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Le foto di cosa vedere e visitare a Palazzolo Acreide

Palazzolo Acreide, la cittą del barocco Patrimonio Unesco

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Alle pendici dei Monti Iblei, in provincia di Siracusa, il comune di Palazzolo Acreide si mimetizza con il paesaggio dell’entroterra siciliano. Sorge 44 km a ovest di Siracusa e 90 km a sud-ovest di Catania e rappresenta un buon trampolino di lancio per scoprire il territorio circostante, ma prima addentratevi nel centro storico e lasciatevi incantare dalla sua eleganza. Ha forma triangolare, la bella città barocca di circa 10 mila abitanti, e ad ogni vertice corrisponde un punto d’accesso da cui iniziare l’esplorazione. Benché abbia origini antichissime, la Palazzolo Acreide di oggi non è la stessa di migliaia di anni fa: nel gennaio del 1693 un terribile terremoto distrusse tutte le città della Val di Noto, cancellando per sempre chiese e dimore aristocratiche.

In compenso la forza d’animo dei cittadini e la loro voglia di ricostruire ci hanno consegnato una Palazzolo Acreide rinnovata, tutt’altro che decadente, così raffinata da guadagnare il titolo di Patrimonio Mondiale dell’Umanità da parte dell’UNESCO, insieme alle altre città barocche della Val di Noto riedificate dopo il sisma. Come Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Ragusa Ibla e Scicli, anche Palazzolo Acreide custodisce un tesoro architettonico dalle linee sontuose, che insieme alla sua zona archeologica e alle numerose bellezze naturalistiche rappresenta un patrimonio imperdibile per chi visita quest’angolo di Sicilia.

Un angolo di Sicilia dove tutto racconta di popoli lontani, gesta eroiche e grandi avventure. Navigatori e combattenti si sono incontrati e affrontati in queste terre, e ci hanno lasciato testimonianze ricche di storia. L’antenata di Palazzolo Acreide fu Akrai, la cittadina fondata dai siracusani nel 664 a.C. sulla collina dell’Acremonte, che in seguito conobbe dominatori romani, bizantini, arabi e normanni. Il tessuto urbano di allora si è conservato abbastanza bene, e ancora oggi visitare la zona archeologica significa compiere un’emozionante viaggio attraverso i millenni.

VISITA NEL CENTRO DI PALAZZOLO ACREIDE
Ma il centro cittadino ci riporta a tempi più recenti, quando la città devastata dal terremoto fu pazientemente ricostruita. Era il 1700: dominava il gusto barocco, cui fece seguito la stagione del Liberty. Le numerose chiese, i palazzi civili, le strade e le piazze raccontano di quella bellezza ritrovata.

Proprio da una piazza si può iniziare la visita. Piazza del Popolo, ampia e accogliente, rappresenta il cuore di Palazzolo Acreide ed è dominata dalla chiesa di San Sebastiano, cui si accede mediante una spettacolare scalinata. All’interno, suddiviso in tre navate, sono conservati notevoli dipinti come l’immagine di Santa Margherita da Cortona realizzata da Vito d’Anna e pregevoli decorazioni a stucco della fine del Settecento.
La piazza un tempo era occupata in buona parte dal Monastero femminile della Santissima Concezione, che venne demolito all’inizio del Novecento mentre veniva costruito il Palazzo Municipale.

La costruzione del Palazzo Municipale cominciò nel 1908, quando maestranze di Palazzolo si riunirono coi migliori scalpellini della zona e diedero vita a un’elegante architettura classica ma influenzata dalla moda Liberty, come dimostrano le inferriate e il bel portone in ferro battuto. Oggi, oltre ad essere sede degli Uffici Comunali, ospita la Biblioteca Comunale.

Accanto alla chiesa di San Sebastiano si apre una delle stradine del Corso Vittorio Emanuele che conduce a Piazza Biblioteca, dove si incontra l’antica Chiesa dei Cappuccini col suo caratteristico campanile. Un tempo era affiancata dal convento fondato nel 1574, poi chiuso nel 1866 in seguito alla soppressione degli ordini monastici. Anche la chiesa iniziò a decadere, spogliata delle sue opere e sfruttata come magazzino, e solo di recente è stata riaperta al culto, mentre il convento è stato usato sino ai giorni nostri come edificio scolastico. Dalla fine dell’Ottocento alla costruzione del Municipio il vecchio convento ospitò anche la Biblioteca Comunale: ecco spiegato il nome dell’antistante Piazza Biblioteca.

