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Siviglia (Andalusia): passeggiata in cittą, La Macarena

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Il punto di partenza di quest'itinerario è la Parrocchia di San Pietro, ubicata nella piazza omonima. La primitiva costruzione gotico-mudéjar fu ristrutturata in epoche successive; in essa venne battezzato il pittore Diego Velázquez. Il frontespizio è datato dal 1624; sulla facciata principale s'osserva una piastrella che rappresenta il purgatorio: l'autore collocò nel contorno un uccellino e la tradizione vuole che colui che riesce a trovarlo si sposi entro l'anno.

Non distante s'innalza il Convento di Sant'Agnese, eretto sulle case cedute da Doña María Coronel nella seconda metà del XIV secolo. Dietro l'inferriata che delimita il coro si trova l'urna con il corpo mummificato della gentildonna, di cui era innamorato il re Pietro I. Molto vicino c'è l'organo barocco che diede origine alla leggenda dell'organista Maese Pérez, resa celebre dal poeta Gustavo Adolfo Bécquer. Le monache di clausura che vivono nel convento sono conosciute per i dolci che preparano in maniera artigianale e poi vendono.

Alla fine di calle (via) Doña María Coronel, svoltando a sinistra si raggiunge il Palazzo delle Dame (Palacio de las Dueñas), dimora della Casa d'Alba. La struttura architettonica mette in rilievo la fase di transizione dallo stile Gotico a quello Rinascimentale (XV-XVI secolo). Le stanze ospitano una collezione d'arte notevole: è possibile visitarla fissando l'appuntamento in anticipo. Nei suoi giardini nacque il poeta Antonio Machado; ivi vide la luce uno dei suoi poemi più conosciuti, che recita: "Mi infancia son recuerdos de un patio de Sevilla y un huerto claro donde madura el limonero...." (La mia fanciullezza sono i ricordi di un cortile di Siviglia e un orto luminoso dove matura il limone N.d.T.).

Dal Palazzo delle Dame ci spostiamo in direzione alla Parrocchia di Santa Caterina, altro tempio mudéjar eretto a principio del XIV secolo. Il frontespizio fu sistemato qui nel 1930, proveniente da un'altra parrocchia dello stesso stile e periodo: quella di Santa Lucia. Continuando lungo la calle Sol, c'imbattiamo nella Chiesa dei Terzi appartenuta ai francescani del Terzo Ordine. Il frontespizio, con influssi ispanoamericani, dà accesso ad un interno del XVII secolo.

Proseguiamo verso il Convento di Santa Paola: uno dei più belli della clausura sivigliana. Dietro la facciata, sul cortile ornato dal giardino s'apre la porta della chiesa, che combina elementi gotici, mudéjar e rinascimentali. Il soffitto a cassettoni della navata è opera di Diego López de Arenas e risale al 1623. Come in parecchi conventi di Siviglia, nella navata sono sistemate due pale, dedicate rispettivamente a San Giovanni Evangelista e San Giovanni Battista; entrambe sono creazioni di Martínez Montañés. La scultura più antica è quella del "Cristo del Coral", Crocifisso del tardogotico, appartenente al XV secolo. Vale la pena d'accennare al Museo, allestito in diverse sale che si trovano al piano superiore; famosi i dolci preparati dalle monache, popolarissime le marmellate e la cotognata, confezionate con i frutti dell'orto.

Nelle vicinanze s'innalza il tempio mudéjar di San Marco, con la torre campanaria che ricorda la decorazione a sebka - rete di rombi - tipica della Giralda. Sono degne di nota due sculture barocche che si trovano all'interno: quella di San Marco, che rievoca lo stile di Juan de Mesa nei primi anni del XVII secolo, nonché il Cristo Disteso, riconducibile a opere della seconda metà del medesimo secolo.

