setino" attira ogni anno una media di 40.000 persone. I carciofi romaneschi coltivati in alcune zone del Lazio, inclusa la campagna di Sezze e di Priverno, hanno ottenuto nel 2001 il marchio IGP in onore delle loro caratteristiche che spaziano dal sapore molto gradevole, alla fragranza, alla morbidezza delle parti interne. Ottenuto dalla selezione graduale del cardo, il carciofo romanesco prodotto in quella zona, beneficia anche dei vantaggi climatici offerti dall'area chiamata "setina". La sagra che lo celebra è organizzata dal comune in collaborazione con le cooperative agricole ed i produttori locali. Gli stand gastronomici offrono tutte le possibili interpretazioni del carciofo, compresa quella alla giudia e al forno.
Info: www.comune.sezze.lt.it

A Cupello, in provincia di Chieti, la coltivazione del carciofo tipico risale all'epoca greco-romana. Di diritto quindi è entrato nel paniere dei prodotti più rappresentativi del territorio. In suo onore, dal 1970, viene celebrato un vero e proprio Festival che coniuga, nella prima settimana di maggio, sapori, eventi e iniziative di vario tipo. La coltivazione del carciofo di Cupello, laureata DOP dalla Comunità Europea e ristretta al territorio del comune e delle località limitrofe di Furci, Lentella, Monteodorisio San Salvo e Vasto è sottoposta ad un rigido disciplinare a tutela dei produttori e dei consumatori. In questo modo, oltre a proteggere il nome, viene conservata anche la qualità delle produzioni. Info: www.comunedicupello.it

Il carciofo non è soltanto di colore verde tendente al violetto. Una varietà diffusa in un'area ristretta della provincia di Salerno, nei comuni di Pertosa, Auletta, Caggiano e Salvitelle, è caratterizzata dalla forma sferoidale e da un colore molto chiaro, quasi argenteo. In più non ha spine. Si tratta del "carciofo bianco", a rischio di estinzione negli anni '80 ed oggi nuovamente diffusa. Fra la fine di aprile e l'inizio di maggio, periodo clou della raccolta, il comune di Pertosa valorizza il carciofo bianco rendendolo protagonista della sagra organizzata a partire dal 1995 con l'obiettivo di proteggere il prodotto facendolo conoscere il più possibile. Alla cordata degli organizzatori che vede in prima fila l'amministrazione ed il Consorzio Carciofo Bianco si è aggiunto anche Slow Food di cui l'ortaggio è diventato presidio. Il territorio di Pertosa offre oltre alle delizie gastronomiche anche la possibilità di visitare le famose grotte ed il Mida 01, il Museo multimediale geo-speologico.
Info: www.sagradelcarciofobiancodipertosa.it

Data fissa, quella del 25 di aprile, per la "sagra del carciofo" di Cerda, in Sicilia. Ci troviamo sulle colline a 60 km da Palermo, in un'area fortemente vocata alla coltivazione del carciofo. Le edizioni della sagra si susseguono dall'inizio degli anni 1980. Protagonisti dell'evento sono i sapori forti della cucina siciliana e ovviamente i piatti a base di carciofi, preparati in modi diversi ed offerti in degustazione gratuita. Info: www.sagradelcarciofocerda.it/

Il carciofo violetto è caratteristico della zona di Niscemi, in provincia di Caltanissetta. La sfumatura appartiene ad una varietà festeggiata nella seconda metà di aprile, da quasi quarant'anni. La zona, prettamente agricola, si è guadagnata l'appellativo di "capitale del carciofo". Un nome che corrisponde ad un riconoscimento per l'impegno profuso nell'organizzare l'evento, calamita per turisti ed espositori, al punto da rendere la sagra una delle manifestazioni più importanti del territorio e della città. Niscemi offre anche una vasta area a disposizione per i camperisti. La zona è nota anche per la Riserva Naturale Orientata La Sughereta, antica testimonianza di foresta a sughera e leccio, nella quale vivono ancora gatti selvatici, volpi, ghiri e topi quercini, oltre al picchio rosso maggiore e all'upupa. Info: www.sagracarciofoniscemi.it

Ci spostiamo in provincia di Catania, dove a Ramacca, nel mese di marzo, si svolge la sagra dell'omonimo carciofo violetto. La prima edizione, datata 1990, ha voluto celebrare l'importanza dell'ortaggio sul totale delle produzioni agricole alle quali il profilo economico della città è legato a doppio filo. Il carciofo violetto di Ramacca è noto in tutta Italia, insieme alle varietà di frumento elaborate, come il Margherito. La sagra offre il meglio della gastronomia dedicata al carciofo e tante altre suggestioni. Info: Sagra del Carcio di Ramacca

Dalla Sicilia passiamo alla Sardegna. Ad Uri, centro della provincia di Sassari, ogni seconda domenica di marzo a partire dal 1990, viene organizzata la Sagra del Carciofo dedicata in particolare alla presentazione e alla degustazione di piatti a base del prelibato ortaggio. Il carciofo di Uri ha ottenuto anni fa, il marchio Dop rilasciato dall'Unione Europea. Fra gli stand gastronomici trovano spazio l'artigianato locale, visite guidate, danze e dimostrazioni legate al folclore tipico. Info: www.comune.uri.ss.it/

 Pubblicato da il 23/02/2017 - - ® Riproduzione vietata

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