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Gaeta (Lazio): vacanze nel borgo della Riviera di Ulisse

Gaeta, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Incastonata lungo un litorale dal nome eroico, la Riviera di Ulisse, e abbracciata dal golfo a cui dà il nome, Gaeta è una città laziale di quasi 22 mila abitanti, all’estremità più meridionale della provincia di Latina. Distante 80 km da Napoli e 120 km circa dalla capitale, Gaeta dispone le case colorate e i palazzi fitti lungo il litorale, come se nell’entroterra non ci fosse abbastanza spazio e le strade dovessero espandersi oltre la riva, nel blu fresco del Mar Tirreno.

Amata località balneare, dotata delle migliori strutture turistiche, la città deve gran parte del suo fascino proprio al mare, che lambisce con dolcezza le coste modellando spiagge e calette, e alita verso la terraferma una brezza ristoratrice che rende piacevole il soggiorno in ogni stagione. La spiaggia più attraente è Serapo, che si snoda ad occidente della Montagna Spaccata, e vanta un arenile di sabbia fine, ben attrezzato. Procedendo in direzione di Sperlonga si trova un altra caletta rinomata, chiamata le Scissure.
Tuttavia l’ospitalità del paesaggio non è la sola attrattiva, e chi decide di passare qui una vacanza all’insegna del relax potrà comunque spezzare il riposo con una bella esplorazione del borgo del centro, ricchissimo di edifici storici e di appassionanti testimonianze artistiche.

Un elevato numero di chiese, ad esempio, è disseminato nel tessuto urbano, e una più di tutte si distingue per imponenza e eleganza: si tratta della Cattedrale di Sant’Erasmo, innalzata tra il X e l’XI secolo su una precedente chiesa del VII secolo. Ricostruita nel 1231 in seguito a un rovinoso terremoto, poi mutata in stile neoclassico da Pietro Paolo Ferrara, oggi la costruzione si impone allo spettatore con una maestosa facciata neogotica del 1903, purtroppo un po’ nascosta dall’angusta viuzza in cui si affaccia. Una volta espugnata la cattedrale, il senso di soffocamento viene dimenticato, per lasciare spazio all’idea di grandezza: l’ampia navata centrale è affiancata da due navate centrali su cui si aprono 4 cappelle, abitate da splendidi altari barocchi policromi. In fondo, sopra l’altare principale realizzato da Dionisio Lazzari, fa bella mostra di sé un bel crocifisso dipinto dell’Ottocento.

Uscendo dalla chiesa e facendo il giro intorno alle possenti mura, si raggiunge la parte posteriore, dove si apriva l’ingresso dell’edificio precedente. Qui, slanciato e fiero, si eleva il campanile realizzato da Niucholangelus Romanus: il nome dell’artista è scritto in un cartiglio, serrato nel becco dell’aquila che occupa la volta della strombatura. In stile arabo moresco, il campanile sale verso il cielo con tre eleganti piani di bifore, sormontati da un cupolino ottagonale. Poco lontano, dietro alla Cattedrale, si può ammirare il Palazzo Arcivescovile, un tempo sede della scuola degli Scolopi, con una suggestiva loggia esterna che si affaccia proprio a pochi metri dal mare, come se volesse farsi accarezzare dallo sciacquio delle onde.

La chiesa più antica è invece quella di Santa Lucia, risalente al lontano VII secolo a.C. e restaurata più volte nel corso dei secoli, mentre il primato per lo sfondo più suggestivo spetta al Santuario della Montagna Spaccata. Eretto nell’XI secolo in una spaccatura rocciosa che arriva fino alla Grotta del Turco, creatasi secondo la tradizione in occasione della morte di Cristo, il santuario è raggiungibile tramite una scalinata. Gradino dopo gradino, spingendosi nell’atmosfera surreale e sacra delle viscere della montagna, si può vedere sulla parete di destra un’incisione in latino con l’impronta della cosiddetta “mano del Turco”, lasciata secondo la leggenda da un miscredente turco che avrebbe posato la mano sulla roccia.

Infine, tra i monumenti di tipo civile, si distingue lo splendido Castello di Gaeta, maniero possente simbolo della città, costituito attualmente da due sezioni comunicanti appartenenti a periodi diversi. La parte bassa, detta Angioina, venne realizzata appunto nel periodo di dominazione francese angioina, mentre quella più elevata è la parte Aragonese, voluta dall’imperatore Carlo V.

Tra spiagge accoglienti dalle strutture moderne, chiese austere che rimandano al medioevo e fortezze dal carattere impavido, Gaeta è quindi un bel connubio di presente e storia, dove ogni angolo della città ha qualcosa da raccontare. A parlare delle tradizioni e degli usi, poi, ci pensano le manifestazioni tipiche del luogo, che si susseguono durante l’anno con vivacità e senso dell’ospitalità. Gliu Sciuscio, tipico evento del folclore gaetano, si tiene la notte del 31 dicembre e prevede l’esibizione di tante orchestre locali, che utilizzano strumenti musicali artigianali e bizzarri e vagano per le strade di Gaeta augurando il buon anno ai cittadini.

Ma i turisti che si trovano in città in estate potranno apprezzare più facilmente la processione della Madonna di Porto Salvo, che la seconda domenica di agosto parte dalla Chiesa degli Scalzi e, in barca, raggiunge il cuore del Golfo di Gaeta. Per finire, ci si potrà coccolare con le specialità gastronomiche del luogo: le deliziose sciuscelle e i mostaccioli sono i dolci tipici dell’inverno, mentre la tiella è la pizza caratteristica, appetitosa e farcita con i ripieni più vari. Ma la ciliegina sulla torta sono le olive gaetane, dalla particolare colorazione nera e le dimensioni molto ridotte: le olive sono così buone perché si nutrono del sole caldo laziale e del profumo di salsedine portato dal mare.

A favorirne la produzione, infatti, contribuisce il buon clima temperato del territorio: alle temperature basse ma non rigidedell’inverno, anche grazie alla protezione indotta dai Monti Aurunci nell'interno, rispondono in estate valori estremamente piacevoli, adatti alle giornate in spiaggia ma non torridi. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da 1-2°C per le minime a 11-13°C per le massime, mentre in luglio e agosto si passa dai 16°C ai 30°C. Le precipitazioni, piuttosto scarse nei mesi estivi, si concentrano maggiormente nei mesi autunnali e invernali, con un apice di 202 mm di pioggia in novembre.

Sono diversi i modi in cui si può raggiungere Gaeta. Gli aeroporti più vicini sono quello di Roma-Fiumicino, quello di Roma-Ciampino e quello di Napoli-Capodichino. Sia a Roma che a Napoli, poi, le stazioni ferroviarie sono collegate regolarmente con l’area del Golfo di Gaeta, tramite lo scalo di Formia. Per evitare il cambio a Roma, provenendo da nord, si possono scegliere alcuni treni diretti da Milano-Bologna-Firenze o da Trieste-Venezia.

Per chi sceglie l’auto bisogna percorrere l’Autostrada del Sole fino all’uscita di Cassino, poi prendere la superstrada che porta a Formia e proseguire verso Gaeta. Venendo da nord si può uscire anche a Roma sud dall’Autostrada del Sole A1, proseguire sul Grande Raccordo Anulare verso Napoli, quindi la Strada Statale 148 Pontina. Superata Terracina, si raggiunge Gaeta mediante la Litoranea SS 213 Flacca. Provenendo da sud, invece, si può percorrere la SS Domiziana da Napoli.
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 Pubblicato da - 07 Agosto 2013 - Riproduzione vietata

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