Nella piazzetta dietro San Marco è ubicato il Convento di Sant'Isabella. La Chiesa fu disegnata da Alonso de Vandelvira nell'anno 1602, presenta la classica pianta rettangolare. Il rilievo che spicca sul frontespizio principale, dov'è raffigurata la Visita della Vergine alla cugina Sant'Isabella, fu scolpito da Andrés Ocampo nel 1609. Una delle pale più interessanti custodite all'interno è quella progettata da Juan de Oviedo ed eseguita da Juan Martínez Montañés, tra il 1610 e il 1614; in una nicchia si venera l'immagine del Crocefisso della Misericordia, opera di Juan de Mesa datata dal 1622. Le monache del convento si dedicano tutto l'anno a ricamare con filo d'oro sul velluto; si tratta di un'attività molto apprezzata a Siviglia, legata essenzialmente alle celebrazioni della Pasqua.

Continuando lungo la calle San Luis, incontriamo la Chiesa di San Luigi dei Francesi, antico noviziato dei gesuiti. È uno degli esempi più rappresentativi dell'architettura barocca locale, pare che fosse progettato da Leonardo de Figueroa e l'interno è decorato in maniera straordinaria.
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Dirimpetto, s'erge la Chiesa di Santa Marina. La storia più recente l'ha vista coinvolta in un susseguirsi di episodi drammatici, che vanno dagli incendi ai saccheggi. Riaperta al culto poco tempo fa, presenta una struttura mudéjar caratteristica del XIV secolo, periodo al quale risalgono i frontespizi e la torre campanaria.

Seguendo la calle San Luis s'arriva alla Muraglia della "Macarena" nonché l'Arco omonimo, vero "simbolo" del quartiere. In questo tratto di muraglia ci sono sette torrioni quadrati e uno ottagonale. Nonostante venga attribuita al tempo della dominazione romana, la sua costruzione non avvenne prima della tappa almoravide. Il cuore del popolarissimo quartiere della Macarena è costituito dalla Basilica della "Macarena".

Si tratta di un tempio contemporaneo, edificato dall'architetto Aurelio Gómez Millán nell'anno 1949. Vi si venera colei che è considerata per antonomasia la "Mater Dolorosa" di Siviglia: la Macarena, la cui fama oltrepassa i confini locali per assumere rilevanza in ambito internazionale. D'autore anonimo, la Vergine della Macarena esce in processione la notte del Venerdì Santo, accompagnata da più di duemila membri della confraternita vestiti da "nazarenos". Provava speciale devozione per questa vergine il torero Joselito el Gallo.

Di fronte alla Basilica della Macarena, è situato l'Ospizio delle Cinque Piaghe; conosciuto anche con il nome di Ospizio del Sangue, attualmente è sede del Parlamento della Regione Andalusia . Le linee rinascimentali si devono in gran parte a Martín de Gaínza, che nel progetto s'ispirò all'Ospizio Maggiore di Milán de Filarete; più tardi servì da riferimento per altre costruzioni destinate agli stessi usi e sorte nel Nuovo Mondo. La Chiesa, dove si svolgono le sedute parlamentari, fu eseguita da Hernán Ruiz II seguendo lo stile manierista.

A questo punto ci dirigiamo verso la calle Feria, dove si trova la Parrocchia di Tutti i Santi. È un altro dei numerosi esempi di edifici mudéjar innalzati nella Siviglia del XIV secolo. Nella Cappella Maggiore - sotto un baldacchino che richiama alla memoria quello della Basilica vaticana di San Pietro - si adora l'immagine della Vergine, Regina di Tutti i Santi. Opera di Roque de Balduque (XVI secolo), la scultura fu modificata in maniera sostanziale nel corso del XVIII secolo da Benito de Hita y Castillo.

Alla fine della strada c'è la Chiesa di San Giovanni della Palma, dove si rende culto alle immagini dei titolari della Confraternita dell'Amarezza. Risalta la Dolorosa, senz'altro tra le più espressive di Siviglia, che per la fattura ricorda le opere di Roldán nei primi anni del XVIII secolo. Il San Giovanni Evangelista che l'accompagna è di Benito de Hita y Castillo e risale al 1760.

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
Milano 02/72004617 - Roma 06/6783106
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