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Le foto di cosa vedere e visitare a Siviglia

Siviglia (Sevilla), visitare la Capitale dell'Andalusia

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Innamorarsi di Siviglia è facile come bere un bicchiere di cerveza ghiacciata in un torrido pomeriggio andaluso. Storia, arte, tradizione, gastronomia sono solo alcuni degli ingredienti che rendono la città sulle rive del Rio Guadalquivir una tra le più belle di tutta la Spagna. Il centro storico e le sue mille sfaccettature sono l’attrattiva principale, ma Siviglia è una metropoli in continua evoluzione e per questo tutta da scoprire anche al di fuori degli itinerari turistici più diffusi. Come se non bastasse, in quest’angolo di penisola iberica, il sole la fa da padrone praticamente tutto l’anno, le temperature sono miti anche d’inverno, eventi e manifestazioni abbondano in tutte e quattro le stagioni: cosa aspettate, si parte!

Fondata in epoca romana, Siviglia accrebbe considerevolmente le proprie dimensioni verso la fine dell’XI secolo, in seguito alla presa del potere da parte dei sovrani musulmani Almoravidi. Nel XII secolo, sotto il governo del califfo almohade Yacub Yusuf, la città fu nominata capitale e vide sorgere un’enorme moschea laddove oggi si erge la cattedrale. Neanche un secolo dopo, nel 1212, la disastrosa sconfitta subita ad opera dei cristiani a Las Navas de Tolosa segnò l’inizio del declino del potere arabo, letteralmente sbaragliato nel 1248 dall’avanzata di Ferdinando III di Castiglia, vero e proprio “riconquistatore” di Siviglia. Grazie anche alla scoperta delle Americhe, tra il XVI e il XVII secolo l’insediamento divenne uno dei più grandi, ricchi e cosmopoliti del vecchio continente, ottenendo il monopolio dei traffici commerciali tra Europa e Nuovo Mondo. La seconda metà del Seicento coincise con l’inizio di un lungo periodo difficile, a causa di una grave epidemia di peste e del progressivo insabbiamento del Guadalquivir che compromise il commercio navale; questa parentesi nera è stata messa definitivamente alle spalle solo di recente, quando prima l’Expo ’92 e poi il contributo dell’intraprendente sindaco Alfredo Sanchez Monteseirin hanno saputo rilanciare l’economia della capitale dell’Andalusia.

La maggior parte delle attrattive è sparsa nel centro storico, individuato dai quartieri Barrio de Santa Cruz, El Arenal e dalla zona di El Centro. Qui, nell’intricato dedalo di strette stradine punteggiate da grandi piazze, sorgono non solo i monumenti più famosi, quali la Cattedrale, sovrastata dalla magnifica Giralda, il palazzo reale dell’Alcazar e la Torre del Oro, ma anche i migliori musei, ristoranti e negozi. Il consiglio è di prendere alloggio in quest’area della città, ricca di alberghi, ostelli e pensioni anche molto economiche, così da potersi muovere esclusivamente a piedi, nonostante l’efficiente servizio di trasporto pubblico consenta di raggiungere ogni angolo di Siviglia anche coi mezzi.

All’estremità sud-occidentale del Barrio de Santa Cruz, a poche decine di metri di distanza l’una dall’altra, sorgono le due attrattive più famose: la Cattedrale e l’Alcazar. La prima, immensa, ufficialmente la più grande al mondo in termine di volume, ha soppiantato l’antica moschea almohade, tutt’ora visibile in alcuni aspetti dell’edificio e soprattutto nello sviluppo verticale della torre della Giralda, nient’altro che il vecchio minareto. L’esterno è un mirabile esempio di architettura tardo-gotica, declinata in tutti i suoi aspetti quali aperture ogivali, archi rampanti e guglie finemente decorate. All’interno, invece, sono le proporzioni gigantesche dei pilastri polistili e delle sovrastanti volte a crociera a lasciare a bocca aperta, senza contare la ricchezza dei tesori conservati nelle tante cappelle ed il fascino del Patio degli Aranci, dove termina l’itinerario di visita. Prima di uscire, però, è d’obbligo salire le oltre trenta rampe che conducono in cima alla Giralda che, dall’alto dei suoi 90 metri, domina l’intera città.

