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Honshu (Honshū), visita all'isola cuore del Giappone

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Cuore geografico e culturale del paese, l’Honshu è anche l’isola più grande dell’arcipelago giapponese. In totale sono 103.000 i cittadini che risiedono stabilmente su Honshu, la maggior parte dei quali vive nelle metropoli di Tokyo, Kobe, Kyoto, Hiroshima, Osaka, Nara, Sendai e Yokohama. La cima più alta dell’isola è quella del mitico Monte Fuji, che raggiunge i 3.778 metri di altezza e rappresenta la montagna sacra per antonomasia. Le poche pianure di Honshu si estendono lungo le coste e nelle valli dei fiumi principali, come il Tone Gawa, il Kinokawa e lo Shinano Gawa. Numerosi sono i laghi, quasi tutti di origine vulcanica, tra cui spicca l’enorme lago Biwa, la cui superficie sfiora i 700 chilometri quadrati, situato a nord-est di Kyoto.

La storia di questa grande regione presenta peculiarità diverse a seconda della porzione di territorio che si prende in considerazione, dato che, a partire dal VII/VIII secolo, sono stati tantissimi e molto diversi tra loro gli influssi giunti sull’isola. Tra i momenti storicamente più floridi c’è senza dubbio l’età feudale, durante la quale diversi clan si spartirono l’isola governandola fino alla Restaurazione Meiji, alla quale seguirono anni di stagnazione. La parabola discendente innescata con la disgregazione dei clan fu invertita solo dopo la seconda guerra mondiale, quando la decisione di intraprendere una fase di sviluppo incentrata sulla crescita industriale comportò un sensibile miglioramento della condizione economica e di conseguenza un rilancio socio-politico della regione.

La parte centrale di Honshu, che si estende tra il Kanto, ovvero l’area metropolitana di Tokyo, ed il Kansai, il triangolo Osaka-Kyoto-Kobe, è costellata di centri commerciali e antiche cittadine, ma presenta anche graziose coste frastagliate e le imponenti Alpi giapponesi. Nelle prefetture meridionali dell’Honshu centrale, conosciuto anche come Chubu, si pratica l’escursionismo e l’alpinismo, lungo itinerari costellati di onsen nel Japan Alps National Park. La costa del Mar del Giappone, denominata Hokuriku, offre al visitatore scogliere dai panorami spettacolari, templi incantevoli ed un cucina a base di pesce freschissimo. Il centro dell’Hokuriku è Kanazawa, moderna e dinamica città ricca di storia; l’incantevole Takayama è invece apprezzata per le sue case tradizionali lungo il fiume, per la deliziosa cucina e per le verdi campagne, mentre Matsumoto è presa d’assalto per il suo magnifico castello del XVI secolo e per le tante gallerie d’arte. La regione di Shirakawa-go ed il distretto di Gokayama, dichiarati Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, sono un gioiello della tradizione architettonica giapponese, mentre la modernità e la volontà di proiettarsi nel futuro sono le caratteristiche principali di Nagoya, quarta città per grandezza del Giappone, e vero e proprio cuore industriale della regione.

