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Le foto di cosa vedere e visitare a Tuamotu

Tuamotu, viaggio tra le spiagge dell'arcipelago polinesiano

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Le isole distanti, così si potrebbe traddure il nome di Tuamotus, utilizzato per riassumere questo enorme arcipelago, vasto come l'intera Europa Occidentale, in pratica la catena di atolli più estesa del mondo. Un totale di 78 atolli ed una quantità infinita dei cosiddetti motu, e cioè di isole sabbiose, al massimo ricorperte di palme, che si susseguono quasi senza fine, incastonati tra l'azzurro delle lagune e di blu cobalto dell'Oceano Pacifico. Tanta vastità è però solamente apparente: in realtà la superficie emersa di questo immenso arcipelago è appena di 850 chilometri quadrati, circa un quarto dell'estensione della Valle d'Aosta, la nostra regione più piccola, ed accoglie una popolazione di poco meno di 16.000 abitanti.

Dal punto di vista geografico, le Isole Tuamotu si snodano con orientamento nord-ovest / sud-est, coprendo quasi 10° di latitudine, fino ad includere le Isole Gambier, anche se quest'ultime vengono considerate a parte, sia dal punto di vista amministrativo che da quello geologico, possedendo quest'ultime dei rilievi di origine vulcanica. Per questa ragione gli atolli più meridionali del gruppo vengono in realtà considerati quelli di Moruroa e Fangataufa, e quelli dell'Acteon Group, mentre i due gruppi delle Isole di Re Giorgio e del Disappunto chiudono a nord l'arcipelago.

Queste isole così remote sono rimaste a lungo disabitate. Gli archeologi sostengono infatti che i primi insediamenti si possano riferire a circa 1.300 anni fa quando iniziarono le prime colonizzazioni polinesiane, arrivate dalle più occidentali Isole della Società. Il primo contatto con il mondo occidentale si ebbe solamente nel 1521, quando durante il periplo del mondo il navigatore Ferdinando Magellano si imbattè in una paio di isole dell'arcipelago, chiamandole come Isole Sfortunate, dato che apparentemente erano prive di sorgenti d'acqua dolce.

Dal punto di vista turistico, invece, oggi le Tuamotu sono piuttosto fortunate, e considerate una delle nuove frontiere dei viaggi, in grado di offrire mari cristallini e luoghi tra i migliori al mondo dove fare immersioni e sessioni di snorkeling tra fondali incontaminati. Vediamo allora quali sono le principali destinazioni alle Isole Tuamotu.
In effetti orientarsi tra questa miriade di isole non è facile, alcune isole sono davvero vergini dal punto di vista turistico ed offrono poche o nulle infrastrutture, altri atolli invece stanno vivendo un vero proprio boom in questi ultimi anni.

E' il caso di Rangiroa, l'atollo più grande, che nella lingua locale è un nome potico che significa: cielo senza fine. E questo basta a presentare questo vero paradiso polinesiano, atollo corallino con una laguna che sembra un immenso zaffiro. Per molti è la più bella delle settantotto isole dell'arcipelago Tuamotu. Secondo al mondo per dimensioni tra gli atolli corallini, Rangiroa possiede spiagge di finissima spiaggia bianca che sembrano non finire mai, mare cristallino e fondali talmente brulicanti di vita che si può quasi fare diving comodamente seduti sulla spiaggia. Questo atollo è particolamente indicato per gli amanti delle immersioni, i fondali all'interno del reef non scendono oltre i 50 metri ma basta superare la barriera corallina ed ecco che l'Oceano si apre fino 1000 metri e gli squali grigi (sempre tranquilli) vi nuoteranno a fianco.

Tikehau atollo circolare con una laguna il cui diametro misura ben ventisei chilometri, è la nuova meta del turismo polinesiano per la sua ricca fauna terrestre e marina. Situato a circa 10 km a nord ovest di Rangiroa, è meta non solo di turisti in cerca delle spiagge immacolate della Polinesia ma anche di naturalisti e appassionati di diving ed immersioni. Tureharhe, è il fulcro di questo atollo, un piccolo ridente villaggio, colorato da una flora sgargiante. Come accennato questo atollo è rinomato per i suoi fondali e per la fauna che li abitano. Branchi di tonni e barracuda, razze e squali grigi sono solo alcuni degli incontri che potrete fare. I motu di quest'isola ospitano invece numerose colonie di uccelli tra cui i Sula dalle zampe rosse (vedi foto) e i Noddis (Noddies) scuri, tanto che l'isola è stata ribattezzata l'isola degli uccelli.

