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Le foto di cosa vedere e visitare a Firenze

Firenze, cosa vedere tra storia, arte, musei e monumenti

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La culla del Rinascimento italiano è Firenze, città non solo eminentemente estetica, ma dai contenuti profondi, tutti da scoprire. Qui sono nati gli inventori della letteratura italiana e del melodramma, e Firenze ha reppresentata la vera culla del Rinascimento Italiano: qui hanno lavorato pittori, scultori e architetti di fama mondiale, come Giotto, Donatello, Leonardo e Brunelleschi solo per citarne alcuni; qui apre ogni giorno uno dei più grandi musei a cielo aperto del mondo. Passeggiando per il suo magico centro storico, infatti, si prova la sensazione di trovarsi tra i corridoi di un grande allestimento fatto di chiese, palazzi, giardini e monumenti. Inoltre, all’ombra del “Cupolone” e dei grandi complessi conventuali di Santa Croce e Santa Maria Novella, intorno alle chiese di San Lorenzo e Santo Spirito, accanto ai grandi palazzi pubblici, resiste la rete degli esercizi storici fiorentini, le botteghe artigiane di tradizione secolare che sopravvivono in barba ai centri commerciali.

Fondata dai romani più di duemila anni fa alla confluenza tra l’Arno e il Mugnone, Florentina ha rappresentato un punto di riferimento in varie epoche storiche. In particolare, durante il Rinascimento la città è assurta al ruolo di capitale mondiale dell’arte, accogliendo le più eminenti personalità culturali dell’epoca. In questo periodo furono costruiti i maggiori tesori architettonici del centro, monumenti che ancora oggi attirano milioni di visitatori da tutto il mondo e fanno innamorare fin dal primo sguardo.

Il punto di partenza di quasi tutti gli itinerari turistici fiorentini è il Duomo, la chiesa di Santa Maria del Fiore. La basilica si trova tra l’omonima Piazza del Duomo e Piazza San Giovanni, laddove si ergono il battistero, eretto a pianta ottagonale tra l’XI e il XIII secolo su resti risalenti al V secolo, e il celebre campanile di Giotto, che domina la città dal 1337 da quasi 85 metri di altezza. La particolarità del Duomo fiorentino è che esso, commissionato ad Arnolfo di Cambio nel 1294, fu costruito inglobando la più antica chiesa di S. Reparata, già sede vescovile nel VII secolo. Osservando l’edificio l’impressione è quella di una grande omogeneità, ma l’opera è in realtà frutto di numerosi interventi susseguitesi per quasi duecento anni. Al progetto di fine Duecento, infatti, seguirono ampliamenti e modifiche da parte di Giotto, Andrea Pisano e Francesco Talenti, tanto che l’area absidale fu ultimata solo nel 1421 e la cupola di Filippo Brunelleschi addirittura nel 1431.

Uscendo dal battistero e girando a sinistra si fiancheggia il lato settentrionale del Duomo e si incontrano Palazzo Strozzi-Niccolini, risalente al XV secolo, e le cosiddette Case dei Tebaldi, eleganti costruzioni quattrocentesche che ospitavano le botteghe di Donatello. Più avanti si trova l’ingresso al Museo di S. Maria del Fiore, comunemente detto dell’Opera del Duomo. Tornando verso il campanile si notano i ben allineati Palazzi dei Canonici, che dal 1830 dominano il lato meridionale della piazza, e la sede attuale dell’Arciconfraternita della Misericordia, antico istituto di assistenza ai bisognosi. Da qui basta attraversare via dei Calzaiuoli per ammirare la loggia del Bigallo, mentre alle spalle del battistero spicca il Palazzo Arcivescovile parzialmente ricostruito tra il 1573 e il 1584 da Giovanni Antonio Dosio.

La zona a sud-ovest di Santa Maria del Fiore è quella di Piazza della Repubblica, un’area densa, profonda e misteriosa che conserva numerose tracce medievali. Purtroppo alcune di queste, insieme a successivi interventi rinascimentali, furono del tutto cancellate nell’Ottocento per “restituire l’antico centro della città da secolare squallore a vita nuova” con l’apertura di Piazza della Repubblica al posto della vecchia Piazza del Mercato, cuore storico di Firenze. Tra le cose da vedere prima della piazza spiccano la Casa di Dante, trasformata in museo, e Palazzo Portinari Salviati, oggi sede della Banca Toscana, che precede uno degli edifici più affascinanti del centro: Palazzo Strozzi. Nei dintorni resta da visitare la chiesa di S. Maria Maggiore, una delle chiese più antiche della città essendo stata consacrata sicuramente prima dell’XI secolo.