Visitare Cattedrale ed Alcazar lo stesso giorno comporterebbe uno sforzo non indifferente ed è tutt’altro che consigliabile; tuttavia, l’ingresso del palazzo reale di Siviglia si affaccia su Plaza del Triunfo, a poche decine di metri di distanza da quello della basilica. Il complesso, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1987, è una delle massime espressione di architettura mudéjar, ma al suo interno convivono stili molto diversi tra loro. Oltre ai vasti giardini estesi a sud-est, il fulcro dell’Alcazar è senza dubbio il Palacio de Don Pedro, anche noto come Palacio Mudéjar, un’opera unica, impareggiabile, per via della sintesi perfetta tra architettura araba e iberica che la contraddistingue. Questo binomio artistico traspare in tanti altri edifici del palazzo reale, come ad esempio la Casa de la Contratacion affacciata sul Patio de la Monteria, rendendo l’Alcazar una tappa imprescindibile di ogni visita a Siviglia.

Entrambe le attrattive appena descritte si trovano alle propaggini sud-occidentali del Barrio de Santa Cruz, ossia la vecchia juderia (ghetto ebraico) della città. L’intero quartiere, un intricato labirinto di stradine sinuose che si aprono improvvisamente su ampie piazze ombreggiate da piante di arancio, è visitabile solo a piedi e consente di apprezzare l’anima più autentica di Siviglia. Tra le piazze maggiormente caratteristiche ci sono Plaza de Santa Cruz e Plaza de Doña Elvira, forse l’angolo più romantico di tutto il centro storico, su cui si affacciano alcuni ottimi ristoranti e tapas bar. Un’attrattiva da non perdere è l’Hospital de los Venerables Sacerdotes, il grande palazzo barocco del XVII secolo visitabile gratuitamente che racchiude importanti opere d’arte tra cui alcuni quadri di Diego Velazquez, mentre per concedersi un po’ di relax non c’è niente di meglio dei Baños Arabes (www.airedesevilla.com), i bagni arabi dove lasciarsi coccolare dalle ricche offerte all’insegna del benessere e della cura del proprio corpo.

Proseguendo a piedi lungo Avenida de la Constitucion in direzione sud-ovest si cominciano a scorgere le rive del Rio Guadalquivir. Quest’ultimo identifica il quartiere di El Arenal, che deve il proprio nome alla sabbia (arena) che in passato si accumulava sulla riva occidentale del fiume. Qui, fino alla fine del XVII secolo, fervevano le attività portuali ed i traffici mercantili, mentre oggi è particolarmente piacevole passeggiare lungo la pista ciclo-pedonale che costeggia il Rio o prenotare un’escursione fluviale a bordo di uno dei tanti battelli legati alla banchina. Provenendo da Puerta de Jerez si incontrano in rapida successione la Torre del Oro, la duecentesca torre di osservazione in riva al fiume al cui interno è ospitato un piccolo museo marittimo, l’Hospital de la Caridad, l’antica casa di riposo per anziani fondata da Miguel de Mañara e arricchita da pregevoli testimonianze pittoriche, e la mitica Plaza de Toros de la Real Maestranza, la più antica arena di Spagna, essendo stata costruita nel 1758.

Per concludere la visita al centro storico vero e proprio non resta da vedere che il quartiere di El Centro, la zona a nord della Cattedrale. Quest’ultimo, insieme al Barrio de Santa Cruz, racchiude al suo interno la maggior parte dei bar e ristoranti della città, oltre a numerosi negozi di abbigliamento e artigianato locale. Calle Sierpes, il lungo viale pedonale che parte da Plaza de San Francisco, e la parallela Calle Tetuan/Velazquez sono le principali vie dello shopping della città, su cui si affacciano soprattutto boutique di marchi internazionali intervallate da qualche negozietto caratteristico.

Le attrattive, tra cui un gran numero di musei e gallerie d’arte, non mancano. Anzitutto si può visitare il Museo del Baile Flamenco (www.museoflamenco.com), ospitato da un lussuoso edificio settecentesco a tre piani dove, oltre a quadri, fotografie e cimeli appartenuti a grandi stelle del ballo, è possibile assistere a vere e proprie rappresentazioni danzanti, per le quali occorre prenotare i posti con un po’ di anticipo. A breve distanza si trova la Casa de Pilatos, uno dei palazzi nobiliari più affascinanti della città, mentre spostandosi a nord-ovest si giunge al Museo de Bellas Artes, il cui contenuto è direttamente proporzionale alla bellezza del suo “contenitore”, il magnifico ex Convento de la Merced. Altrettanto sofisticati sono i tratti architettonici che caratterizzano la facciata del Palacio de la Condesa de Lebrija, sontuosa residenza signorile del XVI secolo sede di una ricca collezione di opere d’arte e artigianato locale, mentre su un piano leggermente inferiore si collocano le decorazioni rinascimentali dell’ayuntamento (municipio), affacciato su una delle piazza storicamente più importanti della città: Plaza de San Francisco.

