Cerca Hotel al miglior prezzo

Le foto di cosa vedere e visitare a Catania

Catania (Sicilia): visita alla cittą, cosa vedere e sapere

Pagina 1/2

Capace di risuscitare più volte a violente eruzioni vulcaniche e distruttivi terremoti, Catania è una città meravigliosa, nella quale il fascino storico e artistico della Sicilia si mescola alla bellezza del litorale costiero affacciato sulle acque del Mar Ionio. Dal punto di vista paesaggistico, Catania è una delle poche città in Italia che riesce ad offrire una così grande varietà di scenari in un solo sito. Mare, montagna, pianura ed estese aree coltivate si rincorrono all’interno dell’omonima provincia, estesa ai piedi del vulcano più alto d’Europa a metà strada tra Messina e Siracusa. A tutela delle bellezze naturali della zona è stato istituito il Parco dell’Etna, un’estesa riserva naturale nella quale vivono migliaia di diverse specie di animali. La città è anche attraversata da un fiume sotterraneo, l’Amenano, visibile in superficie presso la fontana dell’”Acqua a linzolu”, un’opera d’arte in marmo bianco che sorge tra la Pescheria e la Piazza del Duomo.

In origine Catania era un insediamento Sicano e solo dal XIII secolo a.C. divenne sede di un importante villaggio Siculo, a sua volta conquistato prima dai greci e poi da Gerone I di Siracusa, che lo ribattezzò Aitna. In seguito alla morte del tiranno siracusano la città visse una fase di instabilità politica e sociale, alla quale pose freno la presa del potere dei romani, che rimasero ben saldi sul territorio fino al VI secolo, quando il crollo dell’Impero determinò la conquista della zona da parte degli Ostrogoti di re Teodorico. Tuttavia l’occupazione barbara ebbe vita breve, e già qualche decennio più tardi furono i bizantini a prendere il controllo, passato poi in mano araba e normanna. Ai Normanni succedettero gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi e gli spagnoli, prima che la Sicilia intera passasse in mano piemontese e poi borbonica. Tra il 1816 ed il 1818 Catania ottenne finalmente lo status di comune cominciando ad accrescere sensibilmente le proprie dimensioni, fino a quel momento osteggiate dal rischio sempre imminente del verificarsi di un’eruzione dell’Etna.

Purtroppo sia a causa di fenomeni naturali, come terremoti e eruzioni, che a causa della scarsa responsabilità che ha guidato la mano dell’uomo soprattutto nell’Ottocento e all’inizio del Novecento, la maggior parte delle testimonianze greche della città sono andate perdute. Ben più consistenti e meglio conservati sono i resti romani, tra i quali spiccano: il Teatro Romano, un complesso risalente al II secolo situato proprio nel cuore del centro, tra Via Vittorio Emanuele e Via Teatro Greco; l’Odeon, una costruzione semicircolare capace di accogliere più di mille spettatori che si erge a breve distanza dal Teatro Romano; l’Anfiteatro, posto ai margini settentrionali della città antica dove in passato si trovavano le antiche necropoli; e le molte terme, come ad esempio le Terme dell’Indirizzo, le Terme Achilliane e le Terme della Rotonda. Molto bello è anche l’acquedotto presso via Grassi, il foro ed alcuni edifici funerari ben conservati. Tra l’altro è molto probabile che anche il simbolo della città, ‘u Liotru, il manufatto in pietra lavica porosa che raffigura l’elefante attualmente posto al centro di Piazza Duomo, sia di origine romana.

Del periodo medievale e rinascimentale non resta molto. Il monumento bizantino per eccellenza è la Cappella Bonajuto, una “trichora” bizantina, ovvero un edificio con tre absidi fatto costruire dall’omonima famiglia come cappella privata. Di impronta normanna sono l’Aci Castello e le absidi della Cattedrale di Sant’Agata, il Duomo, che sarebbe poi stata ristrutturata in seguito al terremoto del 1693. I progetti commissionati dagli aragonesi furono invece la Chiesa di Santa Maria di Gesù, costruita nel 1498, il Monastero dei Benedettini e soprattutto le Mura di Carlo V, innalzate a cingere il centro storico tra il 1550 ed il 1555 su progetto di Tiburzio Spannocchi.

Forse per cercare di lenire le ferite aperte dai terremoti e dalle eruzioni, Catania manifestò una grande apertura in favore del movimento culturale barocco, che qui come in altre città del Mezzogiorno visse una delle sue parentesi più importanti. Il massimo esponente locale fu l’architetto Giovan Battista Vaccarini, mentre un contributo più marginale venne da Stefano Ittar, Alonzo Di Benedetto, Francesco Battaglia e Girolamo Palazzotto, autori appartenenti al cosiddetto barocco siciliano. Attualmente sono moltissime le testimonianze tangibili che si possono vedere in città, sia religiose che civili. Grandi lavori furono compiuti sulle chiese della Badia di Sant’Agata, di San Francesco, di San Benedetto, di San Domenico e di San Nicolò l’Arena, mentre per quanto riguarda i palazzi non si possono non citare il Palazzo degli Elefanti, Palazzo Biscari, Palazzo Bruca e Palazzo Valle, oltre alle porte Uzeda e Ferdinandea ed alla nota fontana dell’Elefante. Per valorizzare ulteriormente questi splendi esempi di barocco siciliano, il centro di Catania è stato recentemente inserito dall’UNESCO tra il Patrimonio dell’Umanità insieme ai sette comuni del Val di Noto.