... Pagina 2/2 ... Mataiva invece rappresenta l'estremità nord-occidentale dell'arcipelago, ed è famosa per la sua particolare laguna, con una curiosa forma ad alveare. Questo atollo avrebbe un enorme potenziale minerario, dato che è ricchissimo di depositi di fosfati, ma per fortuna gli abitanti hanno resistito alla tentazione dei facili guadagni, evitando di trasformare questo vero paradiso in una cava a cielo aperto.

Spostandoci verso est-nord-est, a qualche centinaio di chilometri da Rangiroa, troviamo l'atollo Manihi che può offrirvi un'avventura alla Robinson Crusoe. Il mercato più fiorente è quello delle rarissime perle nere, da qui numerosi laboratori inviano questi tesori ai gioiellieri di mezzo mondo. Tredici chilometri di sabbia rosa che ricorda la nostra Budelli (sperando che i turisti non le facciano fare la stessa fine). Settecento anime abitano questo paradiso, quasi tutte racchiuse nel piccolo villaggio di Turipoa, dove case pitturate di colori sgargianti faranno da cornice alla vostra visita sull'isola. Restando sempre nel gruppo delle King George Islands, anche Ahe e Takapoto sono delle isole emergenti, famose anch'esse per la qualità delle loro perle nere.

Un altro atollo emergente è Fakarava, un vero must per gli appassionati di immersioni, il secondo atollo delle Tuamotu per grandezza. Con sessanta chilometri di lunghezza e venticinque di largazza e una laguna in grado di offrire ai subacquei emozioni a non finire, Fakarava dispone di fondali incontaminati dove fauna lagunare e pelagica si incontrano in un mix mozzafiato, trovano qui un habitat perfetto. Squali martello, squali tigre, barracuda sono solo alcuni dei grandi pesci che trovano riparo in questa riserva tutelata dall'UNESCO, a testimonianza che Fakarava e le 6 isole vicine danno vita ad un raro ecosistema.

Intorno a Fakarava troviamo altre isole interessanti dal punto di vista turistico: a sud l'isolato atollo di Anaa, a nord la piccola Aratika, mentre ad est troviamo Kauehi e il lungo atollo di Makemo. Un tempo 'Anaa era l'atollo più popolato di tutto l'arcipelago ed era famoso per il coraggio dei suoi guerrieri che addirittutra si erano imposti sulla popolazione della più grande Rangiroa. Degli altri vale la pena di ricordare la laguna di Makemo, dalla straordinaria colorazione smeraldo, che per lunghezza raggiunge gli 80 km di estensione, 3 in più di quella di Rangiroa.

Altre isole con potenziale turistico le troviamo nella porzione più orientale dell'arcipelago: il grande atollo di Hao è sicuramente uno dei luoghi più interessanti dell'arcipelago, come anche quello di Reao, una isola che è considerata una specie di "fine del mondo", ideale per chi vuole sentirsi veramente al confine da tutto e tutti.

Il Clima delle Tuamotu è il classico clima tropicale a sud dell'equatore, con quindi un semestre più secco, quello che va da maggio ad ottobre, che è forse il periodo migliore per una vacanza in questo arcipelago, ed uno invece più abbondante di piogge, da novembre ad aprile. Le temperature variano comunque di poco, massime intorno io 30 °C tra dicembre e marzo, che scendono leggermente (28-27 °C) nei più ventilati mesi dell'inverno australe. E' il tasso di umidità a variare in modo più evidente, con condizioni di afa che accompagnano i temporali più frequenti dell'estate polinesiana. Le acque del mare hanno temperature che oscillano tra i 26 e 29 °C, ideali per snorkeling ed immersioni. Non dimenticate di mettere in valigia una bomboletta di repellente per gl iinsetti, dato che qui le zanzare certo non mancano!

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