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In Andalusia lungo la Ruta de los pueblos blancos

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L'Andalusia è una regione spagnola ricca di risorse naturali e paesaggistiche, culturali, storico-antropologiche e persino gastronomiche, che ne fanno una destinazione ideale per un turismo di qualità. Sono sempre di più i turisti che vanno alla ricerca di esperienze uniche e originali, alla riscoperta dei borghi e delle identità locali.

Uno degli itinerari andalusi che meglio rappresenta l'identità di questo territorio, la memoria e le radici della popolazione locale è la Ruta de los pueblos blancos (cioè la Strada dei villaggi bianchi), percorso suggestivo che attraversa molti borghi tipici caratterizzati da abitazioni dipinte di bianco (a calce) per poter resistere meglio alla calura e all'afa estiva.

Per molti secoli questi villaggi si sono mantenuti intatti, così come le abitazioni e le viuzze, le chiese e le piccole botteghe, per offrirsi oggi ai turisti come un vero e proprio patrimonio culturale, in tutta la sua bellezza circondata da uno spettacolo paesaggistico continuo.

Quali sono i pueblos blancos dell'Andalusia?

Nella zona tra Cadice e Malaga si trovano alcuni dei pueblos blancos più belli dell'Andalusia. Per chi ne ha la possibilità, la soluzione migliore è avere a disposizione un'auto, un camper o una moto (per chi è allenato va bene anche una bici) e prepararsi un percorso che tocchi quanti più paesi possibili.

Dalle parti di Málaga, in particolare, i paesini più caratteristici sono Frigiliana, famoso per il suo centro storico dalla chiara impronta araba e per la produzione di melassa di canna, Casares - dominato dalla sagoma del castello arabo - e Ronda, che è considerato uno dei borghi più belli della Spagna e in passato ha ispirato personaggi come Hemingway e Orson Welles.

La zona di Cadice (Cádiz) è più numericamente più ricca di pueblos blancos; qui è possibile programmare un tragitto che tocchi alcuni di questi paesi (o anche tutti, volendo): Arcos de la Frontera, Bornos, Espera, Villamartín, Algodonales, El Gastor, Olvera, Torre Alháquime, Setenil de las Bodegas, Alcalá del Valle, Prado del Rey, El Bosque, Ubrique, Benaocaz, Villaluenga del Rosario, Grazalema, Zahara de la Sierra, Algar e Puerta Serrano.

Itinerario lungo la Ruta de los pueblos blancos

Come idea di viaggio proponiamo un itinerario tra i pueblos blancos che parte da Arcos de la Frontera, antica cittadina (sono state rinvenute tracce del Paleolitico) con un assetto urbano caratteristico che esprime bene l'identità andalusa che si fonde con la cultura cristiana e islamica (il periodo arabo, dal 711 al 1264, diede un'impronta caratteristica a tutta la struttura urbanistica del nucleo storico della città e furono innalzati l'Alcazar militare e le mura). Disposta come una sorta di anfiteatro che circonda una scoscesa collina rocciosa, Arcos de la Frontera è circondata dal fiume Guadalete che qui forma il lago di Arcos.

Da Arcos de la Frontera il viaggio può proseguire, seguendo il fiume Guadalete, verso Villamartín, comune di circa 12.000 abitanti dominato delle vestigia del Castillo de Matrera sulla cima del Cerro Pajarete, e poi verso Olvera (foto), villaggio celebre per la produzione di olio extravergine di oliva e situato al confine tra le province di Siviglia e Malaga. Qui è possibile ammirare il castello arabo e vagando intorno il quartiere arabo e gustare tapas in uno dei tanti ristoranti locali.

Proseguendo per Zahara de la Sierra, la magia del luogo coinvolgerà completamente il turista che si ritroverà come catapultato indietro nel tempo. Qui merita una visita il lago artificiale di Zahara-el Gastor creato a valle del borgo e l'antico Castello Nasrid, simbolo di Zahara, arroccato su uno sperone di roccia quasi a voler dominare le tipiche case bianche.

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Per poter solo immaginare l'incantevole bellezza di questi luoghi, basti pensare che Zahara de la Sierra è il cuore del Parco Naturale della Sierra de Grazalema, area protetta dichiara dall'UNESCO come riserva della Biosfera.

Proseguendo per i sentieri del parco incontriamo El Bosque, piccolo borgo di 2000 abitanti circa: il viaggio continua tra le meraviglie della natura e in paese, chiedendo un permesso all'ufficio turistico, si possono visitare alcuni sentieri inaccessibili e incontrare dal vivo animali che vivono in libertà: cervi, stambecchi, caprioli, aquile e grifoni. Si raccomanda, poichè si tratta di specie fragili, di adottare un comportamento che non disturbi la quiete e l'habitat.

Prima di fare ritorno ad Arcos della Frontera è d'obbligo visitare Ubrique (foto sopra), un comune di 16.000 abitanti immerso in un paesaggio roccioso dominato dalle sagome imponenti dei monti della Sierra de Cádiz, all'ingresso del Parque Natural de Grazalema e del Parque Natural Los Alcornocales.

Lungo il percorso non mancherà la possibilità di farsi tentare dall'eccezionale enogastronomia dell'Andalusia, fatta di prodotti tipici come i minestroni e le zuppe, le olive, i cereali e altri prodotti della dieta mediterranea. In una gustosa fusione tra cucina mediterranea e cucina atlantica, si assaggia il gazpacho (la famosa zuppa fredda di verdure fatta di cetrioli, pomodori e peperoni, condita con olio, aceto e aglio e servita con ghiaccio), i formaggi, i dolci locali (ottimi i buñuelos), il pan de mollete o ancora il vino di Ronda.

I periodi migliori per godersi un viaggio di questo tipo sono sicuramente la primavera e l'autunno, quando la temperatura è dolce, gradevole, le piogge sono veramente occasionali e la calura estiva è lontana. Consigliamo in ogni caso di indossare un abbigliamento leggero (attenzione, però, perché nelle zone di montagna può fare fresco) e delle calzature comode, anche per chi volesse eventualmente muoversi in bici.

Ti piace viaggiare? Visita il nostro canale dedicato agli itinerari in Spagna.

 Pubblicato da il 27/01/2021 - - ® Riproduzione vietata

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