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Passo del Tonale, vacanza estate e inverno in Alta Val di Sole

Passo del Tonale, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Se risalgo tutta la val di Sole in direzione del Passo del Tonale, quando la strada sale con decisione e sulla mia sinistra si cominciano ad intravvedere tra i boschi panorami mozzafiato sulla parete nord della Presanella, sono arrivato a Vermiglio, ultimo centro abitato della valle prima del passo del Tonale. Questo paesino è posto in corrispondenza di alcuni assolati pratoni al cospetto della Presanella e dei suoi imponenti ghiacciai, l'architettura è quella tipica dei paesi solandri e tutti gli interventi di ristrutturazione non ne hanno alterato l'atmosfera montana.
La ricettività di Vermiglio si basa su alcuni alberghi la cui ospitalità ha una lunga tradizione e agriturismo nei quali il trattamento familiare ci farà ancora più apprezzare la vacanza e l'ambiente circostante. All'ingresso del paese incontro un bivio verso sinistra con indicazioni per Velon, questa frazione posta nel fondovalle del Noce è uno dei paradisi dello sci nordico trentino, in un ampiente caratterizzato dall'alternarsi di boschi e radure sono tracciati numerosi anelli di varia difficoltà e sempre battuti sia per il passo pattinato che per la tecnica classica. Da questa località partono le escursioni che hanno come meta il gruppo della Presanella, se per raggiungerne la vetta ho bisogno di un minimo di esperienza ed attrezzatura alpinistica, raggiungerne le pendici è solo un problema di possedere una buona resistenza; infatti è facile raggiungere il rifugio Denza adagiato ai piedi dei ghiacciai e delle loro morene e riflesso in alcuni laghetti, qui posso trovare ristoro dopo la salita oppure pernottare per dedicarmi ad escursioni ad alta quota.

Proseguendo lungo la strada del Tonale ad una quota di circa 1500 metri la mia attenzione è catturata dai resti di un forte, ora restaurato ed adibito a museo, si tratta del Forte Strino.
Questa fortificazione bellica austro-ungarica, costruita nel 1860 apparteneva al sistema di cinque forti costruiti con lo scopo d'impedire il passaggio della valle, gli altri forti erano: Forte Velon, più piccolo posto più a valle della strada ed il Forte Mero ( o Merlo) posto a quota 1838 metri sul versante opposto, a completare il sistema difensivo venne costruito successivamente il Forte Zaccarana a quota 2116 ed il Forte Pozzi Alti a quota 1880 sul versante opposto rispetto a quest'ultimo, questo completava il sistema difensivo definito a tenaglia.
Riprendendo la strada quando la salita si fa decisamente più dolce e dopo aver attraversato un ultimo rio, il paesaggio si apre e gli ultimi larici lasciano spazio agli ampi prati del passo del Tonale.

La stazione sciistica spazia su entrambi i versanti, quello esposto a nord all'apparenza ripido ed inaccessibile ha, in quello che sembra l'unico intaglio praticabile, una delle piste tecnicamente più interessanti delle alpi: la nera Paradiso. Per raggiungerla devo parcheggiare la macchina presso la stazione a valle della telecabina che mi conduce agli oltre 2500 metri del passo Paradiso, durante la risalita posso cominciare a studiare la discesa immaginando le serpentine tra i muri ed i curvoni, superato l'ultimo ardito pilone a sbalzo sul pendio la cabina rallenta e le porte si aprono, scendo alzo lo sguardo ed i miei occhi sono colpiti dalla distesa bianca che ho di fronte, la vista spazia fino all'arrivo dell'ultima sciovia che risale il ghiacciaio del Presena a 3000 metri di quota. Il ghiacciaio è raggiungibile tramite una comoda seggiovia, le piste qui tracciate sono di un buon livello tecnico tanto che nelle stagioni d'allenamento è molto facile trovarsi a sciare fianco a fianco con qualche azzurro di sci, infatti il pendio inizialmente dolce ha a circa metà un deciso cambio di pendenza, morfologia rara sui ghiacciai.