Tra le testimonianze architettoniche più recenti annoveriamo il Teatro Massimo Vincenzo Bellini, inaugurato nel 1890 e costruito secondo lo stile dell’opera di Parigi, ed il complesso universitario della Cittadella, i cui lavori furono avviati nel 1961 e che oggi rappresenta uno dei cardini dell’insegnamento siciliano. Purtroppo nello stesso periodo sono stati compiuti anche ingenti sventramenti di antiche aree del centro, come ad esempio il quartiere San Berillo, raso al suolo in favore della costruzione di nuovi assi viari.
... Pagina 2/2 ...
Molto ricco è il panorama museale, che conta su allestimenti temporanei e su sei musei stabilmente aperti al pubblico: il Museo Diocesano, il Museo del Castello Ursino, l’Emilio Greco, il Museo dell’Orto Botanico, la Casa Museo di Giovanni Verga ed il Museo Civico Belliniano, istituito presso la casa di Vincenzo Bellini. Soprattutto quest’ultimo merita di essere visitato per la bellezza degli allestimenti, ospitati all’interno della splendida cornice di Palazzo Gravina Cruyllas, e per il valore delle testimonianze esposte, tra cui lettere, sculture, stampe e ritratti del celebre compositore ottocentesco.

Uno dei luoghi più caratteristici della città è il famoso mercato della pescheria; qui, tra grida di venditori, odori disparati e vivacissimi colori, gli abitanti si riforniscono di pesce fresco. Un altro mercato piuttosto conosciuto è quello di Piazza Carlo Alberto, meglio conosciuto come “Fera o Luni”, ovvero la “Fiera del Lunedì”, poiché originariamente il mercato era attivo solo un giorno alla settimana. Nella stessa piazza, ogni domenica, si tiene un suggestivo mercatino delle pulci, dove si potrà acquistare ogni sorta di mercanzia. A dicembre, da qualche anno, si svolgono dei mercatini di Natale in centro città, via Pacini.

Uno degli aspetti principali di un soggiorno a Catania è ovviamente il mare. Oltre alla passeggiata sul lungomare cittadino chiamata “u passiaturi” dagli abitanti, si può costeggiare il litorale verso sud, in direzione del porto, dopo il quale si estendono chilometri di spiagge sabbiose attrezzate che proseguono oltre l’Oasi del Simeto, fino al borgo di Agnone Bagni ai confini della cittadina di Lentini. A nord della città vi sono invece spiagge acciottolate bagnate da acque limpidissime, come ad esempio quelle nei pressi dei paesi di San Giovanni Li Cuti e Borgo di Ognina.

Il clima è mediterraneo, seppur con qualche peculiarità appartenente a latitudini subtropicali. Gli inverni, generalmente di breve durata, assicurano temperature massime miti, di qualche grado superiori ai 10 gradi, con minime che possono scendere sotto lo zero solo con l’aumentare della quota nelle zone montuose interne. Le estati, che da un punto di vista meteorologico sono comprese tra l’inizio di maggio e la metà di ottobre, sono calde, assolate e asciutte, con temperature diurne mitigate dalle brezze marine nell’area litoranea che tendono a crescere sensibilmente spostandosi all’interno. Le precipitazioni, praticamente assenti d’estate, sono comunque scarse per tutto l’anno, durante il quale cadono appena 500/550 mm di pioggia. Il consiglio è quello di partire o all’inizio o alla fine dell’estate, quando al clima ancora mite si aggiungono i vantaggi derivanti dai costi notevolmente ridotti e dalla minor presenza di turisti.

L’Aeroporto di Catania-Fontanarossa è uno scalo molto importante, il sesto più trafficato d’Italia ed il primo del Mezzogiorno per numero di passeggeri e di compagnie aeree che lo servono. La città è dotata anche di un porto commerciale ed uno turistico, oltre a tre stazioni ferroviarie: Catania Centrale, Catania Acquicella e Catania Bicocca. Per quanto riguarda strade ed autostrade, Catania è circondata da un’efficiente tangenziale ed è servita da due autostrade: la A18, che conduce a Messina, e la A19 diretta a Palermo. I trasporti pubblici, ritenuti insufficienti e poco affidabili dalla maggior parte della popolazione, constano di autobus, tram e metropolitana.
close