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Okayama, Giappone: guida alla cittÓ, al castello e ai giardini

La prefettura di Okayama-ken comprende le città di Okayama e Kurashiki, oltre ad altre interessanti cittadine e attrattive turistiche, con il ponte Seto-ohashi che costituisce la strada e il collegamento ferroviario principale tra Honshu e Shikoku. Nello specifico Okayama, capoluogo della prefettura, è un’animata e moderna città, così vicina a Kurashiki che è molto facile spostarsi tra i due insediamenti anche con escursioni in giornata. Il centro di Okayama offre diversi siti di interesse, tra cui uno dei tre più celebri giardini del Giappone insieme al Kairaku-en di Mito ed al Kenroku-en di Kanazawa.

La via principale di Okayama, chiamata Momotaro-dori, conduce direttamente dalla stazione ai pressi del castello Okayama-jo ed al giardino Koraku-en, le due attrattive principali del centro. Il primo, chiamato dalla gente del posto semplicemente U-jo, ovvero “Castello del corvo”, fu costruito nel 1597 con un rivestimento di una particolare tonalità di nero che si dice sia stata voluta da un daimyo, un “signore della regione”, come risposta scherzosa all’immacolato “Castello dell’airone bianco” di Himeji. Come molti altri grandi castelli del Giappone, anche l’U-jo andò distrutto durante la seconda guerra mondiale e soltanto la piccola tsukima-yagura, la torretta per l’osservazione della luna, è sopravvissuta al crollo.

Il complesso fu poi ricostruito nel 1966 ed è oggi una moderna struttura in cemento armato come gran parte delle ricostruzioni del dopoguerra; tuttavia, all’interno si trova un’interessante mostra ottimamente illustrata anche in inglese. Il Koraku-en, invece, il cui nome significa letteralmente “il giardino per lo svago dopo”, è considerato uno dei tre giardini più belli del paese ed è una testimonianza palese della propensione giapponese per la classificazione e la numerazione della cose. Creato tra il 1687 ed il 1700, il Koraku-en è un giardino concepito per le passeggiate caratterizzato dalla successione di vasti prati pianeggianti, laghetti, colline, minuscole piantagioni di tè e risaie. Sempre all’interno dei confini del parco non si possono assolutamente perdere il palco del no, il piccolo e grazioso Palazzo Ryuten, dove un tempo si tenevano gare di composizione poetica, ed il vicino ponte a zigzag Yatsu-hashi.

All’interno dell’Okayama Culture Zone spiccano diversi interessanti musei e gallerie davvero suggestive. Nei pressi dell’entrata posteriore del castello, vicino all’angolo del fossato, si trova l’Hayashibara Museum of Art, che ospita una collezione privata di manufatti giapponesi e cinesi. Accanto all’ingresso principale del Koraku-en, invece, è situato lo sfizioso Okayama Prefectural Museum, con mostre sulla storia locale, mentre subito a nord c’è lo Yumeji Art Museum, dove sono esposte le opere del famoso artista Yumeji Takehisa. Subito a nord della fine di Momotarodori, nel punto in cui la linea tranviaria svolta verso sud, si trova l’eccellente Okayama Orient Museum, seguito a breve distanza dall’Okayama Prefectural Museum of Art.

Tra gli altri luoghi di interesse turistico da non perdere ricordiamo: il Nishi-Gawa, una sottospecie di canale fiancheggiato da giardini e sculture non lontano dalla stazione; il Toko-en, un altro giardino di minore importanza rispetto al Koraku-en ma comunque degno di nota; ed il Sogen-ji, un tempio piuttosto antico che vanta un famoso giardino Zen. La Prefettura di Okayama è nota inoltre per il suo Circuito Internazionale (Okayama International Circuit), su cui si svolsero anche un paio di Gran Premi di Formula 1, vinti nel 1995 e 1990 da Michael Schumacher. Il circuito non fa più parte del carosello F1, dato che la sua ubicazione decentrata lo rendeva meno attraente per il circod ella Formula One, pur essendo un tracciato tecnicamente molto interessante.

L’evento più importante dell’anno di Okayama è senza dubbio la Saidai-ji Eyo, la “Festa nuda del Saidai-ji”, che si svolge a mezzanotte del terzo sabato di febbraio presso il tempio Kannon-in nella zona del Saidai-ji. Durante la manifestazione, un gran numero di uomini quasi nudi combatte per due shingi (bastoni di legno) sacri mentre viene loro versata sopra dell’acqua gelida; nonostante l’apparente masochismo del rituale, tutti sembrano divertirsi un mondo nel corso di questo percorso di purificazione.

Il clima è temperato-umido, contraddistinto da estati calde, ma generalmente piovose, e da inverni secchi e un po’ freddi. Il mese più caldo dell’anno è luglio, durante il quale le temperature massime superano stabilmente i 30 gradi, mentre le minime difficilmente scendono sotto i 23; quello più freddo è invece gennaio, quando le minime si approssimano allo zero e le massime non riescono quasi mai ad andare oltre i 10 gradi nonostante il sole che spesso troneggia alto nel cielo.

L’aeroporto di Okayama si trova 20 chilometri a nord-ovest della stazione; da qui partono voli interni per le principali città del Giappone e alcuni voli internazionali soprattutto per destinazioni del Pacifico. A collegare l’aeroporto alla città ci pensa una comoda linea di autobus con mezzi che impiegano circa 40 minuti per condurvi dallo scalo al centro. Okayama è collegata dallo shinkansen Sanyo Hikari a Hakata, Osaka, Kyoto e Tokyo, mentre la linea JR Hakubi la mette in comunicazione con Yonago, nella Tottori-ken, sulla costa San-in. Se si è diretti a Kurashiki, verso ovest, è più rapido effettuare il trasbordo dallo shinkansen a Okayama che non a Shin-Kurashiki.
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 Pubblicato da - 17 Luglio 2010 - ę Riproduzione vietata

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