Quando la chiesa e il convento caddero in rovina vennero progettati un nuovo convento, costruito tra il 1870 e il 1888, e una nuova chiesa, risalente ai primi decenni del Novecento. Il complesso si trova nella periferia cittadina e ospita opere di valore tra cui sei altari marmorei, vari dipinti di inizio Novecento firmati Domenico Provenzali e alcuni pezzi d’arredo pregiati. Nella chiesa è stata aggiunta di recente una bella vetrata realizzata da artisti e artigiani di Firenze, che divide la navata dall’atrio e rappresenta San Francesco.

Tante altre chiese si incontrano lungo le strade di Palazzolo. Da vedere la Chiesa di San Antonio Abate, rimasta incompiuta, e quella dedicata al patrono San Paolo, sorta sull’antica chiesa di Santa Sofia, con una pregevole facciata barocca. La Chiesa Madre è la Chiesa di San Nicolò, riccamente decorata in stile barocco nella trabeazione, mentre la più antica della città è quella dell’Annunziata, ricostruita con uno stile maestoso dopo il terremoto del XVII secolo. In particolare custodisce un bell’altare di marmo intarsiato e ha un prezioso portale settecentesco di gusto barocco spagnoleggiante.
Altre chiese degne di nota sono quella di San Michele e quella dell’Immacolata, dove si può ammirare la statua della Madonna col Bambino realizzata da Francesco Laurana.

Tra gli edifici civili più interessanti di Palazzolo Acreide c’è la Villa Comunale, la cui costruzione cominciò nel 1880 per volere dei baroni Judica e Messina. Oggi, per gli abitanti della città, è una meta molto amata per le passeggiate nei giorni di sole: tutt’intorno si sviluppa infatti un bel giardino, con vialetti curati, aiuole fiorite, una vasca con ninfee e pesci colorati, il Chioschetto e la Rotonda. Quest’ultima è una pista da ballo con punto di ristoro.

... Pagina 2/2 ... Non manca qualche museo interessante, come la Casa-museo di Antonino Uccello, che ha sede in un bel palazzo baronale di Via Machiavelli costruito nel Settecento. Antonino Uccello nacque a Canicattini Bagni ma trascorse l’ultima parte della sua vita a Palazzolo Acreide, dove morì malato nel 1979. Fu un antropologo e un poeta e dimostrò grande amore e interesse per le tradizioni siciliane, che si impegnò sempre a valorizzare promuovendo mostre d’arte e studi incentrati sulla vita contadina. Nel 1971, otto anni prima di morire, a Palazzolo Acreide inaugurò questa Casa-museo destinata a ravvivare la vita culturale della città, che accolse visitatori illustri tra cui Renato Guttuso e Leonardo Sciascia. Chiusa nell’anno della sua morte, venne acquistata dalla Regione Siciliana nei primi anni Ottanta e riaperta su grande richiesta del pubblico. Ancora oggi custodisce interessanti documenti etno-antropologici, utili a scoprire i numerosi volti della regione. Per maggiori informazioni visitate la pagina ufficiale.

Da vedere anche il Museo dei Viaggiatori in Sicilia, un moderno spazio espositivo diviso in quattro sezioni, una dedicata a splendide incisioni realizzate da illustri ospiti della regione, la seconda ricca di carte geografiche più o meno antiche, la terza contenente testi odeporici (ovvero antichi testi che riguardano i viaggi, dai diari di viaggio alle raccolte di notizie) e l’ultima consistente in uno spazio multimediale interattivo. Il museo comprende un’interessante biblioteca a tema. Qui il sito ufficiale.

NEI DINTORNI DI PALAZZOLO: LA ZONA ARCHEOLOGICA E LE AREE NATURALISTICHE
Allontanandosi dal centro della moderna Palazzolo Acreide si scopre la zona archeologica, lungo la valle dell’Anapo, che comprende tra l’altro un pregevole Teatro Greco. A scoprirlo nel 1824 fu il barone Gabriele Judica, che si impegnò sempre a salvaguardare i reperti archeologici dell’area e a valorizzarli, facendoli conoscere al pubblico e conservandoli in buono stato per le generazioni future. Il teatro, probabilmente costruito nel II secolo a.C., era un punto nevralgico della vita politica acrense. Accanto ad esso sorgono le vestigia del Tempio di Afrodite e numerose latomie, ovvero cave di pietra usate per imprigionare schiavi di guerra o malfattori, talvolta anche come luoghi di sepoltura.
Imperdibili i cosiddetti “Santoni”, un ciclo di 12 bassorilievi incisi nella pietra calcarea, su una parete di una trentina di metri, che testimoniano il culto della dea Cibele – chiamata dai locali “Magna Mater”, ovvero Grande Madre – da parte degli acrensi. Pare che le sculture, appartenenti a un vero e proprio santuario, siano state create tra il IV e il III secolo a.C., ovvero in piena età ellenistica.

