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Cosa vedere e cosa visitare Duomo

Duomo di Milano, la storia e l'architettura della Cattedrale pių grande in Italia

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Innalzato nel mezzo di una delle piazze più dinamiche d’Europa, il Duomo di Milano è il più importante monumento artistico e religioso della città. Con i suoi 11.500 metri quadrati di superficie occupata, i 158,5 metri di lunghezza, i 93 di larghezza e i 108,5 di altezza (sino alla guglia su cui si trova la statua della Madonnina alta 4 metri), questo edificio dedicato a Santa Maria Nascente è realizzato in marmo bianco rosato proveniente dalle cave di Candoglia, in Val d’Ossola.

Nel 1386, sotto Gian Galeazzo Visconti, iniziarono i lavori di costruzione che si protrassero per oltre cinque lunghi secoli ma nonostante architetti, scultori, pittori e maestranze locali e europee si siano susseguite le une alle altre con tradizioni e culture differenti, l’originaria struttura gotica dell’edificio, con le sue linee ascensionali, non è mai stata abbandonata.

Fra i primi progettisti ad occuparsi del Duomo vi furono il degli Organi, Frisone, de Grassi, da Venezia e il parigino Mignot. Fu poi la volta degli architetti Solari, delle supervisioni del Filarete e del Pellegrini sino agli ultimi interventi di completamento eseguiti nel XIX° secolo.

La facciata dell’edificio venne iniziata dal Pellegrini nella seconda metà del Cinquecento e conclusa definitivamente nel 1813: aperta in corrispondenza delle navate da 5 portali barocchi sormontati da finestre, si innalza con il suo gioco di guglie gotiche. Sia i portali che i basamenti dei pilastri sono decorati da bassorilievi che risalgono al XVII° e al XVIII° secolo mentre le porte sono datate alla prima metà del Novecento. Lungo i fianchi della chiesa, costruiti fra il XV° e il XVIII° secolo, si possono ammirare i 40 contrafforti uniti ai pilastri con archi rampanti.

Di grande impatto visivo è l’abside trecentesca poligonale, interamente coronata da guglie sempre più alte sino a quella centrale posta sotto il tiburio. L’interno del Duomo ha pianta a croce latina e si presenta con 5 navate fra cui spicca quella centrale che misura il doppio delle altre e deve la sua grande suggestione alle ombre e luci che provengono dai finestroni.

Nella navata di destra si trova l’imponente sarcofago di Ariberto da Intimiano (XI° secolo), arcivescovo di Milano, mentre nel transetto destro è ospitato il grande monumento tombale di Gian Giacomo Medici, capolavoro del 1563 di Leone Leoni. Al centro del transetto vi è il tiburio che si poggia su quattro arcate a sesto acuto ornato da statue e busti del XV° e XVI° secolo.

Si accede poi al presbiterio, costruzione cinquecentesca del Pellegrini: al centro troneggia l’altare maggiore, sormontato da un tempietto con cupola bronzea ricoperta d’oro e d’argento (sempre a firma dello stesso artista); attorno al tiburio vi è il coro ligneo a tre ordini delimitato da un imponente retrocoro marmoreo su cui sovrasta la bella vetrata originale del Quattrocento. Del 1393 è il portale gotico della sagrestia meridionale mentre, continuando verso il transetto di sinistra, si incontra quello della sagrestia settentrionale caratterizzato da una decorazione ad altorilievo di epoca trecentesca.

Poco più avanti appare il grande candelabro Trivulzio, splendida testimonianza di arte orafa attribuita a un maestro di scuola francese del XII° secolo: donato al Duomo nel 1562 dall’arciprete Trivulzio porta la firma del bronzista Nicola da Verdun. Dal retrocoro si accede alla cripta (sempre del Pellegrini) e alla cappella ottogonale di San Carlo progettata dal Richini all’interno della quale vi è l’urna di cristallo che custodisce il corpo del Borromeo. Attraverso una scala in marmo si giunge infine al piccolo ma prezioso tesoro dove sono esposti oggetti e manufatti creati e offerti nel corso dei secoli al Duomo per il culto e le funzioni liturgiche.

Chi lo desidera (ma la consigliamo vivamente) può salire ai terrazzi, nella selva di guglie (135 in tutto) da cui si gode un suggestivo panorama sulla città milanese. A questa interessante e emozionante passeggiata si accede a piedi o con ascensore esterno. La guglia maggiore si innalza sopra il tiburio centrale ed è coronata dalla celebre Madonnina dorata, opera dell’orefice Bini, posizionata nel 1774. La statua, simbolo della città oltre che protettrice dei milanesi, è realizzata con lastre di rame, dorate e sorrette da uno scheletro in acciaio inossidabile.