L’Honshu occidentale, chiamato anche Chugoku, è ricco di spunti di interesse: città animate, tranquilli villaggi montani e, per quanto riguarda l’artigianato, ceramiche di squisita fattura. Qui si trova Hiroshima, che ha saputo risorgere dopo la catastrofe atomica, e Okayama che, trovandosi nella zona del Mare Interno, è circondata da comunità costiere ricche di fascino e da isole punteggiate di opere d’arte moderna. Kurashiki annovera molti musei prestigiosi, mentre a Bizen potrete ammirare ceramiche stupende. La prefettura di Yamaguchi, nodo commerciale situato all’estremità occidentale di Honshu, ha da offrire la cosiddetta “Kyoto dell’ovest” e le sue grotte d’argilla, mentre Shimonoseki è nota per il settore ittico, in particolare per il fugu, il pesce palla. Le prefetture di Shimane e Tottori sono caratterizzate da ritmi di vita lenti, che ben si sposano ai tanti onsen, alla natura ancora selvaggia ed alle tranquille località di montagna. Viaggiare lungo la costa che si affaccia sul Mare del Giappone, con il castello di Matsue e le dune sabbiose di Tottori, consente di approfondire numerosi aspetti della storia del paese, alcuni dei quali sono magnificamente incarnati dall’Izumo Taisha, uno dei santuari più antichi del paese, dove si venerano le numerose divinità scintoiste.
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La porzione settentrionale di Honshu è quella meno visitata rispetto al resto della regione; questo è un vero peccato, dato che le sue aspre montagne, le profonde vallate, i fiumi impetuosi e la gente cordiale ne fanno una destinazione assai piacevole e interessante per i visitatori. Alcune delle usanze più curiose del Giappone e delle sue tradizioni più singolari sono tuttora conservate nella regione, che ha conservato anche l’orgoglio per il proprio passato feudale. La zona è suddivisa nelle prefetture di Fukushima, Miyagn, Iwate, Aomori, Akita e Yamagata, note nel loro complesso con il nome di Tohoku, oltre a Niigata e all’isola di Sado-ga-shima. Nel Tohoku, il cui dialetto è incomprensibile anche a molti madrelingua giapponesi, l’inglese non è molto conosciuto, ma incontrerete moltissimi abitanti del posto gentili e disponibili che saranno ben lieti di aiutarvi in caso di difficoltà. Scendere dalla linea shinkansen e avventurarsi nelle zone meno esplorate significa scoprire bellezze straordinarie, persone incredibilmente ospitali ed uno stile di vita improntato al tempo che fu. Paradossalmente, grazie alla linea ferroviaria ad alta velocità e agli eccellenti treni locali, questa regione remota è accessibile con sorprendente facilità, così che sono sempre di più gli appassionati di sci, rafting, uscite in barca ed escursioni a piedi che si recano in questa zona di Honshu per le vacanze.

Il clima di Honshu presenta forti variazioni a seconda della prefettura in cui ci si trova. La parte centrale, di carattere prevalentemente montuoso, è caratterizzata da inverni lunghi e freddi, con copiose nevicate che cadono tra novembre e febbraio, anche se sulle cime più alte la neve non si scioglie fino a giugno. Luglio e agosto sono i mesi migliori per le escursioni ad alta quota, mentre per visitare le pianure il consiglio è quello di partire in primavera o in autunno. All’inizio dell’estate, con l’arrivo dello tsuyu, il monsone, si verificano abbondanti piogge seguite da caldo e umidità. Le coste dell’Honshu occidentale presentano generalmente un clima più mite e gradevole, con l’aria meno umida e le piogge più rare che contribuiscono ad allietare il soggiorno a prescindere dalla stagione. L’Honshu settentrionale è invece caratterizzato da sensibili sbalzi climatici stagionali, con le estati che risultano temperate e piacevoli, e gli inverni contraddistinti da freddo, neve e ghiaccio.

La porta di accesso principale all’Honshu centrale è Nagoya che, con il suo moderno Centrair International Airport, rappresenta uno scalo molto trafficato da svariate compagnie aeree nazionali ed internazionali. Nagoya è anche una delle più importanti fermate degli shinkansen sulla linea Tokaido, mentre un’altra linea collega Tokyo con Nagano. Per spostarsi nell’Honshu occidentale il mezzo più comodo è il treno ad alta velocità che transita lungo la costa del San-yo. Nel tratto litoraneo del San-in l’uso dei treni espresso limita il numero di cambi, dimezzando così il tempo di percorrenza, anche se, per spostarsi dal San-yo al San-in, spesso conviene prendere un autobus. Anche per accedere all’Honshu settentrionale non c’è mezzo migliore dello shinkansen, nella fattispecie del JR Tohoku, che collega Tokyo a Morioka in circa 2 ore e mezzo arrivando fino a Hachinohe.
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