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Cabras e la penisola del Sinis: una Sardegna da ricordare

Cabras, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Cabras è a pochi chilometri da Oristano, ma grazie alle bellezze naturali, ai suoi tesori archeologici e ai suoi monumenti e al suo stagno ricco di avifauna, brilla di luce propria ed è un punto di accesso all'affascinante penisola del Sinis

Se vi interessano i tesori archeologici potete partire dal santuario ipogeico di S. Salvatore, ubicato nell'omonimo villaggio. San Salvatore è piuttosto venerato nella zona e numerose sono le manifestazioni che lo ricordano. Ricordiamo la la corsa degli scalzi che ricorda un salvataggio miracoloso della statua del santo durante un'incursione di pirati. Questa sagra è molto particolare e vale la pena di venirla a vedere se non altro per scoprire un villaggio caratteristico e il fascino delle vicine capanne di San Giovanni di Sinis.

San Giovanni di Sinis è in pratica la marina di Cabras, sulla costa meridionale della penisola del Sinis, in passato era praticamente un borgo costituito da sole capanne, che venivano costruite con un'erba prelevata dalla stagno, il falasco,ma attualmente ha subito un po' troppo la crescita di un urbanistica alquanto disordinata ed invadente. Percorrendo la strada che qui conduce si può vedere in lontananza lo stagno di Mistras, mentre nei sobborghi alla cittadina si trova la chiesa di S. Giovanni di Sinis, costruzione poderosa a tre navate, realizzata in pietra arenacea, di fatto uno dei monumenti cristiani più vetusti dell'isola, un tempo già chiesa campestre della Tharros medioevale. Ma San Giovanni è anche mare e vacanza, con belle spiagge bianche e acque limpide che concedono il giusto relax a chi viene da queste parti durante la stagione balneare.

Chi giunge a San Giovanni di Sinis viene sostanzialmente per il suo mare ma anche per visitare Tharros, città fondata dai Fenici, da tutti gli esperti riconosciuta come uno dei siti archeologici più importanti di tutto il Mediterraneo. La valenza archeologica si sposa al paesaggio assolutamente straordinario, costituito dal mare splendido che cinge su due lati il sito, dalla presenza di dune di sabbia e dal profilo della della torre di San Giovanni che suggella tale panorama. È uno dei quei rari esempi che vedono l'archeologia sposarsi alla natura in un contesto davvero unico e speciale.

Tutto il Sinis comunque è una regione dove trionfa la natura e Il paesaggio diventa di una bellezza straordinaria, a partire dallo Stagno di Cabras, per dimensioni uno dei più grandi d'Italia se non d'Europa. Le sue rive sono bordate di fitti canneti ed ospitano da numerose specie di uccelli acquatici. Si trovano anatre, folaghe, limicoli, aironi e specie trampolieri e fenicotteri.
Una delle peculiarità di Cabras è costituita dal "fassone", una barca realizzata con steli di fieno palustre legati fra loro. La barca dura circa tre mesi poi marcisce: ricorda le antiche imbarcazioni egizie di papiro oppure le "balsas" del lago Titicaca, al confine fra Perù e Bolivia.

A nord di San Giovanni di Sinis si snoda invece il litorale di Abbarossa, che comprende il promontorio di Turre Seu attualmente oasi del WWF, proseguendo si trovano altre spiagge interessanti come quelle di Is Aruttas e Mari Ermi. La celebrità di queste spiagge risiede nei colori e nella presenza di granuli di quarzo arrotondato. Risalendo il Sinis ulteriormente verso nord possiamo scoprire la regione di San Vero Milis, caratterizzata da villaggi di pescatori che si schierano sotto il promontorio di Capo Mannu. Tra questi ricordiamo Porto Mandriola, Putzu Idu, S'Archittu, Su Pallosu, Sa Rocca Tunda e S'Arena Scoada,

Per ultimo segnaliamo le Falesie del Sinis, che si trovano a settentrione del Capo Mannu, composte da pareti di roccia calcarea, che si elevano verticalmente sul mare per una ventina di metri . Nell'entroterra si trova lo stagno di Sale Porcus, un oasi naturalistica della Lipu che viene visitata grazie alla presenza di una colonia di fenicotteri. ;Di queste zone del Sinis sono da segnalare l'isola Mal di Véntrel e lo scoglio del Catalano. La prima è disabitata e del tutto incontaminata, e possiede alcune belle spiagge specie sul suo sul lato orientale, quello rivolto verso la Sardegna.
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