Un discorso a parte lo merita il monumento emblema dell’arte e architettura contemporanea del centro storico di Siviglia: il Metropol Parasol. Quest’ultimo, inaugurato nel marzo 2011, nasce dal disegno dell’architetto tedesco Jurgen Mayer H. che, in fase di progettazione, ha centrato un duplice obiettivo: da un lato riqualificare Plaza de la Encarnacion, antica sede del mercato cittadino e successivamente destinata ad uno squallido parcheggio, dall’altro dotare la città di un’ulteriore attrattiva completamente diversa dalle circostanti. Come del resto la maggior parte dei progetti del genere, anche il Metropol Parasol ha ricevuto aspre critiche. Prima di giudicarlo, tuttavia, è meglio passeggiare tra le cinque grandi colonne che lo sorreggono, raggiungere la surreale passerella panoramica ad oltre 20 metri di altezza e visitare le vestigia romane rivenute durante gli scavi e abilmente incorporate al basamento della struttura nel Museo Antiquarium.
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A sud del Barrio di Santa Cruz e di El Centro si aprono i vasti parchi cittadini. Tra questi il più grande è il Parque de Maria Luisa, un luogo incantevole per rilassarsi circondati da stagni popolati di anatre e sinuosi percorsi pedonali, alcuni dei quali terminano in Plaza de España. La piazza, a pianta semicircolare e ingentilita da fontane e canali d’acqua, ospita il maggiore tra gli edifici costruiti per la Exposicion Iberoamericana del 1929, un vero e proprio manifesto della tradizione sivigliana, essendo stato realizzato in mattoni rossi rivestiti di azulejo, le appariscenti ceramiche tipiche della regione. All’estremità opposta del parco si trovano invece il Museo Arqueologico, che ospita sculture, statue romane e mosaici, ed il Museo de Artes y Costumbres Populares, sede di una mostra di porcellane prodotte dalla fabbrica fondata nel 1840 all’interno dell’ex monastero di La Cartuja dall’imprenditore inglese Carlos Pickman.

Oltre all’Exposicion Iberoamericana del 1929, il secolo scorso ha visto celebrare a Siviglia anche un’altra grande manifestazione: l’Expo ’92. Teatro dell’evento è stata l’Isla de la Cartuja, ovvero l’isola su cui sorge l’omonimo monastero collegata alla riva occidentale del Guadalquivir proprio in occasione dell’esposizione universale. Ad oltre vent’anni di distanza, a testimoniare l’evento è ancora El Pabellon de la Navegacion (www.pabellondelanavegacion.es), lo spettacolare Padiglione della Navigazione riaperto nel 2012 al termine di una lunga campagna di restauro. A breve distanza si può visitare anche il ben più antico Conjunto Monumental de la Cartuja, il convento trecentesco presso il quale era solito alloggiare Cristoforo Colombo, successivamente trasformato in fabbrica di porcellana e da poco riconvertito in Centro Andaluz de Arte Contemporaneo. Per i più piccoli, infine, si segnala la presenza dell’Isla Magica (www.islamagica.es), il grande parco a tema di impronta coloniale rivolto a bambini di tutte le età.

Sulla stessa riva del Guadalquivir, ma più a sud, si estende lo storico barrio di Triana, in passato il quartiere dei gitanos nonché vera e propria culla del flamenco. La via principale è Calle del Bétis, che fronteggia Paso de Cristobal Colon sulla sponda opposta del fiume, dove si trovano numerosi tapas bar, ristoranti e locali aperti fino a notte fonda. Tra le cose da vedere spiccano un paio di chiese: la Parroquia de Santa Ana, costruita nel 1280 e sede di un’esposizione di pregevoli immagini sacre, e la Capilla del Rocio, che ospita la Hermandad del Rocio de Triana.

