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Chiomonte (Piemonte), sciare sul Pian del Frais

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Dal cuore del paese si ammira un panorama variegato: alzando il naso all’insù, dopo i profili dei tetti, si vedono le sagome dei monti disegnate nitide contro il cielo; lanciando un occhio verso il basso, invece, si segue il corso placido della Doria Riparia. Chiomonte, infatti, se ne sta abbarbicato a 750 metri di quota sulla sponda del fiume, a 60 km circa da Torino, nell’Alta Val di Susa: è un comune piemontese grazioso, popolato da poco più di mille abitanti ma apprezzato tutto l’anno da molti più visitatori, compreso nella Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone e composto dalle due frazioni di Ramat e Frais.

I residui preistorici di alcuni villaggi mostrano che Chiomonte, in origine, era situato sul lato opposto della Dora Riparia, ma già in età romana si era spostato nella posizione attuale. In seguito, passando sotto il controllo dei francesi, diventò la frontiera tra la terra sabauda e piemontese e quella francese del Delfinato, mentre nel 1713, col Trattato di Utrecht, terminò la guerra di successione spagnola e il paese passò insieme all’intera Val di Susa sotto il dominio dei Savoia. Con l’avvio del XX secolo visse un periodo particolarmente fiorente da un punto di vista dell’industrializzazione, delle vie di comunicazione e dello sfruttamento dell’energia idroelettrica, e a partire dagli anni Cinquanta si sviluppò anche la famosa stazione sciistica di Frais.

Effettivamente gli sport invernali rimangono tuttora una delle maggiori attrattive di Chiomonte, che è collegata alla frazione sciistica mediante un impianto seggioviario biposto, con cui si raggiungono i 1500 metri di quota. Una volta arrivati sul Pian del Frais ci si può avventurare lungo 15 km di piste da discesa emozionanti, oppure cimentarsi nel fondo e nello sci alpinismo. Per chi non ama sciare o non è ancora esperto ci sono le divertentissime piste per slittino o i campi baby, mentre gli snowboarder più estremi apprezzeranno lo snowpark.

Le piste sembrano tappeti di seta bianca, o colate di glassa lucente e zuccherina, perfette come fossero dipinte: il merito è soprattutto della particolare collocazione geografica con le discese rivolte a sud, che garantisce abbondanti nevicate, e del clima alpino in generale. In effetti qui le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di -2°C a una massima di 4°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 19°C ai 29°C. Le precipitazioni, a carattere nevoso nei mesi più rigidi, si presentano sotto forma di pioggia soprattutto in giugno, che con una media di 10 giorni di maltempo è il mese più colpito.

Se la neve attira i turisti in inverno, non è da meno la stagione estiva con la sua offerta di sentieri e attività all’aperto: gli amanti delle escursioni hanno l’imbarazzo della scelta tra i possibili percorsi, ad esempio la passeggiata sino alle fortezze del Gran Serin e dell’Assietta che richiede circa 3 ore, oppure la camminata al Gran Pertus, un’importante opera idraulica realizzata a metà Cinquecento da un chiomontino, e ai Quattro Denti, rocce calcaree visibili sulla cima della montagna.

Inoltre Chiomonte mette in mostra alcune architetture interessanti, che riguardano edifici civili, religiosi, o semplici abitazioni caratteristiche. Tra gli edifici di culto più belli c’è la chiesa parrocchiale di Santa Maria, impreziosita da sculture e affreschi raffinati, con una struttura a tre navate realizzata tra Quattrocento e Cinquecento che tradisce alcune tracce della preesistente costruzione romanica, risalente al X secolo. Alcuni elementi, dagli arredi alle linee architettoniche del campanile, suggeriscono un legame stilistico tra certe costruzioni della zona di Briancon e di Embrun (Delfinato), da cui Chiomonte dipendeva prima del 1713. All’interno meritano un’occhiata soprattutto il fonte battesimale in pietra di metà Quattrocento, la Cappella dei Penitenti del 1670-1671, oggi adibita a museo di arredi sacri, e l’organo a 31 canne del 1887.
... Pagina 2/2 ...Impossibile non notare il campanile quattrocentesco, che con i suoi 40 metri d’altezza si classifica tra i più elevati della Valle di Susa.

Da vedere, inoltre, la chiesetta di Santa Caterina del XII secolo, la chiesa di Sant’Andrea in località Ramats e la chiesa di San Bartolomeo, in frazione Frais, da visitare nel corso della festa patronale. Gli appassionati di storia e arte potranno visitare il Museo Archeologico o la Pinacoteca dedicata a G.A. Levis, con moltissimi dipinti dell’artista chiomontino. Dulcis in fundo, non si possono trascurare le fontane in pietra disseminate per le vie del borgo, realizzate in gran parte nel XVI secolo: un tempo ce n’erano sette, eleganti e sontuose, ma oggi ne sono rimaste soltanto tre, di cui due lungo la via centrale e una a breve distanza dalla chiesa.

Questo è l’aspetto di Chiomonte: un grazioso borgo di montagna costellato di architetture interessanti, incorniciato da vette magnifiche. Ma per gustarne i sapori e i profumi si deve fare un’incursione tra i ristoranti e le cantine, oppure si può prender parte a qualche festa popolare. Tra le specialità della zona c’è il cosiddetto ‘vino del ghiaccio’: i vini del ghiaccio o Eisweine, secondo la denominazione tedesca, sono conosciuti sin dal XVIII secolo e vengono prodotti in Canada, Germania, Austria, Valle d’Aosta e nel Cuneese. Gli ingredienti indispensabili, presenti a Chiomonte, sono un clima secco e ventilato, e temperature notturne molto basse per lunghi lassi di tempo. Il vino del ghiaccio di Chiomonte si chiama San Sebastiano ed è un prodotto giovane, preparato per la prima volta nel 2006: l’uva era stata vendemmiata il 20 di gennaio, che è proprio il giorno della festività patronale di San Sebastiano. Come suggerisce il nome, gli acini vengono colti a circa -8°C di temperatura e pigiati ancora freddissimi, ottenendo un mosto rosato particolarmente zuccherino che attenderà l’imbottigliamento sino al settembre successivo.

Oltre alla vendemmia, il 20 gennaio ci si dedica dunque a onorare il santo. Per l’occasione i giovani del paese, indossando gli abiti tipici, trasportano per le vie del centro un apparato decorato detto ‘la puento’, ovvero la punta, mentre le fanciulle danzano tutt’intorno in segno di buon auspicio.

Per arrivare a Chiomonte si può scegliere tra diverse possibilità. Se si opta per l’auto si può percorrere l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia-Frejus e uscire a Susa, mentre la stazione ferroviaria del paese si trova lungo la linea Torino-Modane. Chi usa l’aereo atterrerà all’aeroporto di Torino Caselle: da qui, se si dispone di un’auto, si può scegliere tra la A32 e la SS24 del Monginevro.
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