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Le foto di cosa vedere e visitare a Cabras

Visitare le rovine fenicie di Tharros a Cabras

La storia pluri millenaria si respira sulla Sardegna occidentale, a circa venti chilometri da Oristano, non lontano dalla località di Cabras dove fra tipici capanni e belle dune di sabbia sorgono le memorie di un'antica città dei Fenici, che poi passò in mano ai Cartaginesi e infine ai Romani. grazie alla sua posizione geografica, naturale punto di collegamento tra Africa, Spagna e Sardegna, vide una certa fortuna che però pagò lo scotto delle incursioni dei Saraceni che, nel periodo medioevale, portarono alla decadenza il sito. Fu proprio questa decadenza la fortuna di Pristano che sorse staccata dalla costa proprio per sfuggire alle scorribande dei pirati. La struttura urbanistica di Tharros è ancora ben visibile ai nostri tempi, con le case case di origine punica attorno alle quali vennero tracciati gli assi portanti della viabilità romana.

Per arrivare a Tharros da Cabras occorre seguire le indicazioni per San Giovanni di Sinis, magari con una piccola deviazione per S. Salvatore sotto la cui chiesetta si trova un notevole santuario di chiara origine nuragica che poi fu adibito al culto anche dalle successive dominazioni cartaginesi e romane. Una volta giunti a San Giovanni di Sinis i cartelli vi porteranno direttamente al sito archeologico che si trova lungo la stretta penisola di Capo San Marco. Lungo la strada si aprono belle spiagge alla vostra destra e alla vostra sinistra Per entrare è chiesto un biglietto dal costo di 4 euro, che poi vale anche per la visita al museo archeologico di Cabras

Le rovine sono disposte lungo la collina del Capo San Marco, e ancora si delineano bene le strade e le piante degli edifici della città romana, che parzialmente furono riutilizzati durante il periodo medioevale con svariate funzioni: esplorando l'area sono visibili la cisterna per l'acqua che alimentava l'acquedotto; il tempio di Demetra, le rovine delle terme a mare o grandi terme, e quelli delle piccole terme, presso le quali si trovava una chiesa paleocristiana, della quale rimane unicamente il battistero; infine un grande tempio romano sovrapposto ad uno cartaginese con tutt'intorno resti di abitazioni e botteghe.

Visitando Tharros non si può dimenticare il tempio monolitico, di grande interesse archeologico, datato come di epoca punica, costruito impiegando un unica bancata di roccia arenaria, e completo di semi colonne di ordine dorico che sono scolpite sui lati. Ritornando in direzione di San Giovanni, nella parte nord-orientale del sito si trova il cosiddetto tofet, ritenuto un altare sacrificale con alcune tradizioni che lo indicano eretto anche per compiere sacrifici umani. A parte questa controversia storica in questa area rimangono solo pochi resti degli edifici punici e romani, mentre si riesce a scorgere i resti di un villaggio di età nuragica che testimonia dell'importanza antica di della penisola del Sinis.
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