Terminata la visita al barrio di Triana non resta da scoprire che la zona più moderna di Siviglia, raccolta intorno ad Alameda de Hércules, all’estremità settentrionale del centro urbano. Quello che fino a qualche decennio fa era un quartiere poco raccomandabile è oggi un ambiente tranquillo, stimolante, pieno di bar alla moda ed eleganti negozi di marchi internazionali. Da queste parti si trovano il Teatro Alameda, tra i migliori teatri sperimentali della città, la Basilica de La Macarena, che ospita la “Virgen de la Esperanza Macarena”, l’immagine sacra più venerata dagli abitanti, e l’Iglesia de San Luis, realizzata in stile barocco nel 1731 per i gesuiti da Leonardo de Figueroa.

In Spagna, si sa, amano fare festa. Naturalmente Siviglia non fa eccezione, anzi, visto il folto calendario di eventi, ricorrenze e manifestazioni che si ripetono ogni anno. Si comincia a Pasqua con la Semana Santa, una settimana di processioni che coinvolge la maggior parte delle chiese della città e culmina con la madrugada del Venerdì Santo, la colossale sfilata delle confraternite cittadine che termina solo all’alba. Poco dopo, generalmente la seconda metà di aprile o all’inizio di maggio, è in programma la Feria di Abril; quest’ultima si concentra presso El Real de la Feria, nella zona di Los Remedios, ad ovest del Guadalquivir, e catalizza l’attenzione di abitanti e turisti grazie alle interminabili mangiate, ai balli e ai canti che si protraggono fino a notte fonda. In concomitanza con la Feria ha inizio anche la stagione delle corride, per le quali occorre prenotare il biglietto con un certo anticipo. Al termine dell’estate, con cadenza biennale, va in scena il Bienal de Flamenco (www.bienal-flamenco.org), un evento di portata internazionale a cui partecipano i migliori ballerini di flamenco del mondo.

Sparsi per la città, ed in particolare tra le strette stradine del centro storico, sono disseminati una miriade di tapas bar, taverne e ristoranti dove gustare indistintamente piatti a base di carne e pesce a prezzi contenuti. Ciascuno vanta le proprie specialità, ed in particolare tra le tapas, accompagnate immancabilmente da una caña de cerveza, non mancano esperimenti e abbinamenti azzardati talvolta davvero impeccabili. Per passare in rassegna gli ingredienti alla base dell’autentica cucina sivigliana si possono visitare i mercati del Arenal, in Calle Pastor y Landero, e de la Encarnacion, allestito presso la nuova sede nel basamento del Metropol Parasol nell’omonima piazza.

La stagione migliore per visitare Siviglia è la primavera, quando le temperature sono miti e si svolgono le due manifestazioni principali: Semana Santa e Feria di Abril. Tenete presente che Siviglia è una delle città più calde d’Europa e d’estate il clima è davvero torrido, con picchi di temperatura oltre i 40 gradi, anche se il tasso di umidità molto basso ne attenua la percezione; in compenso d’inverno, tra dicembre e febbraio, neanche le minime scendono sotto lo zero e le massime si attestano intorno ai 15 gradi. Tra ottobre ed aprile si concentrano le sporadiche precipitazioni che, sotto forma di deboli piogge, bagnano Siviglia nel corso dell’anno raggiungendo mediamente i 500 mm di pioggia.

Lo scalo aereo di Siviglia è l’Aeropuerto San Pablo, situato 7 km ad est del centro; a servirlo sono sia compagnie di bandiera che low cost (Ryanair, Easyjet), collegate a numerose città italiane ed europee. L’aeroporto e la centralissima Puerta de Jerez sono messe in comunicazione da un frequente servizio di autobus attivo da mattina presto a notte inoltrata al prezzo di 4 €. In piazza si trova una delle 19 fermate dell’unica linea della metropolitana aperta fino ad ora nel capoluogo andaluso, un servizio in realtà non molto utile a fini turistici. In alternativa si può contare sulle due linee tramviarie e sul capillare servizio offerto dagli autobus urbani, mentre quelli interurbani a lunga percorrenza diretti a Huelva, Cadice, Cordoba, Granada, Malaga, Madrid e in Portogallo partono dalle due grandi stazioni di Plaza de Armas e Prado de San Sebastian. Altrettanto comodi sono i collegamenti ferroviari con la Estacion Santa Justa, la stazione ferroviaria di Avenida Kansas City, a nord-est del centro storico.

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