Cerca Hotel al miglior prezzo

Le foto di cosa vedere e visitare a Siracusa

Siracusa, vacanza nella costa orientale siciliana

Pagina 1/2

Una pianura immensa, dove si respirano gli odori intensi degli agrumeti, degli olivi e dei vigneti sulle piccole balze attraversate da strade larghissime; piccoli paesi vivaci affollati a qualsiasi ora e schiere di villaggi residenziali: questa è l'immagine di una stupenda Siracusa costellata di viali ricchi di cipressi. Non c'è monotonia nel paesaggio, mai, ma contrasti di colore continui che rendono la località la meta più animata della Sicilia. Situata tra l'isola di Ortigia e la parte estrema della costa, accanto ad un porto naturale, Siracusa offre al turista un immenso patrimonio storico e archeologico, tanto che dal 2005 fa parte della lista UNESCO dei Patrimoni dell'Umanità.

Nonostante la sua vivace modernità e il suo aspetto dinamico, Siracusa mostra ancora chiaramente il suo grandioso e nobile passato. Il clima, la vegetazione, la felice disposizione su un isolotto roccioso difeso dal mare all'entrata di un golfo vasto e tranquillo come un lago si possono considerare le sue doti naturali, ma ciò che rende indispensabile una visita è la considerazione della sua storia illustre che la pose, per importanza, sullo stesso piano di città come Atene, Cartagine, Roma.

Le prime tracce di insediamenti umani nell'area risalgono al XIV secolo, anche se le prime notizie certe che si hanno su Siracusa risalgono al 734 a.C., quando i Corinzi fondarono la città stabilendo in Ortigia, l'isola a ridosso della costa, il primo nucleo abitato. In seguito, cacciati dagli indigeni, i proprietari terrieri discendenti dai Corinzi chiesero aiuto al tiranno Gelone che nel 485 a.C. si impadroni della città e nel 480 a.C. sconfisse i Cartaginesi. A lui successero i fratelli lerone e Trasibulo, dopodiché la città conobbe un periodo di govemo democratico.

Nei 427 a.C. scoppiò la prima guerra contro Atene, che si concluse con la vittoria Siracusana; ma il conflitto più sanguinoso tra le due parti arrivò nel 415 a. C. e si concluse, dopo due anni di vicende, con un'umiliante sconfitta per gli ateniesi. Siracusa raggiunse la massima estensione territoriale e conobbe un periodo di tranquillità sotto il regno di Dionisio grazie alla pace stipulata con Cartagine, mentre, con la conquista dei Romani del 212 a.C., la città perdette importanza e potenza. Seguirono varie dominazioni: l'imperatore bizantino Costante II dichiarò Siracusa capitale dell'Impero d'Oriente mentre, nel 1085, la città passò ai normanni.

Nel XIII secolo Federico Il di Svevia cercò di risollevame le sorti impegnandosi tra l'altro nella costruzione del Castello Maniace in Ortigia e nell'edilizia militare in genere. L'imperatore Carlo V rafforzò ed ingrandì le fortificazioni fino a fare della città una piazzaforte militare. Il tragico terremoto del 1693 non risparmiò neanche Siracusa e nel secolo successivo, le parti decadute furono ricostruite in stile barocco. Nell'attualità Siracusa porta gli evidenti segni di un passato denso e questo, ne delinea la sua bellezza così ricca e allo stesso tempo antica nella modernità.

Siracusa rappresenta anche la chiave di lettura della storia del Mediterraneo soprattutto per gli uomini che ha dato alla cultura e all'arte, basti pensare ad alcuni nomi pregevoli tra cui Epicarmo, creatore della commedia; Teocrito, cantore bucolico; Archimede, fisico e matematico e per citare personalità illustri contemporanee, basti nominare il letterato e scrittore Salvatore Quasimodo e il celebre Elio Vittorini.

Due itinerari: la visita alla città si snoda secondo due percorsi, che imperniandosi sul polo della zona archeologica si dirigono uno verso la terraferma e l'altro verso l'isola di Ortigia. Questa scelta ha motivi funzionali, legati alla facile raggiungibilità della zona archeologica con qualsiasi mezzo pubblico o privato e da qualsiasi ingresso della città, ma anche perché essa rappresenta per Siracusa l'aspetto più caratterizzante e insieme scenografico dal punto di vista storico-artistico. Si parte dunque dal percorso della terraferma.

