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Le foto di cosa vedere e visitare a Bologna

Bologna, visita alla città: le due torri, il Nettuno e l'Università

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Qualcuno, soprattutto i giovani, dice che Bologna sia la Berlino d'Italia. Da un certo punto di vista forse è vero. La fervente vita culturale, gli studenti, le feste e qualche altro aspetto di una città che cerca di rimanere viva nonostante tutto, ricordano infatti la capitale tedesca.
Berlino è ovviamente più grande, più anticonformista, più internazionale, più visitata, più fredda in inverno e più molte altre cose. Solo su un aspetto, senza ombra di dubbio, il capoluogo dell'Emilia-Romagna vince a mani basse.
Bologna è più bella. Molto più bella.

Fondata almeno un millennio prima di Cristo, Bologna ha sempre rivestito un ruolo fondamentale nella zona e ha visto avvicendarsi entro i suoi confini popolazioni diverse: gli Etruschi la chiamavano Felsina, per i Celti era Bona e per i Romani Bononia.
Nel corso dei secoli la città si è arricchita di straordinarie testimonianze architettoniche e culturali, come dimostra il suo affascinante centro storico, un tempo racchiuso dalle mura medievali, di cui oggi rimangono solo alcuni brevi tratti e dieci porte d'accesso.

Bologna la dotta, la rossa e la grassa
Questa frase è un po' l'emblema della città, e chi vi ha trascorso almeno un po' di tempo non può che confermarlo. La dotta, va da sé, perché qui ha sede l'università più antica del mondo Occidentale, l'Alma Mater Studiorum, fondata nel lontano A.D.1088.
L'Università di Bologna da quasi mille anni attira studenti da tutta Europa ed è una delle più conosciute e apprezzate a livello mondiale. È vero, da un po' di tempo vive soprattutto della sua fama e della rendita delle sempre più esose tasse universitarie, ma ancora per molti l'idea di andare a studiare a Bologna è un richiamo irresistibile.
La rossa, diversamente da quanto si pensa, è per via del colore dei suoi tetti. Viste dall'alto, le tegole di Bologna le conferiscono un caldo effetto cromatico che le è valso questo appellativo. Poi certo, nel secondo dopoguerra l'egemonia locale del PCI ha fatto sì che il rosso dei tetti richiamasse anche una certa connotazione politica.
Bologna la grassa. Troppo facile. Tortellini, mortadella, tagliatelle al ragù, friggione, crescente, certosino e chi più ne ha più ne metta. È vero, in tutta Italia si mangia bene, ma la cucina bolognese...

La bellezza di Bologna risiede nei suoi 43 km di portici, tanto che presto potrebbero diventare un Patrimonio dell'Umanità salvaguardato dall'UNESCO.
A tal proposito, il portico di San Luca, che collega via Saragozza al santuario della Madonna di San Luca sul Colle della Guardia, è il più lungo del mondo (666 archi per un totale di 3796 metri).
L'UNESCO l'ha però già riconosciuta nel 2006 Città Creativa della Musica. Il titolo deriva certamente dalla sua grande tradizione passata (si pensi a personaggi come Rossini, che qui ci visse, a Mozart, che a Bologna trascorse alcuni mesi, o a luoghi come il Teatro Comunale in piazza Verdi, il Conservatorio, il Museo internazionale e biblioteca della musica, il DAMS, l’Accademia Filarmonica) ma anche per il presente, dove i locali, i festival e i tanti musicisti nati o residenti qui (Lucio Dalla, Samuele Bersani, Francesco Guccini, Andrea Mingardi, Luca Carboni, gli Stadio o gli Skantos, solo per citare i più famosi) mantengono accesa la fiamma della creatività artistica musicale.

Bologna va a letto tardi e si sveglia al mattino presto.
Di nuovo: la vita culturale bolognese non conosce soste e da qualche parte c'è sempre qualcosa da fare. Il vantaggio di avere i portici in tutto il centro permette di stare all'aperto anche in inverno quando piove o nevica. Ai residenti e ai sindaci questo non piace molto, ma a Bologna la vita mondana inizia all'ora dell'aperitivo e finisce...quando finisce.
Al mattino il centro si anima di studenti, molti dei quali pendolari da tutta l'Emilia-Romagna, e della gente che va a fare la spesa nelle botteghe del cosiddetto Quadrilatero, che comprende l'area tra le vie Castiglione, Farini, dell'Archiginnasio, piazza Galvani, piazza della Mercanzia e piazza Maggiore.

