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Itinerario sardo: da Carloforte a Santa Margherita di Pula via Sant'Antioco

Il nostro itinerario sardo parte dal centro agricolo e balneare di Carloforte, situato sulla sponda orientale dell'isola di San Pietro. L'abitato si distende in una breve piana sviluppandosi con pianta allungata tra le punte del Morto a nord e Spalmatoreddu a sud. Nelle immediate vicinanze dell'isola di San Pietro c'è anche l'isola Piana. L'isola di San Pietro, di cui Carloforte costituisce l'unico centro abitato, conosciuta dai navigatori fenici e chiamata dai romani «isola degli sparvieri», fu completamente abbandonata intorno al X secolo, per le frequenti incursioni saracene. Il paese prese il nome attuale da Carlo Emanuele III di Savoia, che cacciati i pirati barbareschi vi insediò gli abitanti dell'isola di Tabarca (vessati dal reggente di Tunisi) e alcuni marinai liguri. Nell'isola non ci sono monumenti particolarmente rimarchevoli; l'abitato di Carloforte è caratteristico e gradevole per le alte case di tipo ligure, spesso dipinte a colori vivaci, e che contrastano con l'architettura tipica della Sardegna; e per le vie strette che presentano diversi aspetti interessanti. Il porto oggi è meno attivo di un tempo, quando vi si imbarcavano i prodotti delle miniere del Sulcis.

La zona di Sant'Antioco, centro agricolo e minerario dell'isola omonima, sulla sponda nord-orientale. L'abitato è dominato da un castello e sorge con pianta a ventaglio tra i primi accidentati rilievi. L'isola di Sant'Antioco, ricordata da Tolomeo come Insula Plumbaria, fu largamente abitata dai sardi primitivi, come testimoniano i resti di numerosi nuraghi. Scalo dei fenici frequentato fino al VII secolo a.C., l'antica Sulcis divenne una delle più importanti città puniche della Sardegna, in continuo sviluppo parallelamente al progressivo sfruttamento delle miniere di piombo argentifero. Fu poi municipio romano, con propri magistrati, sacerdoti ed un ordinamento civile autonomo: una città floridissima, come testimoniano le necropoli, i monumenti, nonché il ricchissimo materiale archeologico venuto alla luce. L'abitato, oggi di aspetto moderno ma che conserva decorosi palazzetti classicheggianti, è interessante per importanti testimonianze archeologiche. Vari oggetti ritrovati sul posto sono conservati nell'antiquarium presso il quale si trova un'interessante necropoli, utilizzata da varie civiltà attraverso un lungo arco di tempo, dal periodo punico, di cui si conservano rare strutture ipogee, a quello romano e ai primi secoli cristiani; vi sono anche tracce di un tempio.

Accanto al mare si svolge per un lungo tratto la spiaggia di Santa Margherita di Pula, assai frequentata nel periodo estivo. La spiaggia è immediatamente a ridosso di una bella pineta ove si trova un vasto ed elegante villaggio residenziale. Allungata presso la costa sud-occidentale, a soli cinque chilometri, c'è Pula, nel Golfo di Cagliari, in prossimità dell'antica Nora. È questa infatti una delle escursioni consigliate. Nora, le cui rovine si trovano a tre chilometri verso sud-est, sulla piccola penisola del Capo di Pula, nacque come città fenicia, poi divenne punica e infine romana. Scomparve dopo il V secolo. Ancora oggi è oggetto di accurati scavi. Vi si notano resti della necropoli, di un tempio punico dedicato alla dea Tanit, di un teatro romano, di due complessi termali di cui si riconoscono i sistemi di riscaldamento e di abitazioni civili puniche e romane, fra le quali corrono vie lastricate, con resti di acquedotti e fognature. Particolarmente interessanti i mosaici pavimentali di varia epoca. In questa zona si gode di un bellissimo panorama.
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