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Vacanze in Appennino: estate o inverno, ma a Sestola!

A Sestola esiste un turismo per tutte le stagioni. In estate la città è meta delle villeggiature estive, con gli alberghi che si riempiono per la fuga dei cittadini che non sopportano l'afa e la calura del solleone. In autunno i boschi sono frequentati dagli amanti delle passeggiate e dai cercatori di funghi e tartufi, ma già da fine novembre il campo è lasciato libero agli appassionati della neve e degli sport invernali, che frequentano il comprensorio sciistico del Monte Cimone fino a primavera inoltrata, magari lasciano spazio alle mountain bike quando le nevi si ritirano definitivamente.

Il centro di Sestola ha comunque delle attrattive turistiche, a prescindere delle risorse naturali. Degna di nota è la bella Fortezza di antiche origini, probabilmente vecchia di 1.500 anni, che si trova in una suggestiva posizione che domina sulla città. Il centro è piacevole da passeggiare e il recente sviluppo turistico lo ha impreziosito di negozi e attività commerciali che rendono piacevole lo shooping.

Le escursioni raccomandate sono quelle che conducono al Cimone, sfruttando la strada panoramica che conduce al Passo del Lupo. Una prima sosta può essere fatta a Pian del Falco a circa 1300 m di quota collegata a Sestola anche con una seggiovia. D'inverno, se l'innevamento lo consente, si può sciare anche in questa località. Più in alto oltre i 1500 m si trova Passo del Lupo, immersa nei boschi di conifere e punto di arrivo della strada asfaltata. Da qui in inverno partono gli impianti princiapale che conducono al Cimone e al Cimoncino, d'estate si può proseguire per splendide passeggiate.

Una di queste conduce al bel lago della Ninfa, circondato da abetaie e luogo ideale per tranquille passeggiate e pic-nic. Chi possiede un buon passo può tentare la risalita verso Pian Cavallaro, dove a 1800 m il panorama sulla provincia di Modena è veramente sconfinato. Nelle vicinanze si trova una postazione militare, a circa 200 m dalla vetta della montagna. Basta un picco sforzo, magari sfidando i forti venti che di frequente spazzano la cima del monte e si può arrivare a toccare la vetta dell'Appennino con i 2165 m del Monte Cimone. Se la giornata è tersa, il panorama è assolutamente memorabile. E' come trovarsi di fronte ad un atlante geografico, con la chiostra alpina che si estende dal Monte Bianco fino al Mone Nero in Slovenia, la pianura padana con le sue foschie a perdivista nella foschia e l'azzurro dell'Adriatico settentrionale. Alle Spalle la catena aguzza delle Alpi Apuane, la sconfinata teoria delle colline toscane e la vastità del mare Tirreno, interrotta dai profili dell'isola d'Elba e delle vette della Corsica. In una sola parola: sublime.

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