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Le foto di cosa vedere e visitare a Fiumalbo

Fiumalbo: visita al borgo dell'Emilia-Romagna e i suoi eventi

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Occupa il cuore dell’Appennino Tosco-Emiliano uno dei Borghi più belli d’Italia, Fiumalbo, paese di poco più di 1.200 abitanti all’estremo sud della provincia di Modena. Il suo nome – anticamente flumen album (fiume bianco) - riflette in breve le caratteristiche del territorio sul quale s’adagia, ricco di torrenti (il Rio Acquicciola e il Rio San Francesco) e fiumi nonché di montagne.

I paesaggi del Cimone

Siamo nel comprensorio del Parco Naturale del Frignano, entro cui la località si sviluppa variando altimetria fra un minimo di 935 metri s.l.m del centro storico ad una altitudine di 2.165 metri a salire sul Monte Cimone, rilievo che s’erge a protezione degli abitati circostanti offrendo in inverno l’atteso pretesto per sciare o darsi alle camminate con le ciaspole.

L’isolamento quasi eremitico del borgo ha recato molteplici vantaggi, uno fra tutti quello di preservare l’urbanistica su cui si fonda, un tratto speciale per il quale il paese è assurto a vera e propria Città d’Arte, intreccio di vie e casupole in pietra forgiato nel verde dei boschi dell’hinterland modenese, ecosistema che ha sempre favorito un clima ideale, fresco ma baciato dal sole, uno dei motivi che hanno foraggiato il dilagar del turismo moderno, soprattutto dopo il riconoscimento della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano: esso ha tenuto conto di ogni pregio dato dal paesaggio, dalla conformazione strutturale, dalla natura ammantante e da una storia che, attraverso un millennio ca. di sussistenza suffraga le lodi fin qui tessute.

Cenni di storia

Fiumalbo viene infatti nominato in un documento risalente al 1038 e concernente la cessione della Rocca al vescovo Viberto da parte del marchese Bonifacio di Canossa, padre della celebre Matilde. Un salto temporale ci catapulta nel ‘700, secolo che vide salire alla ribalta nel borgo la famiglia Bondi-Santi, capace di influenzare diremmo in positivo il futuro di Fiumalbo, prospero anche in termini demografici fino all’inizio del ‘900, quando molti fiumalbesi emigrarono in massa in cerca di fortuna in ambito lavorativo.

La popolazione, attestata fino all’Ottocento intorno alle 5.000 persone, ne conta oggi quasi 4.000 in meno. Poco male poiché suppliscono i turisti, desiderosi di vivere da vicino il blasone che Fiumalbo ha saputo accumulare in tutti questi anni ricamando una veste architettonica costellata di edifici risonanti e armoniosi.

In inverno Fiumalbo offre un piccolo comprensorio sciistico (Fiumalbo / Doccia), dotato di 3 impianti di risalita, uno snow-park e un dislivello complessivo di 650 metri per la sua bella pista blu.

Cosa vedere a Fiumalbo

L’Oratorio di San Rocco osserva la cura rinascimentale delle linee, contrariamente alla Chiesa di Santa Caterina, d’estrazione seicentesca e oggi sede del Museo di Arte Sacra. Al ‘500 risale la Chiesa dell’Immacolata Concezione, che più di tutto sfoggia un particolare stendardo di notevoli dimensioni, dipinto su ambi i lati con le immagini della Vergine e della Madonna col Bambino fra i Santi Bartolomeo e Rocco.

... Pagina 2/2 ... Dobbiamo temporaneamente portarci fuori dall’abitato per giungere alla Chiesa dei Santi Donnino e Francesco, che all’interno depone molteplici altari e tele di egregio valore. Giacciono tranquilli nel centro gli oratori di Sant’Antonio e del Costolo, mentre di più irruenta bellezza si mostra la Chiesa di San Michele Arcangelo, a navata unica e abside semicircolare, che coniuga elementi architettonici di epoche nettamente diverse ma ciò nonostante incredibilmente conciliabili fra loro.

Chiude il parterre di edifici religiosi il monumento ecclesiastico di Fiumalbo, vale a dire la Parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo, eretta su un preesistente luogo di culto duecentesco nel 1592. Possiede in primis un bel portale con protiro rinascimentale, da cui si accede all’interno a tre navate scandito da colonne monolitiche, arcate scolpite e uno stupendo soffitto intagliato a cassettoni realizzato nel XVII secolo. E’ del Saccaccino la tavola cinquecentesca della Madonna e Santi, mentre attribuite ad Adeodato Malatesta sono la tavola del Redentore e il Martirio di San Bartolomeo, a corollario dei quali si pone la pletora di arredi sacri su cui s’eleva per importanza la croce in lamina d’argento firmata dagli orafi modenesi Antonio e Jacopo da Porto.

Mentre l’abitato è pervaso in punti strategici dalle Mangolfe, sculture dalla natura apotropaica, la corona verde è contraddistinta dalla presenza timida delle Capanne celtiche, la cui costruzione venne presumibilmente influenzata dal passaggio di antiche popolazioni qui insediatesi per un certo periodo: la loro forma ricorda appunto una capanna, s’erge su due piani con copertura di paglia e tetto a gradoni su impianto in pietra arenaria.

Eventi, feste e manifestazioni

Fiumalbo ama il lume di candela e la luce delle fiaccole, così non perde occasione per rinvigorire questo rapporto attraverso manifestazioni che ne accentuano il carattere, ad esempio la Fiaccolata di Carnevale nella giornata del Martedì Grasso, l'Infiorata del Corpus Domini a giugno e la Festa patronale di San Bartolomeo la sera del 23 agosto. Di diverso genere risultano il Presepe Vivente, proposto ogni due anni, e Parole sui Muri, in verità una mostra che è ricordata per aver avuto una vita molto breve, appena un anno, in cui l’edizione (l’unica) si rivelò un autentico successo artistico mai più replicato per l’ostracismo di molti cittadini.
Specialità di Fiumalbo è il suo croccante, un dolce la cui ricetta rimane ancora segreta e riprodotta soltanto da alcune pasticcerie del centro storico.

Come arrivare a Fiumalbo

Dalla A1 occorre uscire a Modena Nord o Sud, oppure Bologna Casalecchio, poi imboccare la SS 12 per proseguire in direzione Pievepelago e Fiumalbo; la stazione ferroviaria si trova a Modena e la distanza di ca. 70 km è colmata con gli autobus di linea ATCM; l’aeroporto più vicino è a Bologna e dista ca. 80 km.


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