Le statue, che sono circa 3400 a cui si aggiungono 700 figure inserite negli altorilievi marmorei, costituiscono un patrimonio ancora non del tutto catalogato e studiato: le più antiche, che risalgono al XV° e XVI° secolo, si trovano sulle guglie dell’abside. Da oltre sei secoli la statuaria del Duomo rappresenta un importante primato della città lombarda in quanto produzione ininterrotta sin dalla prima fase costruttiva dell’edificio. Gli scultori che hanno impreziosito la cattedrale hanno enfatizzato, in diversa maniera, le proporzioni delle statue per rispondere all’esigenza di dover guardare l’imponente chiesa dal basso verso l’alto. Dopo il secondo confllitto mondiale, alcune opere sono state trasferite nel Museo del Duomo che conserva parte di questo ricco patrimonio artistico e culturale. Negli ultimi anni sono state inoltre aggiunte nuove statue fra cui quelle del cardinale Ferrari, di Padre Monti e don Gnocchi a testimonianza di una raccolta decorativa davvero unica al mondo.

Anche l’arte vetraria della cattedrale ne ha seguito pari passo la storia edilizia tanto che già nel 1397 si pensò di chiudere le finestre con dei vetri colorati, progetto che qualche anno più tardi fu sostituito da quello di inserirvi vetrate istoriate per raccontare episodi religiosi. Se già nel XV° secolo venne creato un interessante linguaggio in questo settore artistico, nella seconda metà del Cinquecento ebbe inizio un nuovo modo di operare che affiancava ad un abile pittore, che si occupava della realizzazione delle immagini, un altrettanto abile vetraio che le riproduceva su vetro. Di questo periodo sono gli interventi di Giorgio da Anversa, Dirck Crabeth e Giuseppe Arcimboldi che creò fra gli altri i cartoni per la vetrata di Santa Caterina d’Alessandria. Nell’Ottocento il patrimonio vetrario del Duomo crebbe notevolmente grazie anche agli interventi di Giovanni Battista Bertini e figli che eseguirono ben undici vetrate fra cui quelle absidali. Nel secondo dopoguerra vennero invece realizzate quelle per la facciata del Duomo così come ebbe inizio la fase di pulitura e ripristino per riportarle all’antico splendore. Oggi le vetrate della Cattedrale sono 55.

... Pagina 2/2 ... La scarsa presenza in Duomo di dipinti, in confronto alle vetrate e alle sculture, si spiega invece con la scelta effettuata ad inizio lavori di edificare un monumento che fosse sul modello dell’arte gotica europea. Alla prima metà del XV° secolo risalgono alcuni affreschi, ancora oggi visibili, fra cui il Crocifisso tra la Madonna e i santi, il San Giovanni Battista e la Madonna della Rosa eseguiti da artisti lombardi mentre nella seconda metà del ‘500 il vescovo Carlo Borromeo commissionò importanti opere di pittura come le pale degli altari per le navate laterali e gli sportelli degli organi. Nel 1602 Federico Borromeo fece arricchire l’impianto pittorico con tele a tempera che narravano gli episodi più significativi della vita di San Carlo con l’obiettivo di sollecitarne la canonizzazione. Infine nel XVIII° secolo vennero eseguite le tele dedicate alle storie della croce e del santo chiodo esposte durante la festa del ritrovamento del chiodo con il rito della Nivola durnate il quale i fedeli esprimono la loro devozione nei confronti della reliquia conservata in Duomo. Una luce rossa, nella teca sopra il coro, segnala la presenza di questo sacro oggetto che si ritiene provenga dalla croce di Gesù.

Degno di nota è anche l’organo del Duomo che venne costruito nel 1938 dalle ditte Mascioni di Cuvio e Tamburini di Crema e poi restaurato e ricollocato nel presbiterio nel 1986. Secondo a livello europeo solo a quello del Duomo di Passau in Germania, i suoi numeri sono impressionanti: 15.800 canne con la più grande alta nove metri e la più piccola pochi centimetri, 5 corpi d’organo e 5 consolles a cui si aggiunge una straordinaria qualità artigianale. Venne inaugurato il 4 Novembre 1938 in occasione del 4° centenario della nascita di San Carlo Borromeo per rimanere in funzione sino alla metà degli anni ‘60 quando ne fu necessario il completo smontaggio per via di interventi di restauro all’interno del Duomo.