A sud-est di Piazza della Repubblica si estende l’asimmetrica Piazza della Signoria, che non nasce dal disegno di un urbanista, ma da un caso storico legato alla famiglia degli Uberti e alla costruzione di Palazzo Vecchio. Le strade che conducono alla piazza sono ben otto e ognuna di esse regala scorci diversi e originali. Per prima cosa lo sguardo tende a cadere sulla loggia dei Lanzi (o loggia della Signoria), costruita tra il 1376 e il 1382 per accogliere assemblee e cerimonie pubbliche. A sinistra di Palazzo Vecchio passano tutt’altro che inosservati la celebre fontana del Nettuno (1565-1575), soprannominato il “Biancone”, e l’altrettanto imponente statua equestre di Cosimo I. La statua del David, che si erge magnifica davanti a Palazzo vecchio, è un copia dell'originale capolavoro di Michelangelo, costudito nella Galleria dell'Accademia.

Tra le visite imperdibili una è quella a Palazzo Vecchio, massiccio blocco merlato dalla solenne facciata a bugnato frutto del lavoro di tre cantieri attivi tra la fine del XIII secolo ed il XVI. Dopo la prima fase di lavori, orchestrata da Arnolfo di Cambio e terminata nel 1314, il palazzo divenne sede della Signoria, cioè del consiglio della città governato dai Priori. A questo periodo risale la porta di Tramontana che conduce alla camera dell’Arme, unico ambiente dell’edificio ad aver conservato l’aspetto originario. Alla fine del Quattrocento fu introdotto il Salone dei Cinquecento al primo piano, ma i cambiamenti maggiori furono progettati dal Vasari nel XVI secolo. A questa campagna di ampliamento appartiene il Corridoio detto per l’appunto “Vasariano”, il percorso sopraelevato lungo più di un chilometro che collega Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti passando per la Galleria degli Uffizi.

Tra la loggia della Signoria e Palazzo Vecchio si apre il piazzale degli Uffizi, delimitato da due ali parallele congiunte a un braccio minore che prospetta direttamente sul corso dell’Arno. Il complesso fu iniziato da Vasari nel 1560 e completato dal Buontalenti sotto la direzione di Francesco I per accogliere gli “uffizi” della magistratura, mentre oggi ospita uno dei musei più ricchi e suggestivi del mondo. Al suo interno si può dire che non manchi nessuno: dai due/trecenteschi Duccio di Boninsegna, Cimabue e Giotto, ai settecenteschi Rubens, Carracci e Caravaggio, senza dimenticare i maestri del Quattrocento come Botticelli, Leonardo e Perugino, del Cinquecento, Michelangelo, Raffaello e Tiziano, ed i manieristi Parmigianino, Veronese e Tintoretto. Inoltre la galleria ha mantenuto diversi ambienti non destinati a pinacoteca che svolgono ancora la funzione di wunderkammer (camera delle meraviglie). Tra questi la sala delle carte geografiche, lo stanzino della Matematica e la Tribuna, la sala più antica degli Uffizi.

Alle spalle della Galleria degli Uffizi scorre l’Arno, dominato dal profilo leggero di Ponte Vecchio. La principale attrattiva d’Oltrarno è Palazzo Pitti, il più grande palazzo cittadino che abbraccia su tre lati la piazza cui dà il nome. All’interno spiccano la Galleria Palatina, principale museo dell’edificio grazie alla ricchissima collezione d’arte, e gli appartamenti reali. Attiguo al palazzo è il meraviglioso giardino di Boboli, accessibile mediante il cortile dell’Ammannati ed il forte Belvedere. Piazza Pitti è collegata all’Arno da via Guicciardini, una stradina stretta e trafficata sulla quale si apre piazza di S. Felicita, dominata dall’omonima chiesa. Da qui partono due vie che conducono rispettivamente in piazza S. Spirito, dove sorge la chiesa rinascimentale progettata da Brunelleschi nel 1444, e al fiume. Nel quartiere resta da vedere la semplice chiesa di S. Maria del Carmine, un edificio dall’aspetto disadorno, austero, al cui interno però si trova un capolavoro come la cappella Brancacci, affrescata da Masaccio e Masolino da Panicale.
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Tornando a nord dell’Arno restano da vedere i quartieri di S. Giovanni, S. Maria Novella e S. Croce. Il primo è famoso soprattutto per la presenza della basilica di S. Lorenzo, la cui facciata è una delle più suggestive di Firenze per eterogeneità artistica e decorazioni. Nei paraggi sorgono poi il Mercato Centrale di S. Lorenzo, realizzato tra il 1870 e il 1874 su progetto di Giuseppe Mengoni, e soprattutto la Galleria dell’Accademia, che custodisce alcune sculture di Michelangelo tra l’originale del David. Poco più a sud si trovano la basilica della SS. Annunziata e lo Spedale degli Innocenti, il primo orfanotrofio d’Europa. Da non perdere poi la Rotonda del Brunelleschi, parte di una serie di costruzioni che appartenevano al convento di S. Maria degli Angeli, ed il Museo Archeologico, avente sede nel settecentesco palazzo della Crocetta.

