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Le foto di cosa vedere e visitare a Champorcher

Champorcher: neve, piste ed impianti! Sciare in Valle d'Aosta

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Come un sovrano orgoglioso del suo regno, il borgo di Champorcher ammira dall’alto la vallata a cui dà il nome, dalla sua postazione di vedetta a 1427 metri di quota. Il villaggio della valle d’Aosta di appena 420 abitanti, membro della Comunità Montana Mont Rose, è un piccolo gioiello incastonato tra le vette alpine, incorniciato da sagome colossali di roccia tappezzate di foreste o di neve, a seconda della stagione. Chi ha voglia di bellezza e sogna di riempirsi gli occhi di panorami idilliaci, respirando i profumi freschi della natura e ascoltando le voci del bosco, a Champorcher troverà il rifugio perfetto.

Il nome lo deve probabilmente a San Porzio, in francese Porcier, soldato della legione Tebana che dopo essere sfuggito alla morte si diresse con San Besso verso la Valle d’Aosta. Le strade dei due santi a questo punto si divisero: san Besso raggiunse la Val Soana, mentre san Porzio predicò il Vangelo proprio nella valle di Champorcher. il toponimo, lambito dalle acque del torrente Ayasse, significa dunque ‘Campo di Porcier’, ma per gli amanti della montagna significa soprattutto pace, divertimento e tradizioni genuine.

Come in età feudale, il borgo si sviluppa tutt’intorno al castello centrale, che tuttavia fu demolito nel 1212 ed è oggi testimoniato da una torre merlata. Due secoli dopo, sui resti del maniero, fu eretta la bella chiesa di san Nicola, che è tuttora scrigno di opere notevoli da un punto di vista storico e artistico ed è affiancata da un campanile slanciato, in cui suona una campana del 1548. Accanto alla chiesa un punto panoramico particolarmente suggestivo mostra le cascate formate dall’Ayasse, grandiose e potenti, dallo scroscio intenso.

La valle attrasse da sempre personaggi di spicco quali il re Vittorio Emanuele II, che nel XIX secolo possedeva la riserva reale di caccia della vicina Dondena. Salendo di quota, invece, si scoprono gli scenari sublimi della vera montagna: speroni rocciosi e scarpate, spaccature che incutono timore ma anche vedute celestiali, che invitano a passeggiare o a inforcare gli sci. Il comprensorio sciistico è di dimensioni ridotte, ma il paesaggio è meraviglioso: coronato dalla Rosa dei Banchi, può contare su cinque impianti di risalita.
Le piste da sci alpino si snodano per una ventina di chilometri, occupando le pendici della Cimetta Rossa, terrazza naturale affacciata alla conca di Dondena, e le vette della Rosa dei Bianchi e del Mont Glacier, sino a 3000 metri di quota. Chi vuole praticare lo sci di fondo può immergersi nel fitto della pineta lungo l’Ayasse, che in estate si trasforma in una bella area da picnic di 5 ettari, dotata di parcheggio, tavoli, vari fornelli e due chalet con servizi igienici.

L’estate è generosa di proposte avventurose: tra le località di Chateau e Chardonney ci si può cimentare in diverse attività sportive, dal tennis al calcetto, sino al basket e alla pesca di trote nel torrente. Gli itinerari da escursione ricamano il territorio immergendosi tra pascoli e foreste, pronti ad essere scoperti a piedi, a cavallo o in bicicletta, assaporando le bellezze incontaminate del Parco Nazionale del Gran Paradiso e del Parco Regionale del Mont Avic.
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A raccontare le tradizioni di Champorcher e della sua valle ci sono tante piccole cappelle affrescate, testimoni preziose della devozione religiosa, e i caratteristici forni valdostani in cui si cuoceva il pane. In paese si può visitare la mostra permanente di tessuti artigianali realizzati in canapa, e si può assistere alla lavorazione del materiale sul telaio.

Non mancano le occasioni di festa, come lo storico pellegrinaggio al santuario della Madonna delle Nevi, vicino al lago Misérin, che si ripete ogni anno all’inizio di agosto. Nello stesso periodo c’è la festa del pane nero di segale, preparato in questa zona secondo una ricetta speciale, arricchita con castagne, cumino e frutta secca. Cotto una volta all’anno nel forno comune il località Melier, il pane viene consumato caldo e fragrante, oppure conservato sulle rastrelliere apposite in legno dette ‘ratele’. Una volta essiccato lo si può spezzare con un attrezzo chiamato ‘Copapan’. In inverno la magia del Natale invade il borgo e le piste da sci: le bancarelle dei mercatini e le luci della tradizionale fiaccolata di fine anno portano a Champorcher un’atmosfera suggestiva, da villaggio di bambole.

Per arrivare a Champorcher si possono valutare diverse opzioni. Chi viaggia in auto può servirsi della A5 e uscire a Pont-Saint-Martin, quindi percorrere la statale 26 fino a Hône e imboccare il bivio per la SR 2 di Champocher. Chi sceglie il treno può scendere alla stazione di Hône-Bard, a 10 km dal paese, sulla linea Aosta-Chivasso-Torino, mentre l’aeroporto più vicino è quello di Torino-Caselle.

Giunti a destinazione troverete un clima tipicamente alpino, d'estate asciutto e temperato. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di -3°C a una massima di 6°C, mentre in luglio si passa dai 16°C ai 28°C, e le precipitazioni si concentrano soprattutto in primavera raggiungendo un picco 120 mm di pioggia nel mese di maggio.
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