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Le foto di cosa vedere e visitare a Sudafrica

Sudafrica, guida di viaggio al paese che divide due oceani

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Potete viaggiare in tutto il mondo, ma è difficile, quasi impossibile, trovare un paese variegato come il Sudafrica. La “nazione arcobaleno”, come viene anche definito lo stato all’estremità meridionale del continente più affascinante del pianeta, è un crogiuolo di paesaggi, colori e culture, un miscuglio armonioso costellato purtroppo da gravi problemi non ancora risolti. Basti pensare all’alto tasso di criminalità che attanaglia non solo le metropoli, ai problemi di salvaguardia del patrimonio ambientale e alle cattive condizioni in cui è costretta a vivere una parte consistente della popolazione. Tuttavia, agli occhi di un semplice turista, tutti i problemi vengono spazzati via non appena ci si lancia alla scoperta deserto del Kalahari, si entra nella savana del Kruger National Park, ci si immette in auto sulla Garden Route o si annusano i profumi dei fiori colorati del Namaqualand, solo alcune delle innumerevoli attrattive di un paese tutto da scoprire.

Secondo numerosi paleoantropologi, il Sudafrica sarebbe la “culla dell’umanità”, il luogo da cui tutto ebbe inizio. I primi abitanti della zona furono i boscimani, che vi si insediarono all’incirca 10.000 anni fa, seguiti a distanza di poco da popolazioni di etnia khoikhoi. Solo a partire dal III secolo d.C. comparvero le prime tribù zulu e xhosa, gruppi bantu che diedero vita a numerosi insediamenti soprattutto nell’odierna provincia di KwaZulu-Natal. Nel 1487 il portoghese Bartolomeo Diaz fu il primo europeo a doppiare il Capo di Buona Speranza, ma furono gli olandesi a fondare Cape Town nel 1652. Da qui la Compagnia Olandese delle Indie Orientali estese il proprio dominio su un’area sempre più ampia della regione, nella quale si registrarono anche contaminazioni francesi, tedesche e scandinave. Noti come “boeri”, i coloni olandesi inasprirono progressivamente i propri rapporti con le popolazioni indigene e, verso la fine del XVIII secolo, videro ridimensionati i propri possedimenti a causa dello sbarco dei britannici. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento boeri e inglesi si contrapposero nelle guerre anglo-boere, al termine delle quali, nel 1910, il Sud Africa entrò a far parte del Commonwealth. Il Novecento è stato anche il secolo dell’apartheid, formalmente terminato con la prima elezione democratica il 27 aprile 1994, ma non ancora sconfitto in molti aspetti della vita quotidiana.

Due oceani, due anime, il South Africa è un paese dove convivono sempre due identità: quella primordiale, africana, a cui la dominazione boera ha aggiunto una europea, o per lo meno occidentale. Il Capo di Buona Speranza, (Good Hope Cape) rappresenta il punto di divisione tra gli oceani Atlantico e Pacifico, ma a dire il vero dal punto geografico il limite dovrebbe corrispondere alla punta più meridionale dello stato: Capo Aghulas. Tuttavia, è la storia ha raccontarci come le imprese degli esploratori avessero come punto di non ritorno proprio il Capo di Buona Speranza, laddove i forti venti e il mare impetuoso rendevano il passaggio estremamente rischioso, andando ad inquadrare il confine degli oceani nell’immaginario del viaggiatore.

La città più importante del Sud Africa è Cape Town (Città del Capo), il cui nome deriva proprio dalla vicinanza al Capo di Buona Speranza. Il centro, abitato da oltre tre milioni di persone, è un caleidoscopio di emozioni che vi farà innamorare al primo sguardo. Come rimanere indifferenti dinanzi alla maestosità della Table Mountain, la montagna piatta che domina il tratto costiero e rende inconfondibile lo skyline urbano, o all’avveniristico Green Point Stadium, la nuova icona architettonica della città terminata in tempo per i Mondiali di calcio del 2010. Cape Town è molto attenta al lato estetico. Tutto è curato nei minimi dettagli, come si evince osservando le facciate sgargianti di Bo-Kaap, le pittoresche guesthouse o le cabine balneari in stile vittoriano di Muizenberg, senza dimenticare il City Bowl, i suoi musei ed i Company’s Gardens. Purtroppo Città del Capo è anche una città di paradossi e disuguaglianze, una metropoli in cui centinaia di migliaia di persone vivono ancora in condizioni deprecabili che può, e deve, fare notevoli passi avanti in ambito sociale e politico.

