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Cosa vedere e cosa visitare Ponte Vecchio

Ponte Vecchio di Firenze: la storia e la visita allo storico attraversamento sull'Arno

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Inguaribili romantici, appassionati d'arte e di storia, o solo amanti dello shopping di lusso non potranno che incontrarsi tutti qui, sul Ponte Vecchio a Firenze. Di vecchio questa struttura, che conduce da una sponda all'altra dell'Arno, non ha solo il nome: è difatti il più antico ponte cittadino, costruito per la prima volta in legno nel 972 il pomte era già stato eretto (con pietre e legno) dai  romani, i quali a loro volta avevano utilizzato una struttura preesistente, probabilmente di origine etrusca.

Il ponte, come lo vediamo oggi, è stato eretto fra il 1333 e il 1345, su progetto di Neri di Fioravante, anche se per alcuni la paternità è da attribuire a Taddeo Gaddi. Il 4 Novembre del 1333, infatti, la terribile alluvione che colpì la città fece cedere il ponte a cinque arcate edificato nel 1170, in cui alle travi in legno si mescolavano i mattoni. Il nuovo progettista, chiamato ad intervenire prontamente, ideò quindi una struttura rivoluzionaria che imponeva l'utilizzo di tre arcate, anziché 5, e sfruttava l'arco ribassato anziché il più consueto e tondeggiante arco a tutto sesto. In questo modo, l'architetto riuscì ad ottenere un duplice risultato: da un lato rendeva la struttura portante più solida, dall'altro agevolava il passaggio d'acqua e detriti allargando lo spazio fra un pilone e il successivo.

I grandiosi lavori per la riedificazione del ponte furono possibili grazie alla costruzione, su entrambi i lati di negozi in muratura, affittati a pescivendoli e macellai, ai quali venne chiesto di spostare la sede dei loro commerci dal centro cittadino al passaggio sull'Arno. In questo modo si evitava da un lato di avvertire l'odore nauseabondo degli alimenti in putrefazione che giornalmente venivano spostati dal centro all'Arno, e dall'altro si usufruiva degli affitti per ricostruire uno strumento di passaggio indispensabile. Ai macellai e ai pescivendoli, si aggiunsero col tempo anche i fruttivendoli e i conciaioli; questi ultimi, ad esempio, necessitavano della vicinanza dell'acqua per conciare le pelli.

Le botteghe erano tutte delle stesse dimensioni, 43 o 46 in totale, in numero maggiore sul lato che si affaccia in via Por Santa Maria che non sull'Altrarno, perché sul suo lato occupava spazio utile la dimora dei Mannelli. Ai quattro angoli del ponte si ergevano quattro torri, delle quali sopravvive solo quella dei Mannelli, mentre delle altre è stata ricostruita solo quella dei Rossi Cerchi. Al centro del ponte venne lasciato uno spazio destinato a divenire una piazza, che mostra ancora le merlature medioevali che probabilmente cingevano tutti i fabbricati delle botteghe, mentre le finestre sull'Arno erano cieche, perché oltre ad essere un luogo di commercio, il ponte era considerato un primo strumento difensivo.

Passeggiando lungo il Ponte Vecchio oggi, non si scorgeranno più pescivendoli o macellai ma botteghe preziose, veri forzieri che nascondono gioielli di classe. Infatti, a partire dal 1593 il granduca Ferdinando I, diede lo sfratto a tutti i bottegai, perché disturbato dal cattivo odore e dal chiasso che i commercienti producevano; questi commerci vennero sostituiti con quelli di orefici e artigiani, certamente più degni della vicinanza a Palazzo Vecchio e al Palazzo Pitti, acquistato dai Medici pochi decenni prima.

... Pagina 2/2 ... Nel 1565, in occasione delle nozze di Francesco de' Medici con Giovanna d'Austria, il granduca Cosimo volle far costruire un passaggio che collegasse Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti e con gli Uffizi: un corridorio coperto e grandioso, per la cui progettazione venne affidata a Giorgio Vasari. Per il corridoio Vasariano, completato in cinque mesi, si dovettero affrontare dei problemi logistici: innanzitutto quello costituito dalla famiglia Mannelli che non voleva perdere la sua torre che tutt'ora di erge all'angolo con via dei Bardi; per impedire di toccare la torre Vasari ingegnò un tratto di corridoio situato su mensole a balze che girano intorno alla costruzione della famiglia. Lungo poco più di un chilometro, il corridoio trova il suo principio nel Palazzo Vecchio per poi raggiungere gli Uffizi e corre sopra le botteghe per poi girare e raggiungere Palazzo Pitti. Dal ponte è possibile avere una panoramica d'insieme anche all'interno della Chiesa di Santa Felicita: infatti, al Vasari venne chiesto di studiare un modo per poter assistere alle funzioni senza mescolarsi alla folla.

Da non perdere: se il Corridoio Vasariano (accessibile solo su prenotazione) è la terrazza panoramica più famosa, anche per via dei dipinti che sono conservati al suo interno, l'altra, conserva l'altrettanto famoso monumento a Benvenuto Cellini, la statua del più noto orafo vissuto a Firenze. L'opera, realizzata dallo scultore Romanelli, è protetta da una cancellata, riconoscibile dalla presenza di lucchetti, legati alle grate a simboleggiare amori indissolubili. Una tradizione questa, che ha inizio molto prima di quella che si verifica da qualche anno su Ponte Milvio, e che costa una multa salata a chiunque venga colto sul fatto.
Altro simbolo della grandezza trecentesca della città è la meridiana che si può vedere alzando lo sguardo sulle botteghe che si ergono alle spalle del monumento a Benvenuto Cellini: a mezzaluna decora una delle pareti di una bottega, ed è datata 1345.

Curiosità: passeggiando lungo il Ponte Vecchio non si può fare a meno di lasciarsi catturare dai piccoli venditori di street food. Da non perdere il panino con lampredotto o il covaccino con stracchino e salsiccia.

Informazioni utili: ovviamente il passaggio sul Ponte Vecchio è gratuito ed aperto a tutte le ore del giorno e della notte. Non è così per il corridoio Vasariano, per il quale è necessaria la prenotazione ed il pagamento di un biglietto. Solitamente quest'ultimo comprende anche la visita alla Galleria degli Uffizi, ed il costo complessivo si aggira intorno agli 85€. Potete prenotarlo sul sito web ufficiale: http://it.uffizi-com.waf.it

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