Nella visita all’edificio simbolo di Milano non sono da perdere neppure i resti archeologici esistenti sotto il sagrato del Duomo e che comprendono i battisteri paleocristiani di San Giovanni alle Fonti e di Santo Stefano oltre che l’abside della basilica di San Tecla, importanti per la città all’epoca di Ambrogio che qui battezzò Agostino.

Entrando nella cattedrale si può inoltre ammirare sul pavimento la meridiana solare costruita nel maggio 1786 dagli abati dell’Osservatorio di Brera: una lunga linea orizzontale di ottone percorre la chiesa da sud a nord intervallata dai segni dello zodiaco. Ad un’altezza di circa 24 metri, attraverso un foro circolare, nella volta della navata sud, entrano i raggi del sole che individuano il mezzogiorno. All’epoca, quando il sole passava sul meridiano di Milano un artigliere del castello sforzesco, avvisato da un apposito segnale, sparava un colpo di cannone per comunicare ai milanesi l’ora del mezzogiorno.

Sono tante le curiosità e gli aneddoti che ruotano attorno alla cattedrale di Milano: durante la seconda guerra mondiale, ad esempio, pare che per evitare che i riflessi di luce sulla superficie dorata della Madonnina indicassero un riferimento ai bombardieri alleati, gli abitanti di Milano la ricoprirono con degli stracci. Il Duomo è inoltre il primo al mondo ad avere vetrate illuminate dall’interno in modo che anche di notte, dall’esterno, si possano ammirare le immagini sacre. Anche l’espressione tipica del dialetto lombardo “a uf”, con il significato di gratis, pare sia da ricondurre a questo edificio religioso anche se non vi sono precise conferme da parte degli studiosi. Dovrebbe però riferisi alla scritta AUF cioè “Ad usum fabricae” che consentiva a chi trasportava i blocchi di marmo lungo il Naviglio di non pagare i dazi in quanto il materiale era destinato al sacro monumento.

Ad occuparsi della conservazione e della valorizzazione del Duomo è la Veneranda Fabbrica del Duomo istituita nel 1387 da Gian Galeazzo Visconti, duca della città, e che da oltre 600 anni gestisce questo patrimonio artistico e religioso di Milano.

La cattedrale, in Piazza Duomo 16, è aperta al pubblico tutti i giorni dalle 7 alle 18.40. Ingresso gratuito ad eccezione delle visite alle Terrazze (12 e 6 Euro con salita in ascensore; 7 e 3,50 Euro per salita a piedi), al Battistero di Giovanni alle Fonti e al Tesoro del Duomo (6 e 4 Euro – ingresso cumulativo con validità di 48 ore dalla data di emissione) che sono invece a pagamento. Gratuito il Battistero di Santo Stefano (ingresso dall’ascensore nord tutti i giorni dalle 9 alle 19). Ticket fotografico: 2 Euro. Disponibile anche un servizio di noleggio audioguide.

Le Terrazze sono visitabili tutti i giorni dalle 9 alle 18.30 (chiusura 25 Dicembre e 1° Maggio); il Battistero e il Tesoro del Duomo (museo) dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 (chiusi il 1° Gennaio, 1° Maggio, 15 Agosto e 25 Dicembre).

Per chi arriva a Milano in treno, dalla Stazione Centrale si può prendere la metropolitana linea 3, in Piazza Duca d’Aosta, e scendere alla fermata Duomo oppure se si parte dalla Stazione Cadorna si prende la linea 1 e si scende sempre alla fermata Duomo. Arrivando invece in aereo all’aeroporto di Linate, l’autobus consigliato è il 73 con fermata a San Babila da cui si prosegue a piedi lungo Corso Vittorio Emanuele: da li si si raggiunge Piazza Duomo in una decina di minuti. Dalla Malpensa si prende invece la navetta che porta alla stazione Centrale. Chi arriva in auto deve fare attenzione ai divieti di transito in molte zone del centro storico di Milano. Si consiglia perciò di lasciare l’auto in parcheggio e proseguire a piedi o con mezzi pubblici. I parcheggi a pagamento più vicini a Piazza Duomo sono in Piazza San Babila, Corso Vittorio Emanuele, Via Conservatorio, Via Corridoni e Piazza Diaz.

Per informazioni 02 72023375 e sito di riferimento http://www.duomomilano.it

 Pubblicato da il 17/08/2015 - 4.011 letture - ® Riproduzione vietata

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