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Le foto di cosa vedere e visitare a Cagliari

Cagliari: alla scoperta della cittą, cosa vedere e sapere

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"E improvvisamente ecco Cagliari: una città nuda che si alza ripida, ripida, dorata, accatastata verso il cielo dalla pianura all'inizio della profonda baia senza forme. È strana e piuttosto sorprendente, per nulla somigliante all'Italia. La città si ammucchia verso l'alto, quasi in miniatura, e mi fa pensare a Gerusalemme: senza alberi, senza riparo, che si erge spoglia e fiera, remota come se fosse indietro nella storia, come una città nel messale miniato da un monaco. Ci si chiede come abbia fatto ad arrivare là".
Questo scriveva David Herbert Lawrence, in Mare e Sardegna nel 1921, quando Cagliari ancora sbocciava, usciva dal guscio di un' isola difficile che oggi l'accoglie e la osanna come capitale indiscussa di un paradiso.

Riscaldata da un mare che la collega alla vicina Africa, di cui ne riprende il gioco di colori e la temperatura sempre di una gradevolezza intensa, Cagliari è la Sardegna che non ti aspetti forse, quella del non-solo-mare, del bel tempo tutto l'anno, del bel vivere e del buon cibo.
Un piccolo mondo, sconosciuto ancora e paradisiaco, giovane e allegro, che vive a cavallo tra una Sardegna autentica di cui ne è fiera il baluardo ed un'Italia alla quale, seppur lontana, s'ispira: una Cagliari non a caso ricca di forti fermenti culturali, giovanile ed aperta al mondo.
Una città unica, accarezzata dalle acque di un mare limpido che si estende per sette chilometri, il Poetto, ed abbracciata dalla stretta della Sardegna più selvaggia, con sette colli di macchia mediterranea ad ornare il suo paesaggio.

Da qualunque posto voi arriviate Cagliari saprà sorprendervi. La vista dall'aereo è un gioco asimmetrico di viali e palazzi, un'altalena di strade che salgono e che scendono senza trovare mai un punto di incontro; vi stupirà l'accozzaglia di colori facilmente distinguibili anche dall'alto: il verde acqua del mare di Sardegna, il bianco delle spiagge puntellate di briciole d'oro ed il dolce rosa delle saline. Accasciata sul mare, a dominare il Golfo degli Angeli, potete scorgere la sagoma di un promontorio roccioso: è laSella del Divaolo, luogo ideale per una vista mozzafiato della città, che domina il panorama e che, secondo un'antica leggenda, si porta dietro i lasciti di una battaglia tra gli Angeli ed i Diavoli che cercarono di impossessarsi della città, ammaliati dalla sua bellezza.
Se arrivate dal mare, ad accogliervi, troverete una lunga via di negozi e locali, una via Roma illuminata con palme secolari ad ornamento di palazzi nobiliari in stile liberty che vi danno il benvenuto all'arrivo.

Scorgerete la figura di una città dolce ma imponente, con le sue casette da vecchio borgo che si impongono l'una sull'altra in modo frastagliato e deciso. Ammirerete la città in salita, la rocca che converge nell'anima storica della città, quella Karalis antica fatta di strade strette acciottolate, botteghe e mura. Alla vostra destra la maestosa Basilica di Bonaria, che si erge fiera da sopra una collina da cui può osservare e giudicare la città. Da viale Armando Diaz una passerella di innumerevoli scalini, quasi fosse un tapetto rosso per questa Chiesa-Regina della città, conduce al suo interno: nel piccolo santuario di origini trecentesche in stile gotico-catalano che custodisce l'originale statua lignea della Madonna di Bonaria e nella Basilica, risalente al 1700, in stile neoclassico. Alle pendici della Chiesa l'omonimo cimitero monumentale, considerato uno dei più importanti d'Europa.

Cagliari, questa perla del mare, questo porto sicuro dalla posizione ideale, è stata la culla di civiltà diverse che si sono susseguite nel corso della sua storia, da quando la Kalaris fenicia iniziava a sbocciare; preistorica e storica, è sempre stata apprezzata per la sua posizione strategica, scelta per questo come capitale dei sardi e come capitale coloniale di aragonesi e di piemontesi. Una città toccata nel profondo dagli sconvolgimenti della seconda guerra mondiale, che, incurante, ha distrutto questo piccolo gioiello del mare, ma che in poco tempo ha avuto la forza di rinascere ancora più bella di prima.
Una città giovanile oggi, cosmopolita e multicolore, ma che ancora porta fiera i segni di quella storia passata, segni che si fondono insieme per tessera la tela della Cagliari che oggi conosciamo. Vi stupirete di come questa città sia creata sul passato e come questo faccia parte della città stessa, amalgamandosi all'atmosfera di una città moderna e vitale che si percepisce sin da subito appena vi si mette piede.

