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Le foto di cosa vedere e visitare a Emilia-Romagna

Emilia-Romagna, viaggio nella terra dell'ospitalità e della buona cucina

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Del nord d’Italia si ha talvolta una visione un po’grigia: ci si immagina una zona più fredda, in contrasto con un sud solare, ridente, ospitale e vivace. Visitando l’Emilia Romagna, però, bisogna ricredersi: regione dell’Italia settentrionale lambita a est dal Mare Adriatico, popolata sin da tempi remotissimi e oggi gremita da più di 4 milioni di abitanti, è una terra generosa e genuina, dove la natura regala frutti preziosi, le città d’arte si immergono in un paesaggio variopinto e la tradizione si lascia assaporare in ogni dettaglio, dalla cucina all’uso del tempo libero.

Composta dall’unione di due regioni storiche, l’Emilia e la Romagna, a cui è stata assegnata la bella Bologna come capoluogo, il risultato è un’area vasta dall’aspetto vario, tagliata in due dalla Via Emilia. Il percorso di questa antichissima via di comunicazione si snoda da nord-ovest a sud-est lungo la linea pedecollinare, dividendo la regione in due fette: la porzione settentrionale è pianeggiante, mentre a sud il territorio si increspa in colline e montagne.

L’identità culturale della Romagna è sempre stata molto marcata, mentre la zona emiliana ha attraversato vicende storiche più controverse che per un certo periodo le hanno impedito di affermarsi: a partire dal 568 infatti, quando i longobardi misero piede nella Pianura Padana, fino al 1859, questo territorio prese il nome di Longobardia, poi diventato Lombardia. I suoi abitanti erano pertanto chiamati “lombardi”.

Oggi sia l’Emilia che la Romagna, inseparabili componenti di un’anima comune, fanno parte di una regione dalle mille sfaccettature, dove lo sviluppo importante dell’agricoltura è stato affiancato, col passare degli anni, dalla crescita industriale. Oggi l’Emilia Romagna è la regione commerciale più importante d’Italia, e la stazione di Bologna costituisce un nodo ferroviario fondamentale per l’economia del nord del paese. Ma l’aspetto più caratteristico, divertente e suggestivo è quello legato al settore terziario, specialmente al turismo. Dal mare alla montagna, passando per i dolci panorami collinari costellati di borghi e villaggi, dalle città d’arte ai paradisi del benessere, l’Emilia Romagna abbraccia un ventaglio infinito di proposte, impreziosito da una centenaria tradizione di ospitalità.

Famosissima è la riviera romagnola, diventata a pieno titolo il simbolo del divertimento estivo e della vita notturna: da tutta Italia e dall’estero, soprattutto dalla Germania e dall’Olanda, milioni di visitatori si riversano qui ogni anno, andando ad occupare gli oltre 5 mila alberghi e frequentando gli innumerevoli locali. Oltre ai giovani, attratti specialmente dalle discoteche e dalle serate scoppiettanti della riviera, la costa romagnola è apprezzata anche dalle famiglie: spiagge basse, ampie e sabbiose, ombreggiate da una pineta odorosa di fresco, garantiscono una vacanza viva e rilassante allo stesso tempo, ideale anche per i bambini. Riccione, Cervia, Cesenatico, Milano Marittima e Rimini sono solo alcune delle località balneari più note, punteggiate di ombrelloni colorati, illuminate dalle mille vetrine dei negozi, solleticate da milioni di piedi che passeggiano per le strade alla ricerca di svago.

Appositamente studiati per il divertimento sono anche i numerosi parchi a tema: l’Aquafan di Riccione, Fiabilandia a Rimini, Le Navi di Cattolica, Mirabilandia a Ravenna e Oltremare a Riccione ricevono la visita, ogni anno, di migliaia di turisti entusiasti, di ogni età e provenienza.

Ma l’Emilia Romagna è anche natura e vita all’aria aperta: gli scenari verdeggianti della regione si rivelano ideali per passeggiate, pedalate, escursioni a cavallo e trekking, e numerosi sono gli itinerari tematici proposti che si snodano attraverso i parchi e le riserve della zona. Primo fra tutti si distingue il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, seguito immediatamente dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Altri 14 parchi regionali, oltre alle numerosissime aree protette, regalano avventure indimenticabili nell’abbraccio di una flora variegata, in cui prosperano specie faunistiche di vario tipo.

