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Cosa vedere e cosa visitare Real Alcazar

Visita all'Alcazar di Siviglia: la residenza di re e califfi

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Malgrado le dimensioni ridotte e la fama non certo equiparabile, azzardare un paragone tra l’Alcázar di Siviglia e l’Alhambra di Granada è tutt’altro che blasfemo. Entrambi sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e, con la Mezquita di Cordoba, rappresentano i migliori esempi di architettura moresco-rinascimentale del pianeta. Nella fattispecie, il palazzo reale di Siviglia è stato un raggio di luce in un periodo, il XIV secolo, tra i più bui della storia artistica e culturale del vecchio continente, sebbene le sue radici risalgano ad alcune centinaia di anni prima.

La posa della prima pietra dell’Alcázar di Siviglia risale è datata 913, quando i governatori cordoviani della città commissionarono la costruzione di una fortezza. Circa un secolo dopo, i facoltosi signori musulmani della taifa di Siviglia ampliarono il complesso con l’aggiunta di palazzo Al-Muwarak, addossato al perimetro occidentale della cinta muraria. Nel XII secolo, all’apice della dominazione almohade, fu la volta degli edifici che si affacciano sull’odierno Patio del Crucero, mentre nel 1248 la città fu riconquistata dai cristiani guidati da Ferdinando III. Quest’ultimo, così come diversi suoi successori, elesse il palazzo a sua residenza principale, dando il via al lungo processo di ampliamento. Il contributo maggiore pervenne da Pedro I che, tra il 1364 ed il 1366, ordinò la costruzione del sontuoso Palacio de Don Pedro, la perla più scintillante del complesso dell’Alcázar, le cui linee incarnano lo stile architettonico mudéjar per antonomasia.

L’accesso all’Alcázar avviene tramite la Puerta del León, affacciata su Plaza del Triunfo praticamente di fronte all’ingresso turistico della Cattedrale. Appena oltre la biglietteria si entra nell’omonimo Patio del León, dove un tempo era di stanza la guarnigione di palazzo Al-Muwarak. Da qui si accede alla magnifica Sala de la Justicia, contraddistinta da splendidi stucchi ed un ricco artesonado, ovvero un soffitto ligneo intarsiato dipinto in varie tonalità. Quest’ultima si apre sull’accogliente Patio del Yeso, ricostruzione ottocentesca di un’ala del palazzo almohade del XII secolo.

All’estremità del Patio del León un grande portale a tre fornici introduce i visitatori al Patio de la Monteria, delimitato sul lato occidentale dalla Casa de la Contratación, istituita nel 1503 dai sovrani cattolici per meglio gestire i traffici mercantili con il Nuovo Mondo. Gli ambienti più belli del palazzo sono il Salón del Almirante (Salone dell’Ammiraglio), che racchiude un ricca collezione di quadri del XIX e XX secolo raffiguranti momenti particolarmente significativi della storia di Siviglia, e la Sala de Audiencias. Qui, oltre a parecchi arazzi raffiguranti stemmi marinareschi, si può ammirare il più antico dipinto relativo alla scoperta delle Americhe: la"Virgen de los Mareantes" (Vergine dei Marinai), dipinta da Alejo Fernández nel 1530.

Uscendo da Casa de la Contratación, sulla destra, spicca il portale finemente decorato del palazzo emblema dello stile mudéjar: il Palacio de Don Pedro, non per niente chiamato anche Palacio Mudèjar. Alla base di una scelta stilistica tutt’altro che allineata ai canoni cristiani del momento sarebbero stati i pessimi rapporti intercorsi tra Pedro I e tanti suoi pari cattolici, al punto da indurlo a stringere un sodalizio fraterno con l’emiro sultano di Granada, Maometto V, artefice di alcune delle meraviglie dell’Alhambra. In nome della solida amicizia, nel 1364, l’emiro non esitò a mettere a disposizione del re cristiano i suoi migliori artigiani che, insieme alle maestranze locali ed ai maestri provenienti da Toledo, diedero vita ad un gruppo di lavoro eterogeneo ed altamente qualificato.