La leggenda, narrata dallo scrittore latino Solino, vuole che Karalis sia stata fondata da Aristeo, figlio del dio Apollo e della ninfa Cirene, giunto in Sardegna dalla Beozia nel XV secolo a.C. circa.
La Cagliari fenicia ancora rivive a Tuvixeddu (accessibile da Via Falzarego), un puzzle di strade di pietra e di tombe secolari, un mosaico di necropoli che si estendono tra i quartieri Sant'Avendrace e San Michele. È la più grande necropoli fenicio-punica ancora esistente nel bacino del Mediterraneo, con più di mille tombe scavate nella roccia e caratterizzate da un ricco patrimonio decorativo che comprende elementi scolpiti e pittorici.

Esiste poi anche l'anima romana della città, che rivive nella gloria di una antico e battagliero anfiteatro romano (in via Sant'Ignazio da Laconi), risalente al II secolo DC, sormontato dall'altopiano di " Buoncammino", dal quale la visione di un mare limpido e di una città dalle mille storie vi faranno innamorare. L'anfiteatro si staglia orgoglioso in un valle che discende verso il mare, e che incontra sulla via i resti della Villa Romana di Tigellio del I secolo DC.
Cuore medioevale della città è il quartiere fortificato di Castello, il Castellum Castri de Kallari, costruito dai pisani nel 1216-1217 per difendere la nascente città giudicale e che fino alla seconda guerra mondiale fu la residenza dei nobili.

Della fiorente città quale Cagliari fu in periodo Aragonese ci ricorda il Palazzo Viceregio, al numero 2 di piazza Palazzo. Il palazzo, che ha origini trecentesche, divenne sede del viceré dal 1337, per volere di Pietro IV d'Aragona.
Tra il 1799 e il 1815 fu residenza ufficiale della famiglia reale e della corte sabauda in esilio da Torino, occupata da Napoleone.
La magnificenza della Corte Sabauda la si incontra nella stretta Via Università, che ospita il Palazzo del Rettorato dell'Università degli Studi di Cagliari. Al primo piano la "sala settecentesca" della biblioteca universitaria, una suggestiva visita tra un luogo che ancora mantiene i suoi arredi originari, con stucchi d'oro ad ornare le pareti ricche di antichi manoscritti e libri.

Cagliari è quattro quartieri storici che oggi portano ancora fieri i segni delle loro differenze e che sono il centro storico cittadino attorno al quale, dalla prima metà del ventesimo secolo, è andata formandosi la città moderna.
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Il più antico tra questi è Castello, che i pisani fondarono nel duecento e dove stabilirono il loro centro del potere, destinato a residenza dei nobili. Intorno a lui si svilupparono poi gli altri tre quartieri: Marina, Stampace e Villanova, che dovevano ospitare invece le abitazioni e le attività dei popolani.

Castello è la Cagliari medievale dalla quale si accede ancora oggi attraverso imponenti porte d'acceso arcate che sembrano chiudersi sopra i passanti al loro passaggio. Il più suggestivo è quello dalla Torre dell'Elefante, in via Santa Croce, una torre difensiva pisana, aperta al pubblico, costruita in blocchi calcarei e adornata dalla statua marmorea di un elefante. Imponente, simbolo della forza militare della città, saluta la Torre di San Sepolcro, posta di fronte a lei, in Piazza Pitagora.
Alla destra della Torre dell'Elefante, poco fuori le antiche mura, la magia del quartiere si concentra nell'antica Via dell'Università, in cui raccolta in pochi metri di strada troverete la Cagliari antica ma anche la Cagliari giovanile ed universitaria, con il vecchio Palazzo del rettorato e suggestivi locali e pub incastonati nella roccia.
Da Via Università, nel cuore della città vecchia, si accede poi al maestoso Bastione di San Remy, una fortificazione in pietra costruita sulle cortine difensive del circuito della città vecchia medievale. Sospeso sulla città è ad oggi un famoso ritrovo per giovani e turisti, con un piazzale di palme e panchine che rivolte verso mare e dal quale si gode di una stupenda vista della città, in particolare al tramonto.

La Cagliari del quartiere Castello è una città in salita, con il cuore nella Cattedrale di Santa Maria (in Piazza Palazzo), con la sua facciata in stile pisano e la sua cupola del colore del deserto, ocra scuro, che guarda verso il mare. È ancora un dedalo di stradine strette e faticose, di scalette che si snodano e immettono in piccole terrazze affacciate su antichi palazzi nobiliari che sembrano sorreggere il quartiere. Nella piccola Via dei Genovesi antiche case in muratura sembreranno accovacciarsi su di voi, mentre passeggerete con alle orecchie il rumore dello scalpitio di qualche artigiano al lavoro e alle narici l'odore inebriante della tela imbevuta di colore che un giovane artista si accinge a completare.

