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Polinesia Francese, viaggio alla scoperta delle sue isole ed atolli

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Polinesia, un nome che evoca tramonti infuocati, mari incontaminati e popolazioni davvero ospitali che ti accolgono con un sorriso aperto e qualche fiore in dono. Ma non si tratta di luoghi comuni, questa è proprio l'essenza della Polinesia francese ancora oggi, la stessa che Paul Gauguin colse nei suoi esotici dipinti, e che continua ad ammaliare, nel terzo millennio, i migliaia di turisti che ogni anno che scelgono queste isole per le loro, indimenticabili, vacanze.

La Polinesia francese è il cuore della cosiddetta nazione polinesiana, che in pratica sarebbe costituita da oltre 1.000 isole racchiuse in un triangolo che ha per vertici la Nuova Zelanda, le isole Hawaii e l'isola di Pasqua ad est. In particolare essa è composta da vari arcipelaghi, cinque per l'esattezza, e ognuno ricco di fascino e luoghi da scoprire: Arcipelago delle Isole Australi, le Isole Gambier, l'Arcipelago delle Tuamotu, le Isole delle Società e l'Arcipelago delle Marchesi.

L'occidente aveva ignorato l'esistenza di questi veri paradisi terrestri fino alla spedizione di Ferdinando Magellano che incontrò una delle isole Tuamotu nel 1521, agli albori della storia delle grandi spedizioni. Passarono però altri 200 anni prima che venisse scoperta Bora Bora nel 1722 dagli olandesi, a cui seguì un intervallo di una cinquantina di anni prima che i britannici Cook e Wallis ed il francese Bougainville, si imbattessero su Tahiti e Moorea tra il 1768 e il 1772.

Con l'arrivo dei missionari che convertirono i polinesiani al cristianesimo, tra cui alcuni d'oltralpe, la Francia ebbe una scusa per recalmare a se queste isole (1842), impadronendosi successivamente delle Tuamotu, nel 1880 e cinque anni più tardi annettendosi anche le isole Marchesi. Oggi la Polinesia Francese è quindi di fatto un territorio d'oltre mare della Francia, che però non ha ancora adottato l'euro come moneta, ma mantiene ancora il Franco (CFP): ci vogliono circa 115 CFP per acquistare un euro.

Ricordiamo che In questi luoghi si svolse la celebre storia del Bounty, la nave inglese capitanata da William Bligh che fu protagonista di un rocambolesco ammutinamento, guidato da Christian Fletcher, che assieme ai suoi compagni scelse di vivere in questi paradisi tropicali, sceglendoli come rifugio ultimo della loro vita, un po' il pensiero che anche oggi tenta i numerosi turisti che vengono a scoprire questi arcipelaghi da favola.

Ma quali sono i principali gruppi di isole della Polinesia Francese? Le Isole Australi sono l'arcipelago più meridionale, posizionandosi al di sotto del tropico del capricorno e quindi un po' al margine dei flussi turistici, che sono impeganti alla ricerca del caldo a tutti i costi. Per questo forse sono le isole più vere, dove la cultura polinesiana ha ricevuto la minor contaminazione del mondo occidentale. Rurutu e Tubai sono i centri principali e Rurutu risolta interessante per una caratteristica unica nel suo genere, la presenza di numerose cavità carsiche ricche di stalattiti come quella di Anaaeo.

All'estremità orientale della Polinesia francese troviamo invece l'arcipelago delle Gambier, distante quasi 1.700 km a Thaiti! Il fascino di queste isole risiede nel fatto che si tratta quasi esclusivamente di atolli, molto spettacolari che offrono possibilità di snorkeling e divng per ogni livello. Famose sono le perle di Mangareva, l'isola più importante, dove la coltura delle ostriche è molto praticata. Qyeste isole sono davvero dei gioielli ed è un peccato che la loro fama venga offuscata dalla presenza ingombrante di Mururoa, atollo dove il governo francese ha effettuato test nucleari nel passato.

