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Viaggio nell'isola Moorea, a due passi da Tahiti

Moorea, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

È l'isola fuori porta di Tahiti. La domenica i tahitiani vengono a passarla qui, a Moorea, per fuggire dal chiasso turistico di Papeete. E qui i tahitiani ricchi hanno la loro residenza. Il ferry impiega meno di un'ora a collegarla con l'isola maggiore.

Moorea fa parte della Polinesia francese e se non ha la bellezza prepotente di Bora-Bora e di altre isole del Pacifico, come le Marchesi (dove Gauguin, in fuga da Tahiti, trovò la felicità, la sua vera pittura e la morte), con le sue montagne acuminate come denti di uno squalo ha servito da sfondo al musical South Pacifico. Moorea ha soltanto 6 mila abitanti, due baie magnifiche, quella di Cook e quella di Opunohi, piantagioni di ananas, foreste di palme, una laguna dove gli squali, sazi di pesce, si lasciano prendere per la coda e fotografare accanto agli scugnizzi indigeni. Eventualemte escursioni in loco vi consentono di incontrare gli squali e le razze e dare loro da mangare, oppure incontrare i delfini e nuotare con loro in uno dei 4 o 5 posti al mondo in cui lo potete fare, ma emozioni forti si possono anche ottenere semplicemnte nei giri intorno all'isola o dentro la laguna costiera con le barche ad alta velocità che sembrano volare sulle onde.
Da luglio a ottobre poi è la stagione delle balene e quindi quale occasione migliore di vedere i cetacei nuotare in acque così limpide, e magari vedere le megattere con i loro salti entusiasmanti

L'interno dell'isola è anch'esso denso di facino. Picchi ricoperti da fitte foreste e panorami mozzafiato sulle due baie (e il borgo di Paopao), che si insinuano all'interno dell'isola. Sentieri conducono a delle cascate che completano il paesaggio in un atmosfera da Eden.

Ma moorea è anche un'isola di alberghi e della vacanza un po' kitch.
I turisti americani si prenotano per imbarcarsi su un veliero costruito da una casa cinematografica che, negli intervalli tra un film di pirati e l'altro, compie il giro dell'isola. E il sogno di percorrere le rotte non solo letterarie di Stevenson e di Melville diventa illusione vissuta.

La tradizione polinesiana vuole che la noce di cocco abbia avuto la sua culla a Moorea. Si racconta che il giovane Tuna amava la bella Sina. Uno stregone gli aveva predetto che sarebbe stato ucciso dai rivali. E lui ordinò a Sina: «Se mi ammazzano stacca la testa dal mio corpo e piantala nella terra: ne nascerà un albero che ti nutrirà e disseterà». Così avvenne. E così avemmo la noce di cocco che con la sua acqua dolce disseta e con la sua polpa bianca nutrisce.
Il racconto è macabro ma il frutto è saporito.

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