Il quartiere di S. Maria Novella copre un’area triangolare tracciata all’incrocio di tre grandi direttrici: l’Arno, a sud, via Faenza a est e viale Roselli a nord-ovest. All’interno di questo triangolo spicca la facciata della chiesa di Santa Maria Novella disegnata da Leon Battista Alberti per la chiesa che dà il nome al quartiere: la più antica della basiliche fiorentine, che però al tempo della fondazione era la “novella”, edificata da monaci domenicani per sostituire un oratorio del IX secolo. Per molti turisti questo è il primo monumento visto a Firenze, trovandosi praticamente di fronte all’omonima stazione ferroviaria progettata da Giovanni Michelucci nel 1932. Nei dintorni si trova uno dei palazzi più noti di Firenze: Palazzo Rucellai, tipico esempio di architettura fiorentina quattrocentesca, realizzato da Bernardo Rossellino su progetto di Alberti.

Infine, a sud-est, si estende il quartiere di S. Croce, dove le tracce del passato sono rimaste indelebili nei nomi e nel tracciato delle strade che lo compongono (ad esempio via della Vigna Vecchia e via dell’Anguillara). Il cuore del quartiere è naturalmente Piazza S. Croce sulla quale si affaccia l’omonima basilica francescana resa celebre dalle numerose tombe di personaggi illustri che accoglie. A destra della chiesa si accede al primo chiostro dell’ex convento francescano oggi sede del Museo dell’Opera di S. Croce, che include anche la brunelleschiana cappella Pazzi. Poco distanti sono da vedere Palazzo Borghese, un grande palazzo commissionato nel XV secolo dalla famiglia patrizia dei Salviati, e Casa Buonarroti, fatta costruire dal pronipote di Michelangelo nel 1612.

Firenze a Natale
Da qualche anno la città festeggia il Natale con una serie di mercatini, che si svolgono in prevalenza durante le settimane d’avvento; un motivo in più di visitare Firenze in un periodo di minor afflusso turistico. I tre più importanti sono: il mercatino tedesco, detto Heidelberger Weihnachtsmarkt, importato dalla celebre città d'arte germanica; il Mercatino Scozzese, che celebra il gemellaggio tra Firenze e Edimburgo; ed il Florence Noel, che si tiene presso la Stazione Leopolda.

Cosa mangiare a Firenze? Si sa, la cucina toscana è un tripudio di sapori e ricette semplici che, proprio per questo, esaltano i sapori genuini delle materie prime, che in questa regione raggiungono livelli d’eccellenza. Gli ingredienti fondamentali per una buona ricetta fiorentina sono il pane “sciapo”, ossia senza sale, ben cotto e con una crosta croccante, il chianti e l’olio extra vergine di oliva. Quest’ultimo, ad esempio, si esalta nella ribollita, nei sughi delle pappardelle, nei fagioli all'uccelletto e sulle eccezionali bistecche alla fiorentina cotte rigorosamente al sangue.

Firenze è incantevole in qualsiasi periodo dell’anno, ma potendo scegliere non ci sono stagioni migliori della primavera e dell’autunno per visitarla. D’inverno, infatti, il freddo è spesso pungente e le minime notturne intorno allo zero, mentre d’estate l’afa e l’umidità rendono il clima difficile da sopportare. In particolare, aprile e le prime settimane di ottobre rappresentano momenti particolarmente indicati per recarsi a Firenze, quando l’aria è respirabile, il cielo spesso terso e la luce perfetta per scattare belle fotografie a chiese e palazzi.

Come arrivare a Firenze? Il mezzo di trasporto migliore per raggiungere direttamente il centro è il treno, con la stazione di Firenze Santa Maria Novella che conta in media 160.000 transiti giornalieri accogliendo circa 500 treni. In auto Firenze è accessibile grazie a quattro caselli autostradali (Firenze, Sud, Firenze Certosa, Firenze Signa, Firenze Nord) sulle autostrade A1 e A11, ma dirigersi dalla periferia al centro può richiedere parecchio tempo. Il piccolo Aeroporto Amerigo Vespucci si trova appena 4 chilometri a nord-ovest del centro, nel quartiere di Peretola, ma decisamente più importante e meglio servito è lo scalo pisano Galileo Galilei, distante circa 80 chilometri dal capoluogo. Per quanto riguarda gli spostamenti urbani, girare a piedi è senza dubbio la scelta migliore, dato che, a dispetto dell’elevato numero di monumenti che contiene, il centro storico è relativamente piccolo e con i mezzi pubblici non è sempre facile muoversi.

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