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Lavarone e il suo lago. Sci e trekking in Trentino

Lavarone, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

In tedesco e cimbro si chiama ‘Lafraun’, ma per gli italiani è semplicemente Lavarone, paese del Trentino Alto Adige in provincia di Trento. Un nome dall’origine incerta, che per alcuni deriva da ‘làvara’, ‘pietra piatta’, e farebbe riferimento al bell’altopiano che come un piedistallo innalza il borgo verso il cielo; per altri viene da ‘lovàra’, ovvero la fossa scavata per catturare i lupi, ma forse deriva dal verbo ‘labare’ che potrebbe richiamare l’erosione del suolo operata dalle acque e dai ghiacciai.

Ovunque affondino le radici del suo nome, Lavarone non è un vero e proprio centro, ma piuttosto un agglomerato di 19 frazioni distribuite in un territorio affascinante, tra valli, pascoli e vette imponenti. Popolato da poco più di mille abitanti, compreso nell’Alta Valsugana, il comune è situato sull’omonimo altopiano a circa 1200 metri di quota, e confina con i comuni di Caldonazzo, Folgaria e Luserna e con la provincia di Vicenza.

Il paesaggio delle Prealpi vicentine è uno scenario selvaggio ma allo stesso tempo accogliente, che fa sentire i visitatori piccoli e potenti allo stesso tempo: il senso di infinito e di libertà si scontrano con la grazia delle casette tipiche di montagna, con il calore dei borghi antichi e la familiarità di tradizioni antiche, nate dai desideri e le paure dell’uomo. A spezzare la tavolozza dei verdi c’è una moneta argentea: è il piccolo lago di Lavarone, lo specchio d’acqua preferito da Sigmund Freud, intorno al quale l’intellettuale amava passeggiare e trascorrere le proprie vacanze nei primi anni del Novecento. A seconda della stagione il lago cambia faccia e regala divertimenti diversi: balneabile in estate, in inverno si trasforma in una lucente lastra ghiacciata, pronta a farsi ricamare dalle lame dei pattini.

Intorno a Lavarone non mancano alcune testimonianze storiche eloquenti, prima fra tutte il Forte Belvedere Gschwent, fortezza austro-ungarica ancora in ottime condizioni che ospita il Museo della prima guerra mondiale. Impettita ed austera, situata a 1177 metri di quota, la struttura occupa uno sperone roccioso a sud della Contrada Oseli, protesa verso la Valdastico e la Valle del Rio Torto. Il museo occupa i tre piani della Caserma principale: al piano terra si ripercorre la storia del Forte e del fronte fortificato degli altipiani di Folgaria, Lavarone e Vezzena; al primo piano è ricostruita la vita all’interno del forte e durante la guerra che coinvolse l’arco alpino; infine al secondo piano si spazia più in generale tra le tematiche del conflitto, con un occhio particolarmente attento alla vita di trincea e alla situazione dei soldati al fronte.

Chi visita Lavarone cerca soprattutto il divertimento, il relax e la possibilità di cimentarsi negli sport invernali, infatti in frazione Bertoldi parte il carosello dello sci alpino, anche se la morfologia della località è più indicata per lo sci di fondo. Non a caso vi si svolge ogni anno la Millegrobbe, importante competizione internazionale di fondo, ma anche lo sci classico vanta una ventina di chilometri di piste dello Ski Center Lavarone, con impianti accessibili mediante il sistema di trasporto integrato Skibus. Da Bertoldi a Passo Vezzena la neve è sempre perfetta, grazie alla temperature ideali del clima alpino oppure, all’occorrenza, all’efficiente sistema di innevamento artificiale.

Con la fine dell’inverno non finiscono le sorprese, perché anche la primavera e l’estate regalano scenari magnifici che fanno venire voglia di passeggiare, praticare il trekking e pedalare in mountain bike tra boschi, prati e pascoli. Le manifestazioni e gli eventi culturali si distribuiscono in ogni periodo dell’anno: da non perdere la settimana di studi psicanalitici intitolata a Sigmund Freud, in memoria delle sue vacanze nella zona, e la presentazione delle novità librarie nel mese di agosto. Tra gli appuntamenti sportivi si ricordano la già citata Millegrobbe, la sola competizione di sci di fondo a tappe nel panorama italiano, e la ‘100 km dei forti’ in mountain bike. Da non perdere anche le manifestazioni minori ‘Camminalago’, ‘Cappelli in festa’ e ‘Mille Volti’, dedicate ai più piccoli.

Ogni stagione, dunque, dona a Lavarone un aspetto diverso e propone ai visitatori un ventaglio infinito di possibilità. Le atmosfere cambiano da un mese all’altro coi mutamenti del clima alpino, che in inverno è rigido e generoso di neve, e anche in estate si mantiene fresco, con un’aria limpida e tersa che invita a passeggiare e respirare a pieni polmoni. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di -5°C a una massima di 6°C, mentre in luglio e agosto si va dai 15°C ai 29°C. Maggio, con una media di 10 giorni piovosi, è il mese più colpito dal maltempo, mentre in inverno prevalgono le precipitazioni a carattere nevoso.

Per arrivare a Lavarone si può scegliere tra varie possibilità e mezzi di trasporto. In auto bisogna prendere l’autostrada A22 del Brennero: se si arriva da nord si prende l’uscita Trento Centro e si percorre la SS 349 della Fricca fino alla meta; se si viene da sud si esce a Rovereto Nord e si prosegue sulla SS 12 fino a Calliano e sulla SS 350 Valdastico.
Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Trento e Rovereto, rispettivamente a 28 km e 30 km da Lavarone, collegate al paese dagli autobus della Società Trentino Trasporti, mentre gli aeroporti più vicini sono quello di Bolzano e il Catullo di Verona.
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