... Pagina 2/2 ... Il cuore del palazzo è il magnifico Patio de las Doncellas (Patio delle Fanciulle), a cui si accede subito dopo il portale mediante due stretti corridoi laterali. A delimitarlo sono sontuose ed elegantissime arcate, decorate da stucchi e piastrelle variopinte di ottima fattura, mentre al centro si trova un giardino incassato nel terreno rinvenuto soltanto nel 2004. Sul lato settentrionale del patio si apre la Cámara Regia (Appartamento Reale), arricchita da splendidi soffitti e dai soliti impeccabili rivestimenti in piastrelle. Spostandosi ad ovest si accede al Patio de las Muñecas (Patio delle Bambole), il patio a due livelli intorno al quale erano imperniati gli appartamenti privati del palazzo; anche qui non mancano le decorazioni di ispirazione granadina, mentre gli stucchi provenienti dall’Alhambra furono aggiunti solo nel XIX secolo, in concomitanza con la costruzione della galleria centrale e di quella superiore per la regina Isabella II. A nord del patio c’è il Cuarto del Principe (Appartamento del Principe), sovrastato da una cupola in legno raffigurante un cielo notturno illuminato dalle stelle. Infine, all’estremità occidentale del Patio de las Doncellas, restano da vedere l’incredibile Salón de Embajadores (Salone degli Ambasciatori), un tempo destinato a sale del trono, e l’attiguo Salón del Techo de Felipe II, preceduto dal sontuoso Arco de Pavones, il cui nome deriva dai pavoni che lo decorano.

Dall’angolo sud-orientale del Patio de las Doncellas parte una scala che introduce i visitatori al livello superiore del palazzo, dove ammirare i Salones de Carlos V. A dispetto del nome, inerente la figura di re Carlos V, imperatore del Sacro Romano Impero vissuto nel XVI secolo, questi ambienti più volte rimaneggiati nel corso dei secoli appartenevano originariamente alla residenza duecentesca commissionata da Alfonso X, artefice di un mirabile complesso in stile tardo-gotico. Ad illuminare i Salones de Carlos V è il Patio del Crucero, originariamente coperto da un sottostante livello del palazzo almohade del XII secolo interamente ricostruito nel Settecento in seguito ai danni arrecati da un terremoto.

Conclusa la visita all’ala gotica del palazzo, si esce all’aria aperta e ci si immette nei vasti giardini che abbracciano la parte sud-orientale dell’Alcázar. La prima parte è caratterizzata dalla presenza di una serie di giardinetti comunicanti tra loro decorati da vasche e fontane che testimoniano il legame intercorso tra acqua e architettura araba. Da uno di questi, il Jardin de las Danzas, un piccolo accesso introduce i visitatori ai Baños de Doña Maria de Padilla, costruiti al di sotto dei Salones de Carlos V. L’ambiente, di forma lunga e stretta, è coperto dalle volte a crociera sottostanti il Patio del Crucero e termina con una lunghissima vasca d’acqua. A conclusione della visita, restano da vedere i giardini addossati al lato orientale realizzati nel corso del Novecento.

L’Alcázar di Siviglia è aperta tutti e sette i giorni della settimana dalle 09.30 alle 17.00 da ottobre a marzo e dalle 9.30 alle 19.00 da aprile a settembre. Il biglietto di ingresso costa 9.50 € (intero), ma pensionati e studenti sotto i 25 anni hanno diritto ad un cospicuo sconto e pagano 2 € per entrare. Per maggiori informazioni e conoscere il calendario completo della manifestazioni organizzate entro il perimetro dell’Alcázar potete visitare il sito solo in spagnolo www.alcazarsevilla.org.

 Pubblicato da il 10/08/2014 - 4.836 letture - ® Riproduzione vietata

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