Ma Castello è anche un quartiere di cave e di grotte, di sotterranei e sottopassaggi e dove oggi sorgono suggestivi locali e ristoranti, come quelli che ornano il Bastione di Santa Croce, situato nella omonima via, a pochi passi dalla Torre. Questa terrazza in muratura affacciata a strapiombo sulla città, regala una vista a perdita d'occhio verso il mare colore del cielo ma soprattutto verso l'adiacente quartiere di Stampace, un tempo rifugio di artisti e artigiani. La vista è spettacolare: un gioco di case basse colorate ed irregolari che formano un quadro a parete allegro che tanto ricorda il Vicolo d'Oro di Praga.

Per raggiungere Stampace dall'alto di Castello si può percorrere Via delle Scalette Strette, un piccolo pendio di scale a chiocciola, circondato da case fiorite e da locali scolpiti nella pietra che ci riportano ancora nella veste medievale che Cagliari ha assunto e dalla quale non si vuole più staccare.
Stampace è un quartiere silenzioso, artistico e spirituale, non a caso denominato il "quartiere della sette Chiese", su cui Cagliari scarica tutto il suo orgoglio: dalla piccola Chiesa di Santa Chiara con annesso il monastero, proprio sotto il Bastione di Santa Croce, a quella meravigliosa di San Michele, un gioiello barocco del diciassettesimo secolo che sovrasta via Azuni e accoglie via Ospedale.
Inaspettata infine, l’imponente scalinata dell'elegante Chiesa di Sant’Anna, che si impone decisa su un quartiere in miniatura.

Alle pendici del Bastione di San Remy sorge il quartiere di Villanova, un tempo dimora di contadini e pastori, e ancora una volta la Cagliari dalle strette vie acciottolate e dalle case basse, ma una città che qui si abbiglia di una veste ancora nuova, più paesana e disincantata, la Cagliari più che mai città mediterranea: un racchiuso e tenero villaggio all'ombra delle imponenti mura del quartiere nobile di Castello, raccolto in un labirinto di vie silenziose. La più suggestiva è via San Giovanni, con casettine colorate che sembrano adagiate lì quasi per caso, con i panni stesi alla finestra fuori dalle abitazioni e con anziane signore, le matrone della via, sedute fuori ad osservare curiose i passanti.

Ma via San Giovanni è anche un crogiolo di razze diverse, simbolo di quella Cagliari accogliente ed ospitale che fa della sua posizione strategica al centro del Mare Nostrum un porto sicuro nel quale approdare ed iniziare una nuova vita. Non sarà quindi strano ascoltare qui le voci di un mondo diverso, le voci di chi viene da lontano portandosi dietro un bagaglio orgoglioso di una cultura speciale,e intravedere da dietro una tenda i rituali della piccola comunità Sick, mentre un forte odore di incenso inebria i sensi.

La storia del quartiere di Villanova riposa nei resti della suggestiva basilica di San Saturnino (in piazza San Cosimo), la chiesa più antica di Cagliari, dedicata al patrono della città.

Il cuore di Cagliari è oggi il quartiere di Marina, l'antico quartiere dei pescatori e dei marinai, irto di strade strette ed in salita ed adagiato sul porto cittadino. Chiamato Bagnarla dai romani e poi passato sotto la dominazione pisana si è sviluppato ed è cresciuto insieme alla città che lo accoglieva fiera. È la zona più fervente e movimentata della città, con botteghe artigiane e gallerie d'arte, stretta in un giogo di locali che spaziano dall'etnico al tradizione, come quelli famosi in via Sardegna. È la Cagliari indiana e pakistana, tunisina e marocchina con i profumi inebrianti delle loro spezie e i colori accesi e brillanti delle loro stoffe. Ad ornare questo quartiere multietnico diverse Chiese, che, austere, controllano la città affinché nulla, della sua storia, cambi: da non perdere la Chiesa del San Sepolcro o la Chiesa di Sant’Eulalia

L'ultima tappa, immancabile, è il Parco di Molentargius, al quale si accede da Via della Pineta, racchiuso in uno scrigno di stagni di acqua dolce e salata, che anche i fenicotteri rosa scelgono ogni anno come luogo ideale per la loro nidificazione. La visione che si ha della città dal parco è ancora una volta spettacolare ed unica: Dopo giorni di visite intense, di panorami a perdita d'occhio e di scorci timidi nascosti tra viuzze strette, viene voglia di salutare Cagliari al tramonto, con le spalle a quel mare che ne è la culla più preziosa, e stare così immobili ad osservare la silhouette di una città che si staglia orgogliosa con sullo sfondo un cielo rosso fuoco. Si possono quasi disegnarne i contorni con le dita, riconoscendo quei campanili e quelle forme che prima si sono osservati da vicino, finché il sole, che si abbandona alla luna, non renderà tutto più offuscato ed i contorni meno nitidi. A quel punto, e solo a quel punto, si è pronti per salutare Cagliari, tristi e malinconici.
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