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Messina (Sicilia). Cosa vedere e cosa sapere della cittą sullo stretto

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Approdo di rotte avventurose e crocevia di destini, culla eterna di popoli lontani: culture e genti diverse si incontrano in Sicilia sin dai tempi antichi, dopo aver solcato i blu infiniti del Mediterraneo. Ad agghindare l’isola triangolare ci sono città millenarie e borghi suggestivi, ma solo una è soprannominata ‘porta della Sicilia’, conosciuta in passato come Zancle o Messana: è la bella Messina, capoluogo provinciale della regione, situata presso l’estrema punta nordorientale dell’isola sull’omonimo stretto.

Innamorata del suo mare, di cui assapora le carezze e il profumo instancabilmente, Messina è la terza delle città metropolitane di Sicilia ed è affacciata sull’acqua con un grande porto, scalo di traghetti diretti alla punta dello stivale italico. Incastonata come un gioiello tra la costa ionica e i monti Peloritani, la città abbraccia paesaggi diversi che spaziano dal litorale roccioso o sabbioso ai primi colli, sino al monte Dinnamare, ovvero ‘dei due mari’: dalla vetta, infatti, si possono ammirare le sfaccettature turchesi, verdi e blu dello Ionio e del Tirreno, mentre aldilà del mare si scorge la punta più meridionale della Calabria e a sud si ammira la sagoma sublime dell’Etna.

Fondata dai Greci intorno al 756 a.C., Messina divenne presto l’oggetto di contesa da parte di vari popoli, che col passare dei secoli si alternarono nel ruolo di padroni o invasori. Conquistata dai Roimani nel 264 a.C., in seguito cadde in mano ai Bizantini, agli Arabi e ai Normanni, ma la maggiore prosperità arrivò con dominio svevo angioino aragonese, quando venne scelta insieme a Palermo come capitale del Regno di Sicilia. Alla fine del XVII secolo iniziarono le disavventure: messa a ferro e fuoco nel 1678, dopo la rivolta antispagnola, subì alla fine del Settecento e all’inizio del Novecento due terremoti di portata devastante, che fecero migliaia di vittime e causarono la distruzione di molti edifici storici.

Altri danni arrivarono con i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ma la storia precedente aveva dotato Messina di una inestimabile collezione artistica e architettonica: sebbene qualcosa sia andato perduto in città si riconoscono tuttora gli influssi di popoli diversi, i gusti di genti venute da lontano, e la memorie delle storie passate che riecheggiano nelle tradizioni ancora vive. Oggi è uno scrigno di testimonianze storiche preziose, importante sede universitaria, località turistica rinomata e città portuale dall’economia fiorente, basata sui servizi e i commerci.

Abbracciata da un territorio agricolo lussureggiante, splendente di agrumeti, frutteti e orti, la città lambita dal mare ha un centro storico prezioso, da scoprire con calma e curiosità in un viaggio appassionante attraverso i secoli. Tra gli edifici più interessanti ci sono le chiese, in particolare la Basilica Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, di origini bizantine ma ricostruita nel XII secolo, arricchita all’interno da pregevoli opere artistiche. Le modifiche più rilevanti si ebbero a partire dal 1300, quando la cattedrale venne impreziosita con i mosaici nelle absidi e rimodernata nel portale e nella facciata, ma venne anche snaturata rispetto alle fattezze originarie. Quasi completamente distrutta dal sisma del 1908, la chiesa attuale presenta un portale gotico con bassorilievi raffinati, e un interno a tre navate con mosaici, monumenti funebri, alcune sculture interessanti e uno splendido organo del 1948. Con 5 tastiere e 16 mila canne, è il secondo organo più grande d’Italia dopo quello del Duomo di Milano, nonché il terzo maggiore d’Europa. Accanto al Duomo si può ammirare il campanile di 90 metri, corredato dal più grande e complesso orologio meccanico astronomico al mondo: creato da una ditta di Strasburgo, il marchingegno è decorato da una serie di statue che ogni giorno, a mezzogiorno, si muovono in una danza spettacolare sulle note dell’Ave Maria di Schubert.

... Pagina 2/2 ...Non sono da meno gli edifici a carattere civile: il Palazzo Zanca, ad esempio, è sede del Municipio di Messina e custodisce alcuni resti delle cinta murarie risalenti al tempo della Magna Grecia; la Galleria Vittorio Emanuele II è uno dei rari esempi dell’Italia meridionale di architettura con uso del ferro, e il Teatro Vittorio Emanuele II del 1838 ha un esterno in pietra siracusana in stile neoclassico, ricco di decorazioni, sculture e bassorilievi dello Zagari.

Infine vale la pena di vedere il Palazzo Monte di Pietà, realizzato verso la fine del Cinquecento dall’architetto Natale Masuccio, secondo il volere di Leone X che con una bolla papale esprimeva l’incentivo alla costruzione di opere pie. Arricchito nel 1741 con una scalinata che conduceva alla chiesa, progettata dall’architetto Antonio Basile e dal pittore Campolo, oggi ha un prospetto settecentesco e si affaccia su Via XXIV Maggio. Ristrutturato nel 1979, è spesso sede di manifestazioni e eventi culturali.

Eventi che animano Messina in varie occasioni, anche se le forme di festa più amate sono quelle che si svolgono per strada, nelle piazze della città, dal sapore genuino e tradizionale. Un appuntamento immancabile è quello del Venerdì Santo, con la processione delle Barette, con undici gruppi statuari che rappresentano vari episodi della Passione di Cristo. La processione più importante è però quella di Ferragosto, cui partecipano circa duemila fedeli vestiti di bianco e a piedi nudi, intenti a trasportare un’antica macchina votiva: è la Vara, raffigurante l’Assunzione della Vergine al cielo, alta circa 13 metri e sorretta da grandi scivoli metallici. Una costruzione trionfale, realizzata per la prima volta nel 1535 in onore dell’imperatore Carlo V, che ancora oggi richiama a Messina oltre centocinquantamila partecipanti provenienti da ogni parte della Sicilia. Nei giorni precedenti la grande festa, le vie cittadine sono battute dalla processione festosa dei due Giganti e del Cammello, seguiti da gruppo musicali e folcloristici.

Un calore e un amore inestinguibile per le tradizioni, che vanno d’accordo con il clima ridente e piacevole della Sicilia. Qui, infatti, il clima mediterraneo è caldo e secco in estate, mite e piovoso in inverno, con escursione termica sempre contenuta e rari episodi di freddo. La stagione fredda è infatti molto breve, dolce, benché sia soggetta a precipitazioni in quantità superiori rispetto alla media dell’isola, mentre l’estate è soleggiata e non afosa, accarezzata da una brezza fresca proveniente dal mare.

Per raggiungere Messina non si può contare su un aeroporto locale, ma si arriva facilmente in città atterrando a Reggio Calabria o Catania; poco più lontano c’è anche l’aeroporto di Palermo, a 3 ore di treno dalla Stazione Centrale. L’aeroporto di Reggio Calabria è il più vicino, servito dalle compagnie aeree Air Malta, Airone e Myair.
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