È proprio Piazza Maggiore – o Piazza Grande, come cantava il grande Lucio Dalla che vi abitava a pochi passi, in via D'Azeglio – il cuore di Bologna, collegata alla stazione dalla lunghissima e frequentatissima via Indipendenza.
Progettata per la prima volta nel XIII secolo e in seguito modificata più volte, sulla piazza si affacciano alcuni degli edifici più significativi della città: la Basilica di San Petronio, il Palazzo del Podestà, Palazzo d'Accursio (oggi sede del Comune), Palazzo Re Enzo, il Pavaglione, la biblioteca della Sala Borsa e la fontana del Nettuno.
A breve distanza, in fondo a via Rizzoli, le due Torri (rispettivamente la Torre degli Asinelli e la Garisenda) sono il simbolo per eccellenza della città. Seppure storte come solo in Italia sappiamo costruirle, queste torri medievali sono la testimonianza di un periodo in cui Bologna era detta “la turrita” per via delle oltre cento torri che costellavano il suo centro storico.
Oggi è possibile scovarne ancora alcune più o meno nascoste, magari aiutandovi con il nostro articolo sull'itinerario a piedi tra le torri di Bologna.

Praticamente alle spalle delle due torri si trova quella che per molti è la piazza più bella della città: stiamo parlando dell'elegante piazza Santo Stefano (o piazza delle Sette Chiese), dove si trova l'omonima basilica e alcuni palazzi storici (palazzo Isolani e le Case Tacconi). Attraversando il passaggio della Corte Isolani, che dalla piazza conduce in Strada Maggiore, una volta giunti sul portico che dà sulla strada, all'altezza del civico n°19, alzando gli occhi si può provare a scorgere con un po' di difficoltà tre frecce conficcate nelle travi di legno. Esistono diverse leggende al riguardo: una parla del gesto di gelosia di un uomo verso la moglie fedifraga, un'altra di una lite tra due nobili dalla mira piuttosto scarsa. È uno dei segreti, o se volete una delle curiosità, di Bologna. Un'altra è la finestrella di via Piella. Non c'è niente che la indichi, per cui tenete gli occhi aperti se passate da queste parti e provate a guardarci attraverso. No, non siete a Venezia. È il Canale delle Moline, ma l'immagine è talmente inaspettata che vi lascerà a bocca aperta. Tra l'altro è anche possibile compiere la visita dei canali sotterranei di Bologna contattando direttamente l'associazione che se ne occupa.

Poco distante, immediatamente a nord di piazza di Porta Ravegnana dove si trovano le due Torri, si snodano i vicoli del ghetto ebraico e comincia via Zamboni, la strada principale della zona universitaria. Questa è una città nella città, che ha come fulcro la mitica piazza Verdi, il luogo da cui transitano giorno e notte studenti e un'umanità varia. Chiacchiere, manifestazioni, iniziative, gli scontri con la polizia e le barricate contro i carri armati nel '77: piazza Verdi è da sempre la casa degli universitari.
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Nella parte occidentale del centro, piazza San Francesco e soprattutto la vicina via del Pratello sono famose per i bar e le birrerie; anche qui le lamentele dei residenti hanno fatto sì che il Sindaco approvasse alcune leggi che limitano gli orari di apertura e la possibilità di bere liberamente all'aperto, ma resta uno dei principali luoghi d'incontro serali di Bologna.
Qualche isolato più a nord, non distanti dal palazzetto dello sport di piazza Azzarita (il Pala Dozza), si trovano alcuni importanti luoghi della vita culturale bolognese: la famosa Cineteca in via Riva di Reno 72, una delle più importanti in Europa, il cinema Lumière (la sala cinematografica della Cineteca) in via Azzo Gardino 65 e il vicino Cassero Lgbt center, sede dell'Arcigay bolognese. A pochi passi dal Cassero, il MAMbo (Museo d'Arte moderna di Bologna) ha aperto i battenti nel 2007 ed è presto diventato un punto di riferimento dell'agenda culturale cittadina.

