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Costa de la Luz (Andalusia): vacanza lungo la costa spagnola

Andalusia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

La Costa de la Luz è un susseguirsi di spiagge di sabbia fine attorniate da pinete, spezzate qua e là da qualche tratto roccioso. Il corso basso dei suoi fiumi si snoda tra saline e paludi, in un paesaggio rimasto immutato per secoli. Deve il suo nome al fatto che la luce si riverbera sul mare come in uno specchio. La Costa de la Luz ha un sapore di storia antica. Ospitò, infatti, il regno di Tartesso, ai cui lidi approdavano greci e fenici spinti da un fiorente commercio. Più tardi, sopraggiunsero i romani ai quali subentrarono, agli inizi dell'VIII sec., gli arabi la cui permanenza si sarebbe prolungata per ben otto secoli. Vi ebbe anche inizio il più celebre viaggio per mare di tutta la storia che avrebbe portato Cristoforo Colombo e le sue tre caravelle alla volta dell'America. L'interno è caratterizzato da pendici coperte di olivi nonché da due delle catene montuose più suggestive della Spagna: la sierra de los Pueblos Blancos a Cadice e quella di Aracena a Huelva. In entrambi i casi, i villaggi sono macchioline bianche che costellano il paesaggio.

Per quasi otto secoli, la Costa de la Luz fu scenario della convivenza talvolta pacifica, talvolta bellicosa di arabi e cristiani. A simboleggiare i conflitti tra queste due culture, è l'immagine di un cavaliere il quale, dall'alto di una fortificazione, scaglia un pugnale agli arabi affinché ne uccidano il figlio. Si tratta di colui che sarebbe poi passato alla storia con il nome di Guzmán el Bueno. Il fatto avvenne nel castello di Tarifa, tuttora in piedi, pur se ampiamente rimaneggiato al pari delle mura di cinta. Accoglie la chiesa di Santa Maria, eretta laddove sorgeva una moschea. Dall'antica fortezza o dalla piccola penisola di Punta Tarifa, si possono ammirare le coste africane. Battuta da forti venti di ponente e di levante, oggigiorno Tarifa è divenuta un paradiso per gli appassionati di windsurf, di cui vi si svolgono campionati internazionali, nonché di pesca subacquea. Tre sono le spiagge: Bolonia, lunga 6 km; Los Lances, lunga 10 km e La Plata lunga 4 km.

La costa atlantica gaditana, costellata di numerose praterie dove pascolano tori indomiti, si stende da Tarifa a Cadice. 14 km più in là, un crocevia conduce alla Ensenada de Bolonia, ove sorgono le rovine della città romana di Baelo Claudia, oggi trasformata in museo, nonché ampi lidi di sabbia bianca nei dintorni. Lungo il medesimo litorale sorge Zahara de los Atunes, località di pesca ricca di tradizioni ove, nell'arco degli ultimi anni, villette e zone residenziali sono cresciute a vista d'occhio. In primavera o sul finire dell'estate, si avrà modo di presenziare il magnifico spettacolo della pesca al tonno con reti.

A dieci chilometri di distanza sorge Barbate, ove si trovano i celebri Caños de Meca, bellissima località naturale ricca di sorgenti e numerose pinete che digradano fino al mare. A fianco, si scorge il cabo de Trafalgar il cui faro richiama alla memoria la famosa battaglia conclusasi con la morte del vincitore, l'ammiraglio inglese Nelson nonché degli spagnoli Gravina e Churruca. Tutt'intorno, si allungano spiagge di sabbia bianca quasi vergini. All'interno, a soli dieci chilometri dal litorale, sorge Vejer de la Frontera, posto di vedetta che si vanta d'essere uno dei centri abitati ove maggiore è l'impronta araba nonché uno dei più belli della provincia di Cadice. La chiesa del Salvatore, l'Arco delle Monache, le dimore signorili e i resti delle fortificazioni medioevali è quanto di più importante ci si possa trovare.

La località costiera successiva è Conil de la Frontera, villaggio di pescatori, divenuto centro turistico negli ultimi anni, fiancheggiato da due spiagge spaziose. La statale prosegue fino a Chiclana, città industriale nei pressi della zona paludosa che cinge la baia di Cadice, sul cui centro storico si affacciano bianche facciate abbellite da enormi finestre guarnite di grate. Nelle sue vicinanze, si trovano la spiaggia de La Barrosa, una delle più celebri di tutto il litorale, e l'abitato di Sancti Petri, con l'omonima isola su cui si erge un castello costruito sopra un santuario fenicio che i romani avrebbero poi dedicato a Ercole.