Dopo qualche discesa di riscaldamento sulle piste del ghiacciaio si affronta il facile collegamento con il passo Paradiso, senza dimenticare di riflettere un attimo davanti al cippo commemorativo dei caduti della grande guerra, raggiungo lo stretto passaggio del passo.
Ai tempi in cui la pratica dello sci aveva un gusto pionieristico la pista Paradiso era cimento per arditi infatti l'imbocco avveniva affrontando una ripidissima strettoia sul primo salto di roccia, con l'andar del tempo questo passaggio è stato via via allargato ed addolcito tanto che oggi passa quasi inosservato sotto i nostri sci; il corso della discesa è un susseguirsi di larghi muri con pendenza sempre interessante, prima di affrontare l'ultimo tratto della discesa incontro un bivio che mi permette di raccordarmi alla pista che scende fino alle porte di Ponte di Legno, scegliendo questa soluzione il dislivello della mia discesa iniziata a 3000 metri diventa decisamente considerevole, se invece ignoro il bivio raggiungo la stazione a valle della telecabina e la possibilità di ripetere la discesa, la particolare esposizione della pista Paradiso la rende praticabile fino a primavera inoltrata e dopo inverni particolarmente generosi di precipitazioni nevose fino ai primi di giugno.

Il versante sud del Tonale è invece molto dolce alla base per farsi via via più ripido salendo di quota, in questa prima parte troveranno ampio spazio i principianti ed i maestri di sci con le loro classi, le piste più lunghe si trovano se ci spostiamo ai bordi della ski area.
Infatti sul lato est una lunga seggiovia ad agganciamento automatico ci conduce fino a Malga Valbiolo da dove partono due seggiovie quadriposto, una che raggiunge i 2681 metri del passo dei Contrabbandieri e l'altra che arriva nei pressi della selletta di collegamento con l'area del Serodine, le piste servite da questi due impianti sono di media difficoltà in un ambiente suggestivo e ottimamente innevate data l'alta quota.
Dal lato opposto utilizzando in successione le seggiovie Serodine e Bleis raggiungo la quota di 2529metri e ho una duplice scelta di discesa percorrere in sequenza le piste Bleis e Giuliana dove periodicamente vengono svolte gare FIS, mentre se mi avvio verso la piccola sella che si affaccia verso la val Camonica imbocco la pista Alpino, questa discesa lunga oltre 4500 metri con quasi 800 metri di dislivello, ha una particolarità che la rende unica infatti il suo tracciato si svolge in un versante completamente selvaggio la mia discesa sarà accompagnata sola dal rumore della neve solcata dalle lamine dei miei sci o della mia tavola.

Il fuoripista in quest'area è possibile partendo dall'arrivo delle sciovie sul ghiacciaio da dove partono alcuni itinerari spettacolari per qualità della neve e varietà del paesaggio, questi itinerari sono da percorrere sempre accompagnati da una guida e da effettuare sempre quando le condizioni della neve lo permettono, la morfologia dell'area consente anche ai meno esperti di sbizzarrirsi soprattutto dopo un'abbondante nevicata lungo i bordi di tutte le piste.
Da due stagioni invernali è inoltre stato completato il collegamento con l'abitato di Temù in val Camonica, non si tratta di un semplice collegamento attraverso impianti, ma siamo di fronte ad un ampliamento del comprensorio che aggiunge piste varie e divertenti tracciate sul versante settentrionale e quasi interamente nel bosco, offrendo quindi una validissima alternativa alla parte alta soprattutto in caso di maltempo, da segnalare è la pista nera che scende fino ai 1100 metri di Temù, tutta quest'area è interamente coperta da un impianto per la produzione di neve programmata. Oltre all'area dei Laghetti di Vermiglio lo sci nordico è praticabile sugli anelli tracciati al passo, sull'anello della val Sozzine e anche in località Valbione.

La ricettività del passo è di ottimo livello è gli alberghi sono distribuiti quasi tutti sul lato esposto al sole, la maggior parte di essi sono attrezzati con piscina e centro benessere e offrono un'accoglienza ricca di calore ed offrono anche presso il loro ristorante tutti i piatti tipici della cucina trentina, con escursioni anche verso la gastronomia della non lontana Valtellina.
Un vero gastronomo non può assolutamente lasciarsi sfuggire un assaggio e magari l'acquisto di un pezzo di formaggio “Casolet”, tipico della val di Sole entrato di recente tra i presidi Slow Food.

Come ricordato in precedenza il passo Tonale è raggiungibile dall'autostrada del Brennero uscendo a San Michele-Mezzocorona e percorrendo tutta la val di Non e la val di Sole, oppure dal lato opposto risalendo tutta la val Camonica dopo essere usciti dall'autostrada A4 in corrispondenza del lago d'Iseo. Un itinerario suggestivo da percorrere solo d'estate per chi soggiorna è il circuito che comprende il passo Gavia, l'alta e la media Valtellina ritornando poi in Valcamonica passando per il passo dell'Aprica, questo itinerario è stato teatro di molte tappe del Giro d'Italia lasciando nel cuore degli appassionati le immagini di Marco Pantani. Foto Flickr, cortesia: ComplicazioneCoseSemplici e Ai@ce
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