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Vacanza tra il golfo di Orosei e la Costa Smeralda, dove il lusso di casa

Sardegna, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Difficile o forse impossibile riassumere brevemente le località turistiche che la Sardegna ha da offrire, ma cercheremo comunque di farlo. Il nostro viaggio partirà dopo Dorgali dove bellissimo è il colpo d'occhio che si ha sul Golfo di Orosei, all'uscita della galleria proprio sopra Cala Gonone. La galleria è artificiale; è lunga 470 metri, sottopassa un'alta scogliera rocciosa e sbocca nell'ampia conca affacciata al mare, in fondo alla quale si trova il piccolo centro balneare. Cala ​Gonone è distesa in parte su una punta rocciosa forata da grandi grotte, con un molo che permette l'approdo di imbarcazioni. Da Cala Gonone, dirigendosi a sud, in barca, si può andare a visitare la famosa e bellissima grotta del Bue Marino. Il Bue Marino non è l'unica grotta della costa; ce ne sono parecchie, alcune delle quali recano tracce di frequentazioni preistoriche. Un'altra escursione interessante, per chi si trova in villeggiatura a Cala Gonone, è quella del Nuraghe di Arvu. Si prende la strada per Dorgali, e in pochi chilometri si giunge al centro di uno dei più grandi agglomerati di abitazioni preistoriche della Sardegna, Nuraghe Arvu, formato da oltre 115 case nuragiche.

Proseguiremo alla volta del golfo degli Aranci uno dei tanti punti suggestivi che l'isola offre ai turisti. Il vecchio villaggio dei pescatori, con piccolo porto, ha lasciato spazio alle nuove costruzioni (tutte basse e bianche). La costa si presenta frastagliata con brevi spiagge sabbiose; il mare (è quasi inutile sottolinearlo) è limpido e trasparente. Nell'immediato retroterra di golfo degli Aranci si trova una tenuta che vanta il maggior allevamento di mufloni in Italia. Il golfo è sovrastato dall'altissimo Capo Figari (profondo promontorio di natura calcarea) mentre proprio davanti c'è l'isolotto di Figarolo. Lungo le coste si aprono numerose grotte in buona parte ancora inesplorate. A sud-est, a circa centocinquanta metri dalla stazione ferroviaria, c'è il pozzo Milis di età nuragica, con magnifica scala d'accesso alla fonte.

Prima di giungere al Golfo degli Aranci, seguendo la ferrovia che parte da Olbia si transita nei pressi del golfo di Marinella. Qui le acque, per i bassi fondali rocciosi, assumono talora fantastiche iridescenze. La vista sul mare è ampia e si distinguono l'isola Soffi, Le Camere e Mortorio. Anche qui gli insediamenti turistici hanno conferito un differente aspetto al paesaggio di solo qualche decennio fa. È una zona moderatamente ventosa. Visto dall'alto, il golfo di Marinella si presenta assai suggestivo per una striscia rocciosa e con banchi sabbiosi che penetrano in mare.

Porto Rotondo è la località-rivale di Porto Cervo, il primo insediamento turistico d'élite della Costa Smeralda. Si tratta di un gruppo di case rosee e bianche sul porto veramente rotondo di origine romana, e di un seguito di insenature con brevi spiagge candide, con basse colline coperte da ginepri e olivastri. È un agglomerato sorto dal nulla, inventato e costruito con ricerca del pittoresco, ma con un certo rispetto della natura nella distribuzione degli edifici e nella cura del verde. Il via ai lavori venne dato nel 1966 dai Donà delle Rose, seguiti da un gruppo di imprenditori lombardo-veneti.

C'è chi spiritosamente, ma non troppo, battezzò Porto Cervo e la Costa Smeralda la Costa dell'Aga Khan. Qui, dal nulla, proprio per iniziativa del principe islamico è sorta una località turistica che in poco meno di vent'anni è assurta ad un ruolo primario nel turismo internazionale. C'è da sottolineare che i sardi, paurosi del mare, non abitavano queste coste stupende. Soltanto nel 1949, così si racconta, un dentista di Carrù scopri per caso il cuore dell'attuale Costa Smeralda e comprò per 150 mila lire, da un pastore, un largo tratto di Punta Capriccioli. Questo dentista fu uno dei pionieri; per dieci anni passò le sue estati sotto una tenda, poi si costruì una casa e restò definitivamente li. Quando Duncan Miller, inviato dell'Aga Khan, arrivò sulla Costa Smeralda, il dentista era "vecchio" dei luoghi. L'operazione immobiliare del principe e dei suoi soci (alcuni dei più bei nomi del gotha finanziario internazionale) si dilata su oltre 50 chilometri di costa. Sorse così Porto Cervo. Una delle ultime iniziative di Porto Cervo è stata la realizzazione di un porticciolo capace di 485 posti-barca per scafi dai 6 metri e mezzo fino ai 55. Per mantenere l'acqua limpida e trasparente (prerogativa di tutta la zona) è stato elaborato un sistema di pompaggio che assicura il ricambio dell'intero bacino.

Baia Sardinia, all'estremità nord del comune di Arzachena, vicinissima alle più celebrate località della Costa Smeralda, quali Porto Cervo e Porto Rotondo. Anche qui gli insediamenti turistici hanno in gran parte ricoperto quell'oasi che un tempo neppure molto lontano era macchiata di verde, sullo sfondo di rocce grandi e grigie, roventi, che digradavano in mare.
Ora la spiaggia, non molto grande, è spaccata in due da un molo d'attracco che affonda i suoi pilastri per un certo tratto di mare. Un centro vero e proprio non esiste. Sulla destra, all'inizio della salita che conduce al promontorio, c'è un albergo; al centro, c'è il villaggio di Baia Sardinia, con le sue piccole e deliziose casette, secondo l'inconfondibile stile architettonico che ha reso celebre la zona. È meta di un turismo tranquillo.
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