L'ultimo abitato prima di approdare al capoluogo, è San Fernando, strettamente legato alle battaglie navali delle guerre napoleoniche. Vi si conservano tuttora numerosi monumenti tra cui spiccano la chiesa parrocchiale dalle torri gemelle nonché il castello di San Romualdo. I suoi edifici sono fatti di mattoni intonacati con frontespizi in pietra, finestre guarnite di grate e terrazzi adornati con vasi da fiori, certamente uno degli esempi più eloquenti dell'architettura barocca di Cadice.

A Cadice, soprannominata "salata limpidezza" dal poeta Manuel Machado, tutto ha inizio e fine nel mare. Abitato di tradizioni marinare, di cui si dice che sia stata fondato da Ercole in persona, Cadice si vanta di essere la più antica città dell'Occidente. Potendo, è preferibile giungerci dal mare solcando la baia a bordo di una delle imbarcazioni (vaporetto) che salpano dal vicino Porto di Santa Maria. La rotta dura circa un'ora. Solo allora si capirà perché è stata soprannominata la tazzina d'argento.

Un lungo viale, ingresso d'obbligo per chi vi giunge in auto, su cui si affacciano edifici moderni, dà vita alla città nuova separata dal centro storico dalla Puerta de Tierra, fortificazione del XVII sec. La cosa migliore da fare è gironzolare nel quartiere detto del Pópulo, certamente il più "verace" di Cadice, nei pressi della Cattedrale, edificio in stile barocco dalla cupola rivestita di azulejos (piastrella di terracotta maiolicata o verniciata), nelle cui vicinanze sorge la chiesa di Santa Cruz. Si tratta del primo tempio di Cadice fondato per volere del re Alfonso X il Saggio laddove sorgeva una moschea araba. Tra le numerose chiese, emergono quella di Santo Domenico - munita di chiostro recinto da un colonnato di marmo -, Santa Maria, San Giacomo, San Agostino, San Francesco - con opere di Montañés -, San Antonio, El Carmen e quella del Rosario che accoglie le sculture di San Servando e San Germán, patroni della città.

Altrettanto interessanti sono la Fabbrica di tabacchi, il Carcere regio, il Museo provinciale con affreschi di Goya, il Municipio, il Gran Teatro Falla, la Torre Tavira e l'Oratorio di San Filippo Neri in cui, nel 1812, venne varata la prima Costituzione. Accoglie un'opera di Murillo ed è stato dichiarato monumento nazionale. Le case locali più incantevoli, dai balconi filigranati, sono ubicate nella zona dell'Alameda e San Antonio. In certune si possono tuttora ammirare le antiche porte di mogano, munite di batacchi sfavillanti, che danno su corti interne rivestite di marmo, adornate da piante rampicanti e fiori. Le case costruite in direzione del mare, sono dipinte di colori chiari. Oltre ad essere una città monumentale, Cadice è una città che ben si presta all'arte della tapa, di cui sono celeberrime le friggitorie dove si può acquistare del pesce fritto venduto in cartocci. Il miglior momento dell'anno per visitarla è in occasione del Carnevale, certamente uno dei più briosi e più lunghi di tutta la Spagna. Il ponte che attraversa la foce della Baia conduce a Puerto Real, abitato fondato dai Re Cattolici, per molti anni porto di rilevanza, passato ormai in secondo piano a causa delle sue industrie.

A Punta Umbría inizia l'ultimo tratto della Costa de La Luz. Tale agglomerato urbano, circondato da pinete, trae le sue origini da una torre che sorgeva a Punta de Umbría, fatta erigere nel XIV sec., per poter segnalare eventuali invasioni. Trasformato oggigiorno in importante luogo di villeggiatura, di ciò che fu, fino a qualche anno addietro un piccolo villaggio di pescatori, non rimane che il ricordo. D'estate, sono in funzione le cosiddette "canoe" che la collegano a Huelva. Nei pressi, sorge il parco naturale delle paludi del fiume Odiel nonché Los Enebrales, un paradiso naturale per varie specie faunistiche. La strada prosegue lungo il litorale, fiancheggiato da pinete, da un lato, e da spiagge solitarie dall'altro.

