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A Sciuta Palazzolo Acreide

A Sciuta: la festa in onore San Paolo a Palazzolo Acreide

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Città barocca dalle radici greche, situata sulle pendici dei Monti Iblei e non distante dal fiume Anapo e dalla Necropoli Rupestre di Pantalica, Palazzolo Acreide si estende ad ovest dell’entroterra di Siracusa. Insignita nel 2002 del titolo di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco, assieme alla Val di Noto, Palazzolo conserva intatte ancora oggi testimonianze archeologiche, storiche e artistiche di grandissimo prestigio fra cui palazzi, musei, castelli, catacombe e basiliche.

Per chi desidera scoprirne non solo il glorioso passato di impronta greco barocca ma anche tradizioni, cultura e il profondo senso religioso dei suoi abitanti, è consigliabile programmare una visita in una delle coloratissime feste che si svolgono in onore dei santi più amati della città, come anche della Vergine Maria.

Se la tradizionale festa in onore di San Paolo (in programma dal 27 al 29 giugno) è forse l'evento più famoso ed importante, da non perdere sono anche l'a sciuta di San Sebastiano, che si celebra dall'8 al 10 di agosto, quella dell'Addolorata, la seconda domenica di settembre, e l'a sciuta di San Michele, che si svolge l'ultima settimana di settembre.

A Sciuta di S.Paolo
Prima ancora di essere eletto nel 1688 patrono principale di Palazzolo Acreide (al posto della Madonna di Odigitria venerata nella chiesa di San Sebastiano), San Paolo veniva festeggiato in questa splendida località siciliana il 25 gennaio, giorno della sua conversione al cristianesimo, e il 29 giugno, giorno del martirio. Protagonista delle celebrazioni era, e lo è ancora tutt’oggi, il miracoloso simulacro del santo a cui i fedeli legano la loro forte devozione.

San Paolo, scrittore e teologo cristiano nonché apostolo tra i pagani greci e romani, si convertì al cristianesimo mentre, recandosi da Gerusalemme a Damasco per organizzare la repressione dei cristiani della città, fu avvolto secondo la narrazione biblica da una forte luce divina che lo rese cieco. Solo dopo aver vagato tre giorni per Damasco fu guarito dal capo della piccola comunità cristiana di quella città, Anania. L’episodio, noto come la conversione di San Paolo, diede inizio alla sua opera di evangelizzazione.

Il documento più antico in possesso sulla festa in suo onore risale al 1599 anche se le sue origini sono sicuramente da ricercarsi più anticamente. A suo tempo ad occuparsi della preparazione della celebrazione era la confraternita che lavorava alla rappresentazione sacra: sacerdoti, chierici, musici e cantori si dedicavano a musiche e canti per le funzioni liturgiche e per le composizioni sacre che a “cinque voci e più strumenti” venivano cantate nella chiesa di San Paolo in periodo festivo.

Oggi “a sciuta”, ovvero l’uscita della reliquia del santo dalla basilica che è poi anche l’evento principale dei festeggiamenti, è rimasta pressochè identica a quella di un tempo almeno nei suoi tratti caratteristici.

I festeggiamenti prendono il via la sera del 27 giugno con “a sirata a villa”, il concerto di musica leggera che si svolge all’interno del giardino pubblico addobbato per l’occasione con illuminazioni a fantasia floreale.

Ma è nel tardo pomeriggio del 28 giugno che la festa entra nel vivo quando dalla basilica di San Paolo gli stendardi, il labaro di legno dorato e le insegne del patrono, accompagnati da bande musicali, sbandieratori e dal picchetto storico a cavallo, compiono il giro per le vie del paese. Il momento più atteso della vigilia della ricorrenza è dunque un grande avvenimento sacro, noto come “a sciuta ra cammira”, con i fedeli che accolgono fra grandi acclamazioni di devozione le reliquie del santo.

