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Le foto di cosa vedere e visitare a Brisighella

Brisighella: le terme, la Torre dell'Orologio e la Rocca medievale

Chi l’ha detto che per ammirare un panorama romantico ci vogliono spiagge bianche, altezze mozzafiato, monumenti strepitosi o prodigi della natura? In mancanza di tutto questo si possono trovare valide alternative. Non sarà tra le Sette Meraviglie del Mondo, ma atmosfere suggestive da batticuore si possono trovare anche nel piccolo borgo medievale di Brisighella. Chi ama la semplicità e la genuinità non potrà resistere a questa cittadella della Romagna, di appena 8 mila abitanti, situata in provincia di Ravenna lungo la strada tra il capoluogo provinciale e Firenze.

Abbarbicata come una scalatrice impavida sui rilievi dell’Appennino Tosco-Romagnolo, Brisighella si mostra sin da lontano come una scultura affascinante, adagiata su tre pinnacoli rocciosi che come piedistalli la innalzano verso il cielo. Sul primo poggia la Rocca manfrediana del XIV secolo, sul secondo il Santuario del Monticino e sull’ultimo la caratteristica torre, detta “dell’Orologio”. Le origini del borgo, con i suoi tre speroni agghindati di architetture imponenti, risalgono al lontano 1200, quando Maghinardo Pagani scelse una delle punte di selenite per innalzare la roccaforte più importante della Valle del Lamone. Lo seguì Francesco Manfredi, Signore della vicina Faenza, nel 1310, realizzando la Rocca di Brisighella.

Il risultato che oggi possiamo ammirare è una cittadina a dir poco incantevole, fatta di piccoli dettagli graziosi ma anche di edifici autorevoli, che hanno resistito ai secoli per poter raccontare a noi la storia della vallata. Inserita tra i Borghi più Belli d’Italia, qualificata Cittaslow e insignita della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, Brisighella dimostra di saper unire la bellezza esteriore a una qualità di vita eccellente, testimoniata dai ritmi squisitamente lenti che sanno riempirsi di vivacità quando è ora di fare festa.

Tra le vie più caratteristiche del centro c’è la Via degli Asini, che un tempo veniva percorsa dalle carovane di animali intenti a trasportare materiale dalle cave di gesso della zona. In realtà si tratta di un lungo portico, che in origine poggiava su un massiccio costolone di roccia: solo successivamente lo zoccolo alla base venne scavato e vi si realizzarono delle stalle e dei negozi, trasformando il portico in una sorta di via sopraelevata.

Gli edifici che costellano il centro sono numerosi, ma tra i più importanti non si possono non citare la Chiesa dell’Osservanza del 1520, con una splendida tela del Palmezzano che raffigura la Madonna con Bambino e Santi, e la Pieve di San Giovanni in Ottavio, realizzata nell’XI secolo su una struttura preesistente. La Pieve si chiama così perché è in corrispondenza dell’ottavo miglio a partire da Faenza. Da non dimenticare, infine, la già menzionata Rocca del 1228, caratterizzata da una serie di torri cilindriche.

Esplorato il cuore antico della cittadina ci si può dedicare al relax alle Terme di Brisighella, oppure ci si può spingere alla scoperta della natura circostante visitando il Parco del Carnè, ottimo punto di partenza per le passeggiate sulla Vena del Gesso, verso la Grotta Tanaccia o attraverso i mille sentieri che solcano gli Appennini.

Chi si stesse chiedendo qual è il periodo migliore per visitare il borgo, può valutare diversi fattori. Il clima consiglierebbe forse la primavera, quando la campagna si risveglia e le temperature sono piacevoli, ancora a metà strada tra la frescura e il tepore dei primi soli. In piena estate e in pieno inverno le temperature medie non sono sempre troppo piacevoli: in gennaio la minima media è di 1°C e la massima di 6°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 20°C ai 29°C. Il mese più colpito dal maltempo, con una media di 68 mm di pioggia, è novembre.

Se invece si vuole scegliere il periodo più vivace da un punto di vista ludico e culturale si deve optare assolutamente per giugno e luglio: è infatti questo il periodo in cui si svolgono le famose Feste Medievali, che per un fine settimana trasformano il borgo e la sua Rocca in una contrada popolata da pellegrini, cavalieri, mercanti, giocolieri e nobili dame, tra danze tradizionali, musica, giochi e tante prelibatezze.

Le prelibatezze, a dire il vero, si possono reperire facilmente tutto l’anno: a Brisighella la tradizione eno-gastronomica è un vero fiore all’occhiello, forte di vitigni pregiati e massaie espertissime. I vini e i cibi squisiti fanno sì che la città sia segnalata lungo la Strada del Sangiovese e dei Sapori delle colline di Faenza, e il prodotto principe è l’olio extravergine d’oliva DOP.

Da assaggiare il formaggio stagionato nelle grotte di gesso, la carne di mora romagnola e il carciofo moretto, festeggiato nella sua apposita sagra del carciofo, mentre il piatto da provare è la spoja lorda: una sfoglia di pasta fresca all’uovo ripiena di ricotta, raveggiolo, parmigiano, uova e noce moscata, cotta nel brodo ma proposta ovviamente in tante golose varianti.

Come raggiungere Brisighella: Chi viaggia in auto deve percorrere la A14 e uscire a Faenza o Imola, quindi seguire le indicazioni sulla SS9 Emilia e sulla Statale 302 in direzione Firenze. Per chi preferisce il treno c’è la vicina stazione di Faenza sulle linee Milano-Lecce e Bologna-Ancona, oppure la stazione di Brisighella sulla linea Faenza-Firenze via Marradi. Infine gli aeroporti più vicini sono quelli di Forlì, Bologna e Rimini.
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 Pubblicato da - 11 Settembre 2009 - © Riproduzione vietata

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