Ma intorno a Palazzolo Acreide ci sono anche aree naturalistiche di grande valore, ideali per chi ama i bei paesaggi e non teme le lunghe passeggiate all’aria aperta. Natura e cultura si fondono a Pantalica (da una parola araba che significa “grotta”), spettacolare necropoli situata lungo la Valle dell’Anapo che con le sue 5 mila tombe si classifica come più vasta del bacino mediterraneo. Grazie ai fiumi Anapo e Calcinara, che scorrono lungo due cave ai lati di essa, la necropoli è intrisa di un fascino e una poesia innegabili, e a renderla ancor più preziosa ci sono le rovine del palazzo del principe, l’Anaktoron, risalente al XII secolo a.C.
Da vedere anche la riserva di Vendicari, nei pressi di Noto (a 30 km circa da Palazzolo), e la Cava Grande di Cassibile, poco lontano da Avola (a 35 km circa da Palazzolo).

EVENTI A PALAZZOLO ACREIDE
Completano l’offerta turistica di Palazzolo Acreide le sue pittoresche manifestazioni, che nell’arco dell’anno portano allegria e bontà enogastronomiche in città, valorizzandone le tradizioni e i costumi. Le feste più sentite, famose in tutta la Sicilia e non solo, sono indubbiamente quelle in onore di San Paolo (27, 28 e 29 giugno), San Sebastiano (8, 9 e 10 agosto)e della Santissima Addolorata (la seconda domenica di settembre). Le tre celebrazioni sono scandite da momenti simili, ma quella più caratteristica e conosciuta è quella di San Paolo, che ha origini antichissime e comincia il 27 giugno con il pellegrinaggio nella contrada San Pauluzzu; prosegue il 28 giugno con il corteo di “tammurinari”, della banda, di stendardi e bandiere e con la svelata della statua del Patrono risalente al Cinquecento; si conclude il 29 giugno, giorno del martirio del santo, con la scenografica “SCIUTA” della “vara”, quando la statua di San Paolo viene onorata con fuochi artificiali. Durante la processione si svolge il rituale centenario della presentazione dei bimbi nudi al cospetto di San Paolo. Durante la festa vengono preparate, benedette e distribuite le cosiddette “cuddurre”, tipiche ciambelle con serpenti di pasta a rilievo come decorazione, ornate da fiocchi rossi. L’immagine del serpente richiama una leggenda popolare secondo la quale il santo, morso da una vipera, sarebbe rimasto totalmente immune: lo stesso accadrebbe a chi mangia la miracolosa ciambella.
Imperdibili anche i festeggiamenti della Pasqua e dell’antico Carnevale e le rappresentazioni classiche che in luglio e agosto si svolgono presso il teatro greco.

INFORMAZIONI UTILI: COME ARRIVARE E QUANDO ANDARE A PALAZZOLO ACREIDE
Palazzolo Acreide è raggiungibile in auto da Siracusa lungo la SS.114 "Mare Monti", e sempre da Siracusa partono pullman diretti a Palazzolo (il viaggio dura circa tre quarti d’ora). L’aeroporto più vicino è quello di Catania, un centinaio di chilometri più a nord, con voli da/per Milano Malpensa, Torino, Bologna, Pisa, Venezia, Verona, Roma Fiumicino, Napoli e tante altre città d’Europa.
Chi viaggia in auto può prendere il traghetto a Reggio Calabria, sbarcare a Messina e proseguire verso Palazzolo Acreide, situata a quasi 200 km.

Il clima di Palazzolo Acreide è di tipo mediterraneo, mite tutto l’anno, caratterizzato da estati calde e talvolta afose e inverni dolci, mai particolarmente rigidi. Le temperature medie di gennaio, il mese più “freddo”, vanno da una minima di 8 a una massima di 14°C, mentre quelle di luglio e agosto variano tra i 22 e i 31°C. Le precipitazioni toccano i valori massimi in dicembre e gennaio, quando piove mediamente 8-9 giorni al mese, mentre sono quasi assenti durante l’estate.

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