All’alba del 29 giugno, nella basilica, iniziano i preparativi per l’uscita delle 13. Profumatissimi mazzetti di lavanda (che a Palazzolo viene chiamata “spica ri San Paulu”), dopo essere stati offerti e benedetti dal santo sono distribuiti ai fedeli. Alle 9, “u carrettu ro pani”, un particolare carro spinto a mano su cui vengono raccolti i “cudduri” (grandi pani votivi a forma di ciambella decorati sulla superficie con serpenti di pasta e guarniti con un vistoso nastro rosso), inizia il giro per le vie del paese. I devoti che acquistano le ciambelle – la cui origine affonda le radici nell’antica civiltà contadina degli ex voto - ritengono che in questo pane vi sia qualcosa di soprannaturale tanto da distribuirlo fra amici e familiari che ne mangiano un pezzo o lo conservano per devozione.

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Il richiamo figurativo al serpente decorato sui pani allude all’episodio raccontato negli Atti degli Apostoli secondo cui San Paolo, mentre si trovava a Malta, fu morso da una vipera senza subire alcuna conseguenza: ragion per cui il santo non è solo colui che propizia il buon raccolto (non a caso la sua festa cade proprio nel periodo della mietitura) ma anche il protettore dai morsi di serpi e scorpioni.

Nella piazzetta antistante la basilica centinaia e centinaia di fedeli, ma anche di turisti provenienti da tutt’Italia e dall’estero, si raccolgono per assistere al momento più spettacolare della festa: “a sciuta”, ovvero l’uscita dalla chiesa alle 13 in punto, della reliquia e del simulacro di San Paolo. Al termine della funzione liturgica, la statua del patrono viene prelevata dall’altare maggiore, sistemata sulla vara e portata fuori assieme alle sue reliquie, fra il suono delle campane e gli applausi di portatori e devoti. A rendere ancora più suggestiva questa scenografia – con la facciata barocca della chiesa che per alcuni momenti sembra quasi svanire nel nulla - sono il lancio di migliaia di volantini con la scritta “viva San Paolo” e di “nzareddi”, lunghe strisce di carta colorata (metafora di serpenti).

Durante la processione, lungo quella che era la Palatiolum medievale, si ripete anche il rito della denudazione dei bambini, soprattutto neonati, che vengono issati sulla vara quasi a sfiorare la statua per grazia ricevuta o per richiederne la protezione. I fercoli vengono portati da un centinaio di uomini che, per adempiere ad un voto, offrono le loro spalle nude a sorreggere il pesante carico con la statua del santo mentre donne scalze seguono il tragitto del corteo.

La sera del 29 giugno, all’imbrunire, si svolge una seconda processione mentre a conclusione dei festeggiamenti viene organizzato uno straordinario spettacolo pirotecnico che crea arabeschi di fuoco che illuminano con il loro susseguirsi di colori le volute barocche della chiesa, la piazza e i palazzi circostanti.

Informazioni utili, date e orari per partecipare alla festa

Nome: A Sciuta di San Paolo
Dove: Palazzolo Acreide (Siracusa)
Quando: 28-29 giugno 2017
Orari: dal pomeriggio alla sera
Biglietto: ingresso gratuito
Tipologia: festa religiosa
Programma: sul sito ufficiale della manifestazione.
Come arrivare: Palazzolo Acreide si trova nell'entroterra e dista 40 km da SIracusa; si può raggiungere percorrendo da qui la SP124 o la SP14.
Anche da Ragusa dista 40 km; in questo caso si può raggiungere utilizzando la SP194 e seguendo poi le indicazioni per Palazzolo Acreide.

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Diniego di responsabilità: la Redazione cerca di mantenere sempre aggiornate le date di apertura, ma consigliamo di visionare i siti ufficiali prima di organizzare una visita.

 Pubblicato da il 09/06/2017 - 10.437 letture - ® Riproduzione vietata

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