Fuori dai viali
Sempre in tema di musei, appena fuori dai viali che delimitano il centro, vogliamo ricordare anche l'interessantissimo Museo della Comunicazione G.Pelagalli (in via Col di Lana, fuori Porta San Felice) e soprattutto uno dei più suggestivi per ciò che ospita e rappresenta: il Museo per la Memoria di Ustica (via di Saliceto 3/22), all'interno del quale si trova il relitto del DC9 dell'Itavia abbattuto sui cieli di Ustica il 27 giugno 1980.
Il museo si trova a poca distanza dalla stazione, dove 36 giorni più tardi – il 2 agosto 1980 – una bomba esplose nella sala d'attesa provocando 85 vittime e oltre 200 feriti, in quella che è ad oggi la più grave strage terroristica italiana.

Decisamente più spensierata può essere una passeggiata ai Giardini Margherita, il polmone verde di Bologna. Soprattutto in primavera e in estate questo grande parco cittadino è letteralmente preso d'assalto dalla gente che vuole stendersi su un prato, camminare, giocare a frisbee, fare jogging o tutto quello che normalmente si fa in un parco. L'ingresso principale si trova sui viali, proprio di fronte a Porta Santo Stefano.

Eventi
Le iniziative a Bologna sono talmente numerose che è impossibile citarle tutte.
Tra le manifestazioni più importanti ci sono certamente quelle legate al quartiere fieristico (tra cui la Fiera del Libro per Ragazzi, il Motor Show, che negli ultimi anni ha vissuto diverse peripezie, il BilBOlBul – Festival Internazionale del Fumetto), i festival estivi come il Botanique (tra giugno e luglio, nei Giardini di via Filippo Re), la rassegna di eventi bé bolognaestate (musica, arte, cinema, teatro, spettacoli e molto altro) o i concerti del Bio Parco (Parco del Cavaticcio, accanto al MAMbo), ma anche i festival cinematografici della Cineteca (Il Cinema Ritrovato, Visioni Italiane, Human Rights Nights), il Terra di Tutti Film Festival (documentari e cinema sociale dal sud del mondo presso il Cinema Lumière), il Bologna Jazz Festival e le tante iniziative organizzate dai locali e dai centri sociali sparsi per la città durante tutto l'anno.
Lo storico mercato settimanale di Bologna – la Piazzola – esiste dal 1219 e si svolge il venerdì e il sabato (dalle 6:30 alle 20) in piazza VIII agosto e nell'adiacente Parco della Montagnola. In inverno, invece, anche Bologna partecipa alla tradizione dei mercatini di Natale con la Fiera di Santa Lucia (e non solo).


Clima
Prima di intraprendere una gita alla scoperta di Bologna è bene farsi un’idea del clima bolognese, tipicamente continentale, caratterizzato da inverni freddi e estati molto calde e afose, particolarmente umide.
In luglio e agosto i valori medi sono compresi tra i 19°C di minima e i 30°C di massima con precipitazioni pressoché assenti. Anche per questo la città in estate si svuota.
In inverno le temperature medie sono generalmente comprese tra minime di -1°C e massime di 5°C.
Meglio passeggiare in città in primavera, quando le temperature sono più miti. Però, chiaro, Bologna ha i portici che facilitano le cose in ogni stagione.

Come arrivare
Bologna è una vecchia signora / dai fianchi un po' molli / col seno sul piano padano / e il culo sui colli” cantava Guccini. Più prosaicamente, adagiata sulla Pianura Padana e protetta dai colli appenninici, tra lo sbocco della Valle del Reno e quella del Savena, Bologna è forse la città più facilmente raggiungibile di tutta Italia, perché da qui passano i principali snodi autostradali e ferroviari del paese.
L'autostrada A14 Bologna-Taranto, l'A13 Bologna-Padova, l'A1 verso Milano oppure verso Firenze-Roma-Napoli garantiscono collegamenti comodi da/per qualunque regione, così come l'A22 Verona-Brennero che giunge fino alla vicina Modena o l'E45 che arriva a Cesena.
Chi preferisce il treno può servirsi della stazione di Bologna Centrale, importante nodo ferroviario che unisce l'Italia settentrionale con quella centrale e meridionale, anche tramite l'Alta Velocità.
Chi decide di viaggiare in aereo può contare sull'Aeroporto Guglielmo Marconi, collegato a tutte le principali città italiane ed europee anche da voli di compagnie low cost.

 Pubblicato da - 23 Settembre 2016 - © Riproduzione vietata

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