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Arzachena, guida al cuore della Costa Smeralda

Arzachena, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

"Alla sponda orientale del Golfo d'Arzachena c'è un sito veramente delizioso sotto tutti gli aspetti. Proprio da questo luogo ha inizio la regione di Montidimola. Questa un po' aspra regione sarebbe prescelta da me pel famoso parco." Doveva passare mezzo secolo da quando Michele Ruzittu scriveva sulla "Cronistoria di Arzachena" di questo suo progetto a quando altri avrebbero iniziato a realizzarlo. "Alzachena, la perla di lu mundu modernu!" era una delle proverbiali frasi che "Paganini", celebre macchietta arzachenese degli anni '40, declamava ispirato dalle frequenti e abbondanti libagioni. Oggi appaiono lungimiranti sia la visione-progetto di Michele Ruzittu, padre fondatore col fratello Salvatore del Comune di Arzachena, sia l'iperbolica proclamazione "paganiniana" negli anni di fame del dopoguerra, quando ad Arzachena si evitò l'emigrazione con l'ERLAAS, con i cantieri di lavoro e il piccolo allevamento bovino.

Furono questi quasi dei diversivi di trattenimento come in attesa di quel "boom" che avrebbe avuto inizio nel 1962 e che nel bene e meno bene, sconvolse ed impennò in breve tempo l'economia arzachenese; un dato significativo: fino al 1957 ad Arzachena vi era un solo camion; dieci anni dopo se ne contavano nel territorio circa trecento. Questa plaga della Gallura ha una storia di singolare importanza sia nel periodo nuragico, come in quello romano e medievale e, ora, nell'epoca contemporanea. "La cultura dei Circoli di Arzachena" prende nome dalla più significativa Necropoli neolitica della zona. Numerosi siti archeologici concentrati in una zona relativamente ristretta sono compresi in un itinerario che inizia a sud con il Tempietto di Malchittu e il Nuraghe di Albucciu, prosegue con i ritrovamenti di Monti Incappiddatu (il Fungo) nell'abitato arzachenese, ha poi lo sviluppo più interessante sulla strada per Luogosanto con i circoli megalitici di Li Muri, le tombe dei giganti di Li Lolghi e di Coddu Vecchju, con il nuraghe La Presgiona fino a spingersi a nord alle fortificazioni di Tiana e la tomba dei giganti di Li Mizani.

Nell'epoca romana un antico codice geografico parla di agglomerati situati in questa zona perché erano a metà percorso della strada che congiungeva Tibula (Santa Teresa Gallura) alla Olbia-Cagliari, una delle grandi quattro arterie romane dell'Isola. Il villaggio più conosciuto era chiamato Turobolum Minus dal nome della roccia (il Fungo) vista come un turibolo; "Minus" in rapporto alla più maestosa "Maius" che distava otto chilometri circa. L'importanza di questo centro era determinata da motivi logistici per il transito dei legionari diretti o provenienti dall'imbarco per le Gallie e la Spagna e che in quella piccola ma fertile piana trovavano possibilità di rifornimento alimentare. Tale importanza durò fino al XIV secolo (epoca giudicale), testimoniata dal censo pagato nel 1350 da Arzachena di 22 lire sarde, inferiore a quello di Civita-Olbia, ma superiore a quello di Tempio. Nel 1367 la peste spazzò via quei centri abitati ed i superstiti si rifugiarono sulle alture di Luras e di Calangianus.

Per quattro secoli la zona rimase pressocché disabitata. Alla fine del '700 inizia un movimento di urbanizzazione che ha come polo di attrazione la chiesa di Santa Maria di Arzachena, costruita nel 1776. Un particolare di rilievo è che le terre tutt'intorno alla chiesetta per un perimetro frastagliato di 4-6 chilometri appartenevano tutte ad un unico ceppo familiare: questo, che sommariamente potremmo definire "latifondo gallurese", è facilmente riconducibile anche oggi nei suoi contorni alla proprietà originale del '700 analizzando gli innumerevoli passaggi di proprietà avvenuti recentemente nell'area urbana arzachenese e nell'agro circostante. La lenta ma costante crescita del borgo, amministrato da Tempio e con dipendenza parrocchiale dal Capitolo tempiese fino al 1856, provoca un movimento autonomistico all'inizio del 900, che ha la sua epopea di lotte capeggiate dai fratelli Ruzittu e che si conclude con l'indipendenza comunale ottenuta nel 1922.

La storia di Arzachena nel successivo ventennio e nel dopoguerra è la stessa di altri centri galluresi dipendenti da una dignitosa ma povera economia di sussistenza. Come già accennato, è stata evitata l'emorragia emigratoria con interventi pubblici, che pur di scarsa entità, erano dovuti a una certa vivacità nella politica locale che, negli anni '50, caratterizzarono Arzachena come il "paese dei tre onorevoli". Della magica comparsa dell'Aga Khan nei primi anni '60 e del balzo sulla ribalta internazionale del territorio di Arzachena si è scritto abbastanza così come è fiorente l'aneddotica sull'impatto economico-culturale che ha coinvolto i "pastori di Montidimola". Più intricato è sintetizzare e valutare il percorso quarantennale dell'amministrazione pubblica arzachenese nel governo del territorio. L'assenza di forti lobbies politico-economiche locali ha favorito una sostanziale` difesa territoriale da parte delle varie amministrazioni comunali a fronte di soverchianti pressioni politico-speculative esterne. E da tener presente che il territorio di Arzachena, pur nella vastità dei suoi 230 km² è l'unico in Sardegna ad essere sottoposto a vincolo paesaggistico nella sua totalità.

Fonte: Comune di Arzachena
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