A proposito di politica. Il Sud Africa è l’unico paese al mondo che vanta tre capitali: Cape Town, sede del Parlamento, Pretoria sede del Governo, e Bloemfontein, dove si esercita il potere giudiziario. Tuttavia, a livello internazionale si è soliti indicare Pretoria come capitale, in quanto dimora della Presidenza. Quest’ultima, all’interno della provincia di Gauteng, è una città dall’aspetto moderno, caratterizzata da vasti quartieri residenziali, parchi e dalle prestigiose università University of South Africa e University of Pretoria. Molte delle attrattive turistiche sono di carattere architettonico e culturale, come il Transvaal Museum (museo di storia naturale), la Municipal Art Gallery, il Pretoria Art Museum ed il monumento ai Voortrekker, pionieri della scoperta del KwaZulu-Natal. Da non perdere anche il Loftus Versfeld Stadium, teatro delle partite del Mondiale di calcio.

La terza capitale del Sudafrica è Bloemfontein, sorta nel cuore del Sud Africa sul bordo meridionale dell’Highveld. Il soprannome più diffuso di Bloemfontein è “città delle rose”, per via dell’abbondanza di questi fiori e del festival annuale a loro dedicato. Molti turisti la sfruttano come punto di partenza per la visita del Lesotho, lo stato dell’Africa del Sud membro del Commonwealth delle nazioni esteso ad ovest di Bloemfontein. Il paese, enclave del Sudafrica, si trova in mezzo al sistema montuoso del Drakensberg (monte del drago) ed è l’unico al mondo, insieme al Bhutan, a trovarsi interamente ad una quota superiore a mille metri. La capitale è Maseru, ma le destinazioni più interessanti sono Thaba-Bosiu, roccaforte montana del re Moshoeshoe I e sito storico principale del Lesotho, e Teyateyaneng, il centro dell’artigianato tradizionale del paese.

60 chilometri a sud di Pretoria si trova Johannesburg (Jo'burg), la città più grande e popolosa del Sudafrica. La sua crescita è stata impetuosa, perciò molti quartieri si sono sviluppati in maniera disordinata e risultano privi di servizi oltre che particolarmente brutti alla vista. Qui si respirano i contrasti più netti tra mondo occidentale e mondo africano, ma fortunatamente la “città d’oro” non è solo degrado e tensioni sociali. Il clima, per esempio, è particolarmente gradevole, mite grazie all’altitudine superiore ai 1.700 metri, ed il panorama culturale estremamente vitale. In aperto contrasto tra loro sono i quartieri residenziali, puliti, ordinati e dominati dal verde dei giardini innaffiati due volte al giorno, e le periferie, disordinate, povere, dove si respira ancora l'atmosfera del ghetto ma anche un profumo di vera Africa. Attenzione però a non addentrarsi nei quartieri più pericolosi, meglio avere una guida e soprattutto non trovarsi in queste periferie di notte.

Da Johannesburg, dove atterra la maggior parte dei voli internazionali, si può decidere di noleggiare un auto o un camper e partire alla scoperta delle principali attrattive paesaggistiche del paese. L’obiettivo principale non può che essere il Kruger National Park, uno dei parchi nazionali più famosi e antichi del mondo, essendo stato istituito più di un secolo fa. Al suo interno si possono osservare i cosiddetti 'cinque grandi' i big five (leoni, leopardi, elefanti, bufali e rinoceronti), oltre a ghepardi, giraffe, ippopotami, antilopi e tanti altri animali di taglia inferiore, a proprio agio nel rispettivo habitat naturale. I punti di accesso più comuni sono raggiungibili da Skukuza e da Nelspruit, ma il parco si estende per circa 350 km lungo il confine con il Mozambico. Per pernottare in loco si può scegliere tra le capanne di buon livello gestite dal National Parks Board.

... Pagina 2/2 ... Altri grandi parchi nazionali dell’entroterra sono quelli che si estendono ai piedi del Drakensberg, intorno al confine orientale del Lesotho. Tra questi figura il Royal Natal National Park, delimitato a sud dall’incredibile Amphitheatre, uno scosceso dirupo di quasi otto chilometri di lunghezza impressionante se osservato dal basso, da mozzare il fiato se lo si ammira dall'alto. Da non perdere anche le Tugela Falls, le cascate che in cinque salti compiono un dislivello superiore agli ottocento metri, e le vaste aree di foresta, da esplorare attraverso i numerosi tracciati da trekking del parco. Nella stessa regione si trovano altri due parchi interessanti: il Mountain Zebra e l'Addo Elephant Park, dove è ovviamente possibile vedere gli elefanti, mentre il Mapungubwe National Park è conosciuto per la presenza di possenti rinoceronti che vivono in un ambiente unico, con i baobab che fanno da cornice al paesaggio.

Spostandosi sulla costa, oltre a Cape Town, l’altra grande metropoli sudafricana è Durban, il porto più importante del paese. Il clima subtropicale e la Corrente di Agulhas che rende le acque del mare calde per tutto l’anno fungono da richiamo per frotte di turisti dediti al relax balneare, ma sono tanti anche gli appassionati di surf. Oltre alle spiagge di Marine Parade, in centro si possono visitare diversi edifici: dal municipio sede di una rinomata galleria d’arte all’African Art Centre, che offre uno spaccato artistico delle zone rurali del paese, senza dimenticare la Juma Mosque, la moschea più grande dell’emisfero australe, e l’Alayam Hindu Temple, il più antico tempio hindu del paese. Col calar della sera a Durban aprono centinaia di locali, ristoranti e discoteche dove divertirsi fino a notte fonda.

