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Cabras: le falesie, il litorale e le spiagge

Circa venti milioni di anni fa il mare depose ingenti quantità di sedimenti ricchi di carbonato di calcio nella parte settentrionale del Sinis. L'azione del mare, del vento e il sollevamento orografico di queste terre hanno determinato la creazione di una splendida falesia che con una lunghezza di circa 2 km funge da collegamento tra il Sinis dell'area di Cabras con il Sinis di San Vero Milis. Le scogliere di colore chiaro prendono il nome di Su Tingiosu, e con la loro posizione sopraelevata fungono da balcone naturale per ammirare la costa e la vicina isola di Mal di Ventre. Ma anche tralasciando la loro posizione scenografica, sono comunque affascinanti da esplorare, per i segni evidenti dell'erosione eolica e marina, per quel fascino intrinseco delle zone di confine, là dove il mare e la costa compiono la quotidiana lotta per la supremazia del territorio.

Scendendo più a sud si affronta il litorale che si snoda tra le località di San Giovanni e Capo San Marco senza trascurare il fascino di Tharros e di Mare Morto. Qui oltre che alla natura è evidente il lavoro millenario dell'uomo, che qui ha lottato per strappare al mare le risorse necessarie al suo sostentamento ed ha lasciato chiare segni che marcano in modo indelebile il paesaggio. Per chi cerca unicamente il contatto con la natura allora è d'obbligo l'esplorazione dei fondali antistanti alla penisola del Sinis, dove la presenza di una splendida sabbia quarzosa dona luminosità e trasparenza alle acque, che contrasta fortemente con lo scuro delle praterie di posidonia che brulicano di vita acquatica .

L'entroterra viene protetto dall'erosione marina da sistemi di dune che fungono da barriera naturale all'energia delle onde. È la macchia mediterranea a costringere i venti occidentali e di mistral a sollevarsi e rallentare, ed a scaricare la sabbia che avevano fin lì sollevato (ricca di frammenti di conchiglie) formando questi campi di dune. Questo è un paesaggio tipico a Funtana Meiga dove la costa è caratterizzata , in direzione sud, proprio da un grande e vasto campo di dune sopra al quale si sviluppano piante adatte a questo tipo di terreno .

Ritornando nella parte più settentrionale della penisola del Sinis è possibile vedere "congelata" tra le rocce la successione geologica, che è la sintesi scolpita della storia storia di questi luoghi. Si va dai calcari stratificati del Sinis, quasi varve tali sono fitte le lamine delle rocce, le arenarie di origine eolica, con le stratificazioni incrociate, e i substrati residuali di colore rossastro, grazie al loro elevato grado di ossidazione. Il tutto viene amalgamato da un mare piuttosto energetico, che si trova davanti alla località di Funtana Meiga, chiamata così per una sorgente minerale, che con la sua incessante opera si accanisce sui fondali bassi della costa, generando onde di buona elevazione che richiamano numerosi surfisti e amanti del kite-surf che vengono qui a cimentarsi con le secche sferzate del maestrale, qui spesso violento.
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