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Prali (Praly), sciare sulla neve della Valle Germanasca

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Se credete che per divertirsi ci vogliano chiasso, ritmi frenetici e luoghi affollati, vi ricrederete trascorrendo una vacanza a Prali, piccolo gioiello alpino nel cuore del Piemonte, in provincia di Torino. Prali è la dimostrazione che il vino buono sta nella botte piccola: atmosfere da villaggio di fate, casette discrete e pittoresche, e una popolazione di appena 300 abitanti, sono gli ingredienti un po’ magici che rendono Prali tanto ospitale.

Situata a 72 km dal capoluogo, incastonata nella Valle Germanasca e compresa nella Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca, la borgata si chiamava Praly fino al 1937, e il nome ha da sempre testimoniato la vocazione di questa ridente località: il toponimo viene infatti dal dialetto piemontese e significa “prati”, a sottolineare la bellezza incontaminata del paesaggio che circonda su ogni lato il piccolo centro. Le case e le stradicciole dell’abitato sono adagiate sul fondo di una conca verdeggiante, che si abbevera grazie al corso cristallino del torrente Envie, protetta dalla mole imponente delle Alpi Cozie che la separano dal Parco francese del Queyras.

Il piccolo e il grande, il dettaglio minuto e lo scorcio maestoso, a Prali si incontrano dando vita a uno spettacolo emozionante: in contrasto con le dimensioni ridotte, gentili e un po’ timide dell’abitato, tutt’intorno si ergono immense e potenti le montagne più belle. Il paese è a dire il vero una costellazione di minuscole borgate, che si arrampicano tra alture e depressioni, immerse nella vegetazione, come pepite lasciate cadere da uno scrigno prezioso. Arnaud, Balma, Bounous, Campo Clot, Crosetto sono solo i nomi di alcune tessere del puzzle. L’economia di Prali, come si può facilmente immaginare, non si è sempre basata sul turismo invernale e estivo, ma di certo ha sempre goduto di un certo benessere: in origine la ricchezza del posto era rappresentata dai giacimenti di talco e di marmo bianco, mentre in seguito sempre più visitatori hanno scoperto le bellezze naturali della zona e la possibilità di cimentarsi negli sport più coinvolgenti.

Benché non ci siano edifici grandiosi, a Prali non mancano alcuni gioielli artistici e architettonici che vale la pena di vedere. Tra le chiese spicca la parrocchiale di San Giovanni Battista, in località Villa, realizzata nel 1462 ma rimaneggiata più volte nel corso dei secoli; da vedere anche il Tempio Valdese, sede di un museo storico che narra gli eventi più importanti della Valle Germanasca dalla preistoria all’età contemporanea, con un’attenzione particolare all’aspetto religioso. Un altro museo interessante è quello etnografico di Rodoretto, dedicato alla vita di montagna e agli usi tipici della zona.

Un’atmosfera tutta particolare si respira nel villaggio di Agape, situato a 1530 metri di altitudine sulla strada per Indritti, a nord-est di Ghigo. Fondato tra il 1947 e il 1951, per volere del pastore valdese Tullio Vinay e su progetto di Leonardo Ricci. Qui sorge un centro internazionale di soggiorno e di studio per i giovani, realizzato interamente grazie al lavoro volontario di centinaia di ragazzi e con il contributo di numerose chiese europee: aldilà della funzione dell’importanza per la gioventù della regione, si tratta di un bell’esempio di architettura contemporanea ben inserita nell’ambiente circostante, dominata dalla pietra e dal legno.
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Chi è più interessato alle meraviglie della natura, o ai divertimenti che si possono assaporare nell’ambiente montano, apprezzerà Prali come punto di partenza per avventurarsi alla scoperta dell’Altopiano dei Tredici Laghi, tra i 2200 e i 2600 metri di quota, oppure per salire alla Rocca Bianca (2379 m), al Cappello d’Envie (2618 m), alla Punta Cialancia (2855 m) e alla Punta Cornour (2867 m). Per i più dinamici c’è il comprensorio sciistico, con 4 impianti di risalita, due scuole nazionali di sci e una pista per lo sci di fondo. Anche i campioni delle olimpiadi invernali, in preparazione ai Giochi del 2006, si sono allenati nello sci alpino e nello sci di fondo in quest’area.

Un altro valido motivo per lasciarsi incuriosire da Prali sono le sue tradizioni, da sperimentare partecipando ad alcune manifestazioni nell’arco dell’anno. A giugno c’è la festa patronale di San Giovanni, mentre in agosto si svolge la rassegna dedicata agli antichi mestieri. In settembre si tiene l’appuntamento più goloso: è la festa della patata, con l’esposizione di patate biologiche e di altri prodotti tipici locali, ma specialmente con la possibilità di assaggiare tante specialità e di acquistare i prodotti più rappresentativi al mercatino dell’artigianato.

Raggiungere questo piccolo paradiso d’altri tempi non è difficile. Chi viaggia in auto e viene da Torino deve percorrere circa 80 km sull’autostrada A55 Torino-Pinerolo, poi seguire le indicazioni per Sestriere sulla SR 23. Giunti a Perosa Argentina si continua sulla SP 169 e si seguono le indicazioni fino a Prali. Chi sceglie il treno può servirsi della linea ferroviaria Torino-Pinerolo e scendere a Pinerolo, poi continuare son l’autobus fino a Prali facendo una tappa intermedia a Perosa Argentina. L’aeroporto più vicino è quello di Torino Caselle “Sandro Pertini”, a circa un’ora e mezza di auto dalla meta, collegato con diversi voli giornalieri anche low-cost alle principali località europee. Una volta atterrati, per raggiungere Prali, si può noleggiare un’auto oppure si può prendere il treno dalla stazione di Torino Porta Nuova fino a Pinerolo.

Prima di partire, però, è bene prepararsi al clima di montagna che caratterizza il borgo di Prali: data l’alta quota e la posizione geografica, gli inverni sono piuttosto freddi e carichi di neve, mentre le estati si mantengono fresche e piacevoli, perfette per passeggiare senza patire il caldo. Le temperature medie del mese più freddo, gennaio, vanno da una minima di -3°C a una massima di 6°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 16°C ai 28°C. Le precipitazioni raggiungono i valori massimi in aprile e in maggio, quando cadono in media 105-120 mm di pioggia al mese.
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