Castello Eurialo: posto a 8 km circa dal centro della città ma ad essa legato nel globale progetto difensivo della greca Siracusa, costituisce l'approccio più spettacolare e insieme storicamente corretto della città, ricco di potenza evocativa. Eretto all'inizio del IV secolo a.C. da Dioniso, questo gioiello di ingegneria militare svolse efficacemente il suo compito, grazie anche alla genialità militare di Archimede. La sua posizione strategica e le sue strutture sia interne che esterne, articolate secondo canoni innovativi per l'epoca, ne fanno un centro vivo e pulsante dell'interesse di ogni turista.

Teatro greco: la struttura più importante del Parco Archeologico, rappresenta la massima espressione dell'architettura teatrale e della tecnica scenica d'epoca greca giunta fino a noi e deriva dall'ampliamento che Ierone II fece eseguire nel III secolo a.C. di un precedente teatro risalente al V secolo. La tradizione ricorda ancora con orgoglio importanti rappresentazioni delle tragedie di Eschilo, nonostante il teatro veniva comunque utilizzato anche per le assemblee di popolo.

Ara di Ierone II: quest'ara di sacrifici doveva essere veramente imponente a giudicare dal basamento, l'unica parte rimasta. Ancora visibili, sul lato nord, i piedi di uno dei due telamoni che erano posti all'ingresso. Davanti all'ara probabilmente prospettava una maestosa piazza porticata, al centro della quale era una piscina, ancora visibile, con in mezzo un basamento sul quale poggiava una statua di Zeus. Interessante è il sistema di canalizzazioni che dal centro della piscina attraversava il porticato.

Anfiteatro Romano: d'età romana è il grande anfiteatro ellittico. La grandiosità dell'opera è superata, per dimensioni, solo dal Colosseo e dall'Arena di Verona. La cavea è suddivisa in quadranti mediante scalette e intervallata da due corridoi. È ancora possibile notare le iscrizioni sulla pietra che fungevano da segnaposto. Sotto la vicina chiesetta di S.Nicolò ancora visibile la piscina utilizzata per la pulizia dell'arena, che permetteva l'allargamento della stessa per lo svolgimento delle battaglie navali.

... Pagina 2/2 ... Latomie: si tratta di antichissime cave di pietra dalle quali, fin dall'età greca, si traevano i blocchi di calcare bianco-grigio utilizzati per costruire edifici e mura, che hanno dato alla città il suo colore inconfondibile. Il complesso della Latomia del Paradiso si trova ai piedi del Teatro Greco ed è il più celebre, rappresentando il gruppo più famoso di cave della zona archeologica. Questa offre una sfiziosa curiosità: l'Orecchio di Dioniso, per la sua forma ed il grande effetto acustico, ha originato la leggenda secondo la quale il tiranno l'avrebbe fatto scavare al fine di ascoltare i discorsi dei prigionieri rinchiusi. Qui vicino si trova anche la suggestiva e particolare Grotta dei Cordari, retta da pilastri scavati nella roccia (da qui la sua originalità) e così chiamata perché vi si fabbricavano appunto le corde.

Piazza S.Lucia: qui si trovano due meravigliosi complessi. La Chiesa di S.Lucia che secondo la tradizione popolare, sarebbe stata costruita nello stesso luogo in cui avvenne nel 303 il martirio della vergine siracusana, nei pressi delle catacombe omonime. Accanto a questo edificio ecclesiastico e ad essa collegata mediante un passaggio ipogeo, è l'ottagonale Cappella del Sepolcro, costruita da Giovanni Vermexio nel 1630 per ospitare la sepoltura della santa.

Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi: situato all'interno di villa Landolina, un grande spazio verde ricco di preesistenze storiche, l'edificio a forma triangolare si inserisce quasi mimeticamente nel contesto. Con i suoi 9.000 metri quadrati espositivi il museo, realizzato su progetto di Franco Minissi, dal 1988 accoglie le collezioni precedentemente ospitate nella storica sede di piazza del Duomo, divenuta con gli anni e con il crescere delle raccolte, un fiore all'occhiello di Siracusa che fornisce un quadro completo delle civiltà che si sono susseguite nel territorio.

Catacombe di S.Giovanni: le vicende della Chiesa di Siracusa hanno avuto un ruolo importante nella storia del Cristianesimo, a testimonianza dell'importanza della città anche oltre la progressiva decadenza innescata dalla conquista romana. Le più importanti catacombe sono quelle di S.Lucia, di Vigna Cassia e di S.Giovanni. Quest'ultime risalgono al IV secolo e le gallerie conducono a cappelle monumentali che, per la loro forma, sono dette "rotonde".

Chiesa di S.Giovanni Evangelista: cripta di impianto bizantino, in epoca normanna vennero costruiti i quattro pilastri inglobanti quattro capitelli con le raffigurazioni degli evangelisti. Questa chiesa rappresentò il primo duomo della città, che era suddiviso in tre navate dalle colonne ancora esistenti. Delizioso è il portale con soprastante il rosone. Il portico, d'influsso catalano, si può invece ascrivere al XIV secolo ed è opera di riporto.

Santuario della Madonna delle Lacrime: innalzata a ricordo della lacrimazione di un'immagine della Madonna che avrebbe avuto luogo nel 1953, la costruzione, iniziata nel 1966, non è stata ancora ultimata e rifinita sia per l'alta lievitazione dei costi sia per le vivaci polemiche suscitate dall'imponenza della forma e dall'altezza dell'edificio: progettato come un immenso cono alto circa 90 cm, rappresenta già oggi, pur nella sua sola armatura, un inconfondibile riferimento visivo per la città.

L'Isola di Ortigia: l'approccio a Ortigia più congeniale alla sua natura di isola dovrebbe aver luogo via mare. L'imbocco del Porto Grande avviene da un piccolo passaggio sottolineato a sinistra dalla punta del Plemmirio e a destra dai torrioni del Castello Maniace. Proseguendo è un susseguirsi di palazzi dal caldo colore dorato, campanili, cupole di chiese fino ad arrivare a uno slargo dove l'occhio cerca di scoprire la mitica fonte di Aretusa e poi ancora il viale alberato del lungomare e al di sopra di esso il sontuoso passeggio Adorno.

Per chi si addentra invece nell'isolotto detto lo scoglio (neanche un chilometro quadrato di superficie) dalla terraferma, l'impressione è diversa ma non meno avvincente: lasciati alle spalle i quartieri moderni inquadrati all'interno di anonime quinte edilizie, non appena si varca il ponte umbertino si è subito immersi in un mondo fatto di continue scoperte, dove pure le tracce di tante epoche succedutesi, da quella greca alla normanna, dall'aragonese a quella barocca, conferiscono tuttavia un carattere armonioso e unitario all'ambiente.

Ogni quartiere, storicamente attestato sugli assi principali di percorrenza, si presenta con caratteristiche e specificità fedelmente rimarcate dalla toponomastica. Tutto racconta una storia: i templi, i palazzi, i ronchi, le corti, le facciate, le mura, i portoni, le inferriate. Per questo chiunque si rechi a Siracusa non può che ampliare i suoi punti di vista passando anche per l'Isola di Ortigia e l'isolotto, gli unici luoghi dove inoltre si trova l'unico papiro spontaneo in Italia e in Europa. Tant'è vero che a Siracusa, proprio grazie a questa antichissima tradizione, esiste l'unico Istituto del Papiro presso Piazza della Vittoria.

Tra le tradizioni e manifestazioni che si svolgono nella città aretusea, da non perdere ogni due anni il ciclo di spettacoli classici che hanno luogo nel teatro greco, nei mesi di maggio e giugno, organizzati dall'Istituto nazionale del dramma antico. Feste importanti sono anche: la festa patronale della martire cristiana S.Lucia e il Palio del Mare, oltre al Torneo internazionale di pallanuoto e la mostra interprovinciale sull'artigianato.


close