Sempre sulla costa si snoda uno degli itinerari più conosciuti e affascinanti del Sud Africa: la Garden Route. La strada, che si estende per circa 300 chilometri tra Mossel Bay, a ovest, e Plettenberg Bay, è da anni un punto di riferimento per tutti coloro che abbiano intenzione di apprezzare il paese a 360°, godendo della bellezza dei paesaggi e della varietà di flora e fauna. Lungo la strada si incontrano decine di spiagge, luoghi ideali per cimentarsi in attività sportive all’aperto come surf, canoa e pesca, mentre nell’entroterra limitrofo si susseguono laghi e lagune, colline e montagne progressivamente sempre più alte. Tra queste ricordiamo l’Outeniqua Range e la Tsitsikamma Range, che separano la Garden Route dall’arido Little Karoo. Sulle pendici della seconda montagna è stato istituito il Tsitsikamma National Park, un parco nazionale caratterizzato da scenari molto diversi tra loro, ma altrettanto spettacolare è il Lakes Area National Park, dove vive una specie unica di cavalluccio marino.

Se avete poco tempo e dovete scegliere necessariamente cosa vedere e cosa no l’elenco dei siti Patrimonio dell’Umanità stilato dall’UNESCO potrebbe rappresentare un valido aiuto. Vi basti sapere che tutti i siti censiti nella parte meridionale dell’Africa si trovano proprio in Sud Africa, dove sono state istituite anche tre riserve della biosfera (Cape Winelands, Waterberg e Kogelberg), ovvero zone in cui comunità locali e amministrazione si impegnano a promuovere uno sviluppo sostenibile che abbia come primo obiettivo la tutela dell’ambiente. I siti segnalati sono: Robben Island, al largo di Cape Town; l’iSimangaliso National Park, sulla costa orientale di KwaZulu-Natal; i siti con fossili di ominidi di Sterkfontein e Kromdraai; l’uKhahlamba-Drakensberg Park, al confine col Lesotho; il Mapungubwe Cultural Landscape, alla confluenza tra i fiumi Shashe e Limpopo; le aree protette del regno floristico del Capo; la Vredefort Dome, il cratere del Free State; e la Richtersveld Cultural and Botanical Landscape, nella provincia di Capo Settentrionale.

La cucina sudafricana rispecchia fedelmente la varietà e l’eterogeneità che caratterizza il paese. Le specialità locali, infatti, svariano da pietanze a base di carne al pesce, dalle verdure fresche a elaborate composizioni molto speziate, retaggio del mix di culture gastronomiche che si sono incontrate in Sud Africa. Ogni stato, ogni regione, ogni città ha le sue pietanze. Tra queste ricordiamo la trota dello Mpumalanga, i mealies del Gauteng, il porridge di mais del Lesotho e dello Swaziland, la cacciagione del Free State, i curry di Durban, l’agnello del Karoo e le aragoste della West Coast, tutti piatti più o meno elaborati appartenenti a un certo tipo di cucina. Molto più “afrikaner” sono piatti come il biltong (strisce di carne essiccata e salata), le boerewor (salsicce secche) ed i rusk (biscotti secchi).

Il clima del Sud Africa è estremamente variabile a seconda della latitudine, dell’altitudine e della distanza dal mare. In linea di massima il clima è temperato, con un’ampia zona semiarida che occupa quasi i due terzi del paese in cui la media delle precipitazioni annue è inferiore a 500 mm di pioggia; tuttavia, la quantità di piogge può variare da appena 50 mm a più di 2.000. Sull’altopiano centrale l’estate è molto calda, afosa, mentre d’inverno il freddo è pungente e piuttosto secco; non è raro veder comparire la neve sulle montagne tra giugno e agosto. Viceversa, lungo le coste le variazioni stagionali sono contenute ed il clima tendenzialmente più mite. In particolare, la zona a sud-ovest del Capo di Buona Speranza gode di condizioni atmosferiche di tipo mediterraneo, con abbondanti precipitazioni invernali che consentono la crescita della vite e di numerosi altri alberi da frutto.

Per quanto riguarda i trasporti, i tre aeroporti internazionali principali sono: il Cape Town International Airport, il Durban International Airport e soprattutto l’OR Tambo International Airport di Johannesburg, precedentemente noto come Johannesburg International e Jan Smuts International. Una volta atterrati conviene noleggiare un’automobile, con la quale viaggiare in totale autonomia sull’ottima rete stradale sudafricana, piuttosto che confrontarsi col trasporto pubblico, in linea di massima costoso e limitato. Durante il viaggio prestate attenzione, soprattutto al momento di entrare nelle grandi città ancora affette da gravi problemi di criminalità.

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