Qua e là, si intravede qualche ristorante e campeggio. Strada facendo, è opportuno fare una sosta all'altezza della zona naturale detta Isla de En medio e nella Laguna del Portil, dichiarata riserva ecologica. Più in là, si trova Cartaya, luogo già noto ai fenici, in cui si conservano le rovine di un piccolo castello, inizialmente romano e quindi arabo. Cartaya è famosa per la spiaggia e il porto de El Rompido, lingua di terra che separa il fiume dal mare, nonché per le zone naturali di Río Piedras e Flechas del Rompido. Dal Mirador si godrà un bellissimo panorama. Si giunge, quindi, alla spiaggia de La Antilla e alla bianca località di Lepe, caratterizzata da una fiorente agricoltura e cooperative di rilievo, ove la Virgen de la Bella, la cui statua vi approdò portata dal mare, è oggetto di grande venerazione. Infine, si raggiunge Ayamonte dove ha fine - o inizio - La Costa de la Luz. Da sempre, tranquillo villaggio di pescatori, le cui bianche dimore digradano fino al porto dove non mancheranno i pescatori intenti a rammendare le reti dai vivaci colori. I greci la denominarono Anapotaman - "sul fiume" - donde il nome odierno. Dall'alto, ove sorge il Parador de Turismo, si contempla un suggestivo panorama sull'abitato nonché sulla foce del Guadiana. Il momento migliore è certamente quello del tramonto. A rendere famosa Ayamonte è soprattutto la spiaggia Canela e la spiaggia Moral - a cinque chilometri -, che si animano in primavera sebbene l'alta stagione vada da giugno a inizio settembre. All'estremità della Costa de La Luz, si trova il Portogallo, molto più vicino da quando, nel 1991, venne inaugurato il ponte internazionale sul fiume Guadiana.

Vini, oli, insaccati (in prevalenza, prosciutto di Jabugo) ma soprattutto frutti di mare (gamberetti, scampi e ostriche), zuppe e fritture di pesce (sardine, tonno, sogliole, urta e passere). La specialità di questa zona sono i "chocos", una specie di calamari. Si consiglia di praticare l'arte del tapeo (fare un giro dei locali a prendersi un aperitivo). La cucina di Cadice e Huelva si basa su ricette antiche e semplici.

La denominazione di origine controllata di Jerez-Sherry comprende il triangolo costituito da Jerez, Sanlúcar de Barrameda ed El Puerto de Santa María, estendendosi anche ai comuni di Chiclana, Chipiona, Rota e Trebujena. L'eccezionalità dei suoi vini si deve, oltre che alle condizioni climatiche, ai procedimenti impiegati nella loro lavorazione quali la miscela di vini vecchi e vini nuovi per cui sarebbe più corretto parlare di invecchiamento piuttosto che di annata. Altra peculiarità è la formazione di una pellicola superficiale biancastra, detta "fioretta", in base alla quale il vino verrà catalogato come fino (bianco secco). Se la "fioretta" non compare, il vino verrà classificato come odoroso. A seconda dell'aroma, del sapore e della gradazione, i vini di Jerez possono essere così catalogati: fino, amontillado, oloroso, moscatel, palo cortado o Pedro Ximénez. I principali vini di Huelva sono quelli elaborati nelle terre del Condado, analoghi a quelli di Jerez, e consumati quasi esclusivamente in Andalusia.

Lungo l'intera Costa de la Luz, l'offerta ricettiva è ampia: paradores, alberghi e ostelli nonché appartamenti, villette, case rurali e campeggi. Chi desiderasse recarvisi a Pasqua o in estate, dovrà prenotare in anticipo. La Costa de la Luz conta quattro Paradores de turismo, due in provincia di Cadice e due in provincia di Huelva.

Le corride, i cavalli, il cante (canto popolare andaluso) e il vino sono gli ingredienti immancabili delle feste che si svolgono lungo la Costa de la Luz. A Cadice, tre sono le feste definite di interesse turistico: il Carnevale di Cadice, la Fiera equestre a Jerez (dal 10 al 17 maggio) e le corse di cavalli sulla spiaggia di Sanlúcar de Barrameda ad agosto. Di interesse turistico sono anche la Settimana Santa ad Arcos de la Frontera, il Corpus Domini di Zahara de la Sierra e la Feria de Exaltación del Guadalquivir a Sanlúcar de Barrameda, dal 28 al 30 agosto. Anche se la regione di Huelva fa da cornice al pellegrinaggio più celebre di tutta la Spagna, quello del Rocío ad Almonte a Pentecoste, essa è comunque meta di numerosi pellegrinaggi durante tutto maggio, tra cui si evidenziano quelli di Cartaya, Lepe e Moguer.

Cadice conta due aree naturali: Los Alcornocales. Huelva, oltre al Parco nazionale di Doñana, conta tre riserve naturali: Isla de Enmedio, Laguna de El Portil e la Marisma de El Burro; otto zone naturali: Los Enebrales de Punta Umbría, Estero de Domingo Rubio, Lagunas de Palos e Las Madres, Marismas de Isla Cristina, Marismas del Odiel, Marismas del río Piedras e Flecha del Rompido, Peñas de Aroche, Sierra Pelada e Rivera del Aserrador nonché il parco naturale di Sierra de Aracena e Picos de Aroche. Si tratta, complessivamente, di 210 ettari di spazi naturali cui vanno aggiunti altri 105.000 ettari del Parco nazionale di Doñana e dintorni. Ufficio informazioni del parco nazionale.

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
Milano 02/72004617 - Roma 06/6783106
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 Pubblicato da - 25 Dicembre 2008 - © Riproduzione vietata

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