Più timidamente, ma con risultati di ottimo livello, si sviluppa anche il turismo invernale sull’Appennino: Sestola è la località più famosa degli sport invernali in Emilia Romagna, a cui si aggiungono i villaggi ai piedi del Monte Cimone e il Corno alle Scale, nel bolognese. Ultime perle della regione, ma non meno importanti, sono le città d’arte e di cultura che costellano il territorio, custodi di un prezioso patrimonio che affonda le sue radici nei tempi antichi. Splendida è Bologna, con i celebri portici che accompagnano i visitatori per tutto il centro storico, in cui si incontrano ben 38 musei, magnifiche chiese, le Due Torri e l’università più antica d’Europa.
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Non sono da meno Parma, resa illustre dalla figura immortale di Giuseppe Verdi; Reggio Emilia con la sua cattedrale imponente, il battistero e i teatri; Ferrara ancora legata ai fasti e all’edonismo della corte estense; Ravenna, illuminata dalle tessere dei suoi mosaici e consacrata da Dante a culla della poesia. E ancora Forlì, Cesena, Rimini con l’Arco di Augusto e il Ponte di Tiberio, Piacenza con le antiche mura e il centro studiato a tavolino perché si avvicinasse il più possibile alla perfezione. Splendidi anche i numerosi castelli che punteggiano il territorio appartenuto, un tempo, a Matilde di Canossa.

Con l’odore di mare nelle narici, gli occhi traboccanti di bellezze senza tempo, e le gambe squisitamente affaticate dal tanto passeggiare, ci si può infine godere la visita a un centro termale. Molte sono le piccole e grandi località termali dell’Emilia Romagna, ma il vero fiore all’occhiello della zona è Salsomaggiore Terme, in provincia di Parma, a metà strada tra Milano e Bologna.

In questo modo ci si può rigenerare e prepararsi per conoscere da vicino le mitiche tradizioni emiliano-romagnole: ricchissimo e incontenibile è il programma culturale che si prepara ogni anno nelle diverse città, con eventi di alto livello organizzati in ogni dettaglio. Particolarmente affascinanti sono le rievocazioni storiche che prendono spunto dalle vicende passate del territorio: a Brescello ad esempio, nel mese di settembre, si torna all’epoca romana con un banchetto a tema, vivacizzato dalla simulazione della vita militare. Nello stesso periodo, nel borgo di Castelvetro, si ricordano le gesta indimenticabili di Federico I di Svevia detto il Barbarossa, mentre a Parma si disputa ogni anno il tradizionale Palio, in cui si sfidano le cinque squadre rappresentanti le antiche porte cittadine.

Sarebbe poi un’impresa troppo ardua elencare le innumerevoli sagre e feste all’insegna del buon vino e della buona tavola: in Emilia Romagna la cucina è sempre protagonista, dalle città d’arte più eleganti e famose ai borghi più semplici e nascosti. Tra i prodotti più famosi si ricordano l’aceto balsamico di Modena, il Grana Padano, il prosciutto crudo di Parma, la mortadella di Bologna e la pesca nettarina di Romagna, mentre i piatti della tradizione sono i tortellini, i cappelletti, il ragù alla bolognese, la leggendaria piadina romagnola e i tortelli di zucca. Per brindare si può contare sul Lambrusco, il Sangiovese, l’Albana, il Reggiano e il Trebbiano.

Chi si è lasciato incantare dalle infinite risorse di questa terra generosa, non avrà difficoltà a raggiungerla: in Emilia confluiscono alcune tra le maggiori autostrade italiane, come la A1, la A13, la A14, la A15, la A21 e la A22. Per chi deve viaggiare in aereo, invece, ci sono gli aeroporti di Bologna-Borgo Panigale, quello di Forlì-Ridolfi, quello di Parma-Verdi e quello di Rimini-Miramare.

Una volta giunti a destinazione si verrà accolti da un clima di tipo prevalentemente sub-continentale, con inverni molto rigidi e estati calde, afose in città e più ventilate vicino alla costa. Gli inverni possono regalare abbondanti e suggestive nevicate, che dalle vette montane scendono talvolta in pianura. Caratteristico è il clima della parte settentrionale della Via Emilia, nel pieno della Pianura Padana: qui l’afa estiva e la nebbia invernale sono ingredienti immancabili. Chi non è interessato al turismo balneare ma ha sete di arte e di cultura, quindi, dovrà privilegiare la primavera e l’autunno, a meno che non si vogliano visitare le città nel periodo natalizio, quando tutto si accende e la magia raddoppia.


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