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Cosa vedere e cosa visitare Palazzo Marino

Palazzo Marino, visitare le sale e le mostre nella sede del Comune di Milano

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Una leggenda vuole che qui nel 1575 venne alla luce tale Marianna de Leyva, la futura suor Virginia descritta dal Manzoni come la Monaca di Monza protagonista de I promessi Sposi. Si narra anche, nonostante vi manchino conferme, che la costruzione del palazzo fu all’epoca commissionata dal banchiere genovese Tommaso Marino per ospitare degnamente Bettina Doria, la bella consorte imparentata con una delle famiglie di spicco della Repubblica di Genova.

Aneddoti e curiosità che avvolgono questo edificio nobiliare di Milano, ospitato in Piazza della Scala 2, sono davvero molti: nel 1873 la salma di Alessandro Manzoni fu esposta nella Sala Alessi affinché i cittadini potessero rendere omaggio al grande poeta mentre in epoca più recente, per esattezza nel 1947, l’intera facciata del palazzo venne ricoperta da cartelloni pubblicitari per rendere meno evidenti gli ingenti danni causati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

La storia di Palazzo Marino è sicuramente fra le più variegate della città di Milano. Costruito fra il 1557 e il 1563 su incarico affidato all’architetto di Perugia Galeazzo Alessi, chiamato appositamente nel capoluogo lombardo, l’edificio nacque dunque come residenza per la ricca famiglia Marino. Ai milanesi tuttavia non piacque mai il progetto tanto che quando Tommaso Marino ottenne il permesso per costruire una nuova strada di collegamento fra la dimora e Piazza Mercanti il malcontento del popolo fu talmente grande da riuscire a bloccarne la realizzazione.

Con la morte del banchiere, e in seguito alle alterne fortune economiche della sua famiglia, Palazzo Marino venne pignorato dall’amministrazione pubblica che nel 1632 decise di venderlo agli eredi di Emilio Omodei che non abitarono mai nell’edificio che continuò così ad essere chiamato dei Marino. Nel Luglio 1781 per la somma di 250 mila lire il palazzo tornò nelle mani dello stato che, dopo una serie di necessari restauri, diventò sede della Regia Camera dei Conti, della Tesoreria, del Dazio Grande e della Cassa Imperiale del Banco di Vienna. Uffici che rimasero funzionanti anche durante il regno d’Italia affiancati dal Ministero delle Finanze, dal Pubblico Tesoro e dalla Dogana.

Se in seguito alle famose cinque giornate di Milano Palazzo Marino divenne sede del governo provvisorio della Lombardia, nel 1859 dopo la liberazione dagli austriaci la residenza nobiliare passò nelle mani del Comune tanto che dal 19 Settembre 1861 ne divenne la sede ufficiale.

L’Alessi fu il primo artefice del progetto di costruzione dell’edificio ma ad occuparsi successivamente del suo restauro fu un altro architetto, Luca Beltrami. Soprattutto gli interni del palazzo richiedevano un attento intervento di rispristino a cominciare dal Salone d’Onore: nel 1872 Angelo Colla realizzò il restauro del salone mentre in contemporanea venne bandito un concorso per realizzare una nuova facciata su Piazza della Scala. Nel 1888 il progetto di Beltrami prese avvio per concludersi 4 anni più tardi.

Le alterne vicende storiche che interessarono Palazzo Marino richiesero tuttavia un ulteriore restauro dell’edificio dopo la Seconda Guerra Mondiale per ripristinare la facciata gravemente danneggiata dalle bombe del 1943: undici anni più tardi, grazie all’ingegnere Buonomo, Palazzo Marino ritornò finalmente all’antico splendore.
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Fra le sale più rappresentative dell’edificio vi sono quella del Consiglio, dell’Alessi, la Verde e l’anticamera o dell’Orologio. Inaugurata nel Giugno 1953, dopo la prima riunione successiva la fine del secondo conflitto mondiale, la Sala del Consiglio permette di assistere alle sedute in una tribuna apposita a cui si accede da via Marino il giorno stesso del consiglio. Da notare in questo ambiente sono l’arredamento in noce, i lampadari in bronzo fuso e lo stemma del Comune di Milano, che risale al XII secolo, affiancato dai simboli delle sei antiche porte della città. Sala Alessi è invece l’attuale aula di rappresentanza di Palazzo Marino dove vengono ricevuti capi di stato e sovrani, dove si svolgono conferenze stampa importanti e dove si incontrano i consiglieri (60) prima del loro ingresso nella sala consiliare.

Di particolare pregio sono gli affreschi che riprendono figure mitologiche con ai lati le Muse, le stagioni e il cielo sorretto dalle Cariatidi. I bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale crearono ingenti danni alla Sala Verde di cui si sono salvate soltanto alcune parti delle volte in stucco sufficienti però a ricavare i calchi per ripristinare l’intera decorazione di un tempo. Chiamata Sala Verde dalla colorazione del damasco alle pareti, questo ambiente è conosciuto anche come Sala Matrimoni visto che nel Luglio 1953 vi venne celebrato il primo rito civile della storia di Milano (funzione non più celebrata in questa sala da almeno vent’anni). L’anticamera o dell’Orologio si presenta con un pavimento in marmo, grandi finestre che si affacciano su Piazza San Fedele e l’antico orologio da cui prende il nome collocato sopra la porta d’ingresso.

A meritare altrettanta attenzione è il cortile d’onore del palazzo, fortemente voluto da Tommaso Marino, e decorato con le imprese di Ercole e delle Metamorfosi di Ovidio.

In particolari occasioni le porte di Palazzo Marino si aprono al pubblico per svelare le bellezze artistiche e storiche celate all’interno delle sale e del suggestivo cortile.

Per informazioni 02 88450000.

 Pubblicato da il 29/08/2014 - 2.877 letture - ® Riproduzione vietata

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