Le Tuamotu sono celebri per le loro perle nere oltre che per i meravigliosi fondali ricchi di pesci e coralli. Rangiroa Farakava e Tikenau sono i centri più interessanti, il primo ed il secondo famosi per le loro grandi lagune (quella di Rangiroa è la seconda nel mondo) racchiuse dalla collana di isolette e canali che le conformano, mentre Tikenau è rinomata per la qualità delle acque e per la possibilità di incontrare mante, squali e altri pesci coloratissimi presso Tueiava pass. Non da meno le immersioni nei due pass (nord e sud) di Fakarava, considerati dagli esperti tra i luoghi migliori al mondo per le immersioni.
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Il cuore della Polinesia rimangono comunque le Isole delle Società, a loro volta suddivise in due sottogruppi, le Isole del Vento (Thaiti, Morea, Maiao) , più meridionali, e le Isole Sottovento, poste più a nord celebri per l'atollo di Bora Bora e l'isola di Raiatea.
Thaiti è sicuramente il cuore fondamentale di tutta la polinesia e il profilo di Tahiti Nui con i vulcani possenti (oltre 2.200 m di altitudine) è inconfondibile. L'atra "metà" dell'sola, Thaiti Iti è collegata alla prima da una stretta lingua di terra. Papeete è il grande centro urbano e forse il suo grande sviluppo recente ha un po' alterato la sua atmosfera idilliaca del secolo aappena scorso. Ma comunque l'isola offre moltissimo e di certo nom vi annoierete a visitare le Grotte di Maraa, la valle del fiume Papaenoo oppure la spiaggia di Papara.

Moorea è anch'essa splendida e in più si trova apochi km da Thaiti che quindi rimane sempre visibile, dando un tocco di magia al paesaggio. Infatti al Belvedere di Toatea i tramonti e le albe sono uno spettacolo di grande intensità. Poi c'è il suo mare, splendido ovviamente come in tutta la Polinesia, e per chi ama la natura una cascata splendida si trova a Afareaitu, nel verde interno dell'Isola.

Bora Bora è invece il gioiello indiscusso di tutto il Pacifico, la perla delle Isole di Sottovento. La laguna dell'isola è semplicemente meravigliosa e cercare di descriverla è una mission impossible. Le sfumature del turchese che vira al blu, il bianco delle spiagge possono essere pienamenti compresi solo quando si arriva in areo e si sorvola l'atollo prima dell'atterraggio. Poi la giornata passata a Punta Matira, sulla spiaggia bianca e il paesaggio mozzafiato, rimarrà una delle pietre miliari dei vostri ricordi!

E infine giungiamo alle Marchesi, le isole più vicine all'equatore, un po' al margine della Polinesia e quindi anch'esse vere e solitarie, caratteristiche non da poco agli occhi del viaggiatore più esigente. Famose per il loro artigianto di grande qualità, sono forse le isole su cui il cristianesimo è riiuscito meglio ad attecchire. Nuku Iva è l'isola più imponente con montagne ricoperte da foreste, e la splendida Valle di Hakaui caratterizzata da picchi rocciosi rivestiti da folta vegetazione. Uno dei posti più suggestivi in assoluto in tuttta la regione!

Poi a Hiva Oa, doveroso è l'omaggio al grande Gauguin, qui sepolto, nella terra dei tramonti e del sole che tanto l'aveva rapito, e che continua a mietere ancora numerose vittime, che si struggono al pensiero della loro vacanza, vissuta in mondo così paradisiaco ed esclusivo.

Il clima della Polinesia Francese è squisitamente tropicale, ed è quindi soggetto a scarse escursioni termiche con temperature massime costantemente intorno ai 30 gradi nelle zone equatoriali ed intorno ai 26°C nelle zone del tropico del Capricorno. Il clima dipende in massima parte dagli spostamenti stagionali della zona di convergenza intertropicale (ITCZ) che genera un semestre tendenzialmente secco (maggio-ottobre) ed uno invece più piovoso (novembre aprile). Questa tendenza tende a sfumare, con piogge anche nell'inverno più ci si sposta verso il tropico del Capricorno, in zona delle Isole Australi, o addirittura invertendosi prossimità dell'equatore, come succede per le Isole Marchesi, dove le massime piogge si riscontrano tra la fine della primavera, e l'inizio dell'estate.

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