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Piazza Maggiore, la visita del cuore storico di Bologna

Piazza Maggiore è cuore geometrico della Bologna medievale, una delle piazze monumentali più belle d'Italia. E' dominata dalla Basilica si S. Petronio, il Palazzo di Re Renzo, la sede del Comune di Bologna, il Palazzo del Podestà e Palazzo dei Notai.

Per i bolognesi è spesso semplicemente Piazza Grande, ma non vi è traccia di questo nome nelle mappe turistiche: per la toponomastica ufficiale è infatti Piazza Maggiore, il cuore di Bologna.
Risale al XIII secolo la sua realizzazione, quando il Comune decise di acquistare terra ed edifici che sorgevano in questo posto per poi abbatterli e dedicare il nuovo spazio a ridosso del vecchio tracciato della via Emilia alla piazza che sarebbe nata di lì a poco.
Come in molte piazze medievali della nostra penisola qui si teneva il mercato, ma era anche il luogo di ritrovo popolare nonché la sede deputata ad ospitare i palazzi del potere: il Palazzo dei Notai, Palazzo d'Accursio (ancora oggi sede del Comune), Palazzo dei Banchi, il Palazzo del Podestà e Palazzo Re Enzo (all'epoca conosciuto come Palatium Novum).

Oggi come allora, potere temporale e potere spirituale si incontravano e condividevano gli spazi; anche a Bologna dunque la Chiesa richiedeva la propria porzione di piazza, ma fu un'iniziativa comunale quella di iniziare i lavori per la costruzione della Basilica di San Petronio nel 1390. Si trattava di uno degli edifici religiosi più grandi del mondo medievale – lungo oltre 130 metri per 60m di larghezza – che non venne mai portato a termine: è ancora ben visibile sulla facciata questa incompiutezza che è divenuta nel tempo un tratto distintivo della chiesa.
Uno degli eventi più importanti che vi si siano mai tenuti fu l'incoronazione di Carlo V da parte di papa Clemente VII nell'anno 1530, mentre pochi anni fa è stata teatro del partecipatissimo funerale di Lucio Dalla, che viveva a pochi passi da qui e che a Piazza Grande dedicò una delle sue più belle canzoni (anche se, in realtà, pare che la piazza a cui faceva riferimento fosse Piazza Cavour, dove visse in gioventù).

Tra gli edifici che si affacciano sulla piazza, Palazzo dei Notai è il più antico. È stato storicamente la sede della Corporazione dei Notai per quasi 600 anni e la sua costruzione, sul lato meridionale di Piazza Maggiore, risale al 1278.
Palazzo dei Banchi, edificio del XVI secolo, sorge invece sul lato orientale di Piazza Maggiore ed è conosciuto dai bolognesi come “il Pavaglione”. Era un tempo il luogo dove lavoravano banchieri e cambiavalute e, come quasi tutto il centro storico, è caratterizzato da un portico sotto al quale sorgono oggi molti negozi di moda e che conduce al Palazzo dell'Archiginnasio, edificio costruito per volere di Pio IV nel 1561, che divenne la sede della Facoltà di Giurisprudenza, della Scuola d'Arte e dell'Università di Bologna fino al 1803.

Il Palazzo del Podestà, sul lato settentrionale della piazza, è coronato dalla Torre dell'Arengo, dove si trova una campana di cinque tonnellate che suonava per chiamare le truppe alla difesa della città dagli invasori. Alle sue spalle, Palazzo Re Enzo venne costruito come ampliamento del Palazzo del Podestà: qui rimase in prigionia il re Enzo (figlio di Federico II di Svevia), che vi morì nel 1272.
Palazzo d'Accursio – o Palazzo Comunale – è la sede della giunta comunale ed ospita le collezioni Comunali d'Arte ed il Museo Morandi, anche se quest'ultimo è temporaneamente spostato presso il MAMbo (Museo d'Arte Moderna di Bologna) per consentire un'opera di ristrutturazione.

Nel corso della Storia la piazza ha ripetutamente cambiato il suo nome, passando da platea communis a Piazza Maggiore nel XVI secolo, prima di essere intitolata a Vittorio Emanuele II fino al 1945, quando riprese il nome attuale. La parte centrale della piazza è leggermente rialzata in una piattaforma pedonale nota come "il Crescentone", realizzata nel 1934 e leggermente danneggiata da un carro armato americano il giorno della liberazione di Bologna nell'aprile del 1945, i cui effetti sono ancora visibili.

La Fontana del Nettuno, uno dei simboli del capoluogo emiliano, sorge sul'omonima piazza, adiacente a Piazza Maggiore, proprio di fronte alla Biblioteca Sala Borsa.
La sua realizzazione risale al 1564, e la sua collocazione, nel punto in cui si incontravano le strade romane del cardo e del decumano massimo, fu oggetto di scandalo e polemiche nella bigotta società dell'epoca: la nudità del Nettuno e delle sirene nella fontana sottostante, che spruzzano acqua dai capezzoli, furono considerate turbative della morale pubblica; ma nonostante i ripetuti tentativi di coprirle, non se ne fece (fortunatamente) mai nulla.
Le stesse dimensioni sessuali del Nettuno suscitano ilarità nei visitatori, essendo evidentemente sproporzionate rispetto all'enorme mole della divinità; la loro riduzione fu imposta allo scultore Giambologna dalle gerarchie ecclesiastiche. A tal proposito, il carattere guascone e canzonatorio dei bolognesi li porta spesso, ancora oggi, a suggerire ai turisti un'angolazione particolare per osservare la statua: il dito teso della mano sinistra del Nettuno, se visto dalla “giusta” prospettiva di profilo, segnalata da una mattonella di colore scuro, rende giustizia alla virilità del gigante di bronzo.

 Pubblicato da il 09/12/2015 - 3.382 letture - ® Riproduzione vietata

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