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Le foto di cosa vedere e visitare a Croazia

Croazia: i siti patrimonio dell'umanitą (UNESCO)

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Tanti conoscono il mare della Croazia, ma pochi sanno del suo passato avventuroso. Popoli diversi si sono contesi questa terra nei secoli, e di volta in volta le hanno lasciato in pegno testimonianze storico-artistiche di grande valore. Lo sa bene la commissione UNESCO per il Patrimonio Mondiale dell’Umanità, che ha selezionato alcuni siti croati e li ha inclusi nella prestigiosa lista, valorizzando l’arte e la cultura della Croazia e permettendo ai turisti di conoscerla a fondo, nelle infinite sfaccettature che rendono magico ogni luogo. Ecco un elenco dei Beni Patrimonio dell’UNESCO in Croazia: in un ipotetico viaggio da nord a sud si passano in rassegna cattedrali, palazzi imperiali e centri storici gioiello, senza dimenticare un’incursione nella natura selvaggia.

La Basilica Eufrasiana di Poreč (Parenzo)
A Poreč (in italiano Parenzo), città di circa 17 mila abitanti lungo la costa nord-occidentale dell’Istria, sorge la cattedrale paleocristiana dedicata al vescovo Eufrasio, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1997. La Basilica originale era del IV secolo a.C. ed era stata innalzata in onore di San Mauro di Parenzo, ma venne demolita nel VI secolo e sostituita, nel 553 a.C., da quella odierna. Non solo la chiesa è un Bene protetto, ma l’intero complesso di cui fa parte: anche l’atrio, il battistero, la cappella votiva e la torre campanaria del palazzo vescovile rappresentano raffinati esempi di arte bizantina, in accostamento a elementi classici. All’interno della Basilica potrete ammirare oggetti sacri e arredi di pregio, reperti di varie epoche, le reliquie di San Mauro e Sant’Eleuterio ma soprattutto gli splendidi mosaici, vero tesoro del complesso eufrasiano. Realizzati probabilmente nel VI secolo a.C., hanno colori eccezionali e dettagli impressionanti, che ne fanno uno dei capolavori bizantini più apprezzati del mondo.

Il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice
Circa 260 km a sud-est di Poreč, a poco più di 3 ore di macchina, il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice si spalanca in tutta la sua verdeggiante bellezza. Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1979, custode di 16 laghetti immersi in una vegetazione selvaggia, è lo scenario ideale per chi ha voglia di passeggiare, pedalare o cavalcare nella natura. Anche il trenino, oltre alle imbarcazioni che solcano i laghi e i torrenti del parco, è perfetto per assaporare il turchese e il verde del paesaggio croato e, per i più fortunati, avvistare orsi, lupi, cinghiali, caprioli e altri animali selvatici. Situato tra i monti del massiccio Lička Plješivica, tra le regioni di Lika e Segna, il parco di 33 mila ettari sembra disegnato da un abile architetto… invece gli artefici di tanto splendore sono il fiume Bianco e il fiume Nero, che nei secoli hanno scavato un affascinante labirinto calcareo prima di tuffarsi nel fiume Korana. Esplorando il Parco dei Laghi di Plitvice divertitevi a contare le farfalle: ce ne sono di ben 321 specie diverse, di cui 76 diurne.

La Cattedrale di San Giacomo a Šibenik (Sebenico)
Sulla costa della Dalmazia, 187 km a sud di Plitvice e a un paio d’ore di macchina, sorge la città di Šibenik (Sebenico). Popolata da quasi 50 mila abitanti, suddivisa in 4 rioni principali, è famosa per la Cattedrale di San Giacomo che nel 2000 è stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. I progetti dell’edificio risalgono a molti secoli prima, precisamente al 1298, e era il 1431 quando i lavori cominciarono per mano degli architetti Francesco di Giacomo, Juraj Dalmatinac e Nikola Firentinac. La Cattedrale cattolica fu da subito testimone dei rapporti culturali che legavano la Dalmazia all’Italia del Nord e alla Toscana, ma per completarla ci vollero ancora alcuni anni, e solo nel 1555 fu ufficialmente consacrata. Non serve un esperto d’arte per riconoscere l’eleganza e l’armonia dell’edificio in pietra, ma l’UNESCO lo ha scelto per motivi ben precisi: vi si combinano abilmente forme gotiche e motivi rinascimentali e vi si riconoscono gli influssi di culture diverse, il che fa della Cattedrale di San Giacomo di Šibenik un monumento unico.

Il centro storico di Trogir (Traù)
Una cinquantina di chilometri a sud di Šibenik, percorribili in auto in circa 45 minuti lungo la strada D 58, si incontra la cittadina di Trogir (in italiano Traù). Nel 1997 l’UNESCO la incluse tra i Beni Patrimonio dell’Umanità per il suo nucleo storico, tra gli esempi più belli e meglio conservati di stile veneziano dell’intera Dalmazia. Collegata alla vicina isola di Bua mediante un ponte, addolcita da un buon clima mediterraneo e dotata di un porto turistico, Trogir affascina soprattutto per le sue fiere fortificazioni, i palazzi eleganti e le chiese romaniche, impreziosite nel tempo con dettagli rinascimentali e barocchi. La pianta ortogonale risale al periodo ellenico, poi la città conobbe la supremazia romana, la forza dei saraceni e la grandezza della Repubblica di Venezia, e negli ultimi secoli passò dalle mani dei francesi napoleonici a quelle dell’Impero austriaco, per poi essere entrare a far parte del Regno di Jugoslavia dopo la prima guerra mondiale. Appartiene alla Repubblica di Croazia dal 1991. Da vedere la Cattedrale romanica di San Lorenzo (1180-1250), ma anche tante altre costruzioni di epoca medievale, che sul lungomare creano un bel contrasto col porto moderno e le barche ormeggiate.

Spalato: il Palazzo di Diocleziano e il nucleo medievale
Spalato, a una trentina di chilometri da Trogir, è la città più importante della Dalmazia, sede universitaria e vescovile inclusa tra i Beni Patrimonio dell’Umanità nel 2005. A essere protetti dall’UNESCO sono, per la precisione, il nucleo medievale ancora ben conservato, con la sua cattedrale, varie chiese romaniche e parti fortificate, e il celebre Palazzo di Diocleziano, costruito probabilmente tra il 293 e il 305 d.C. come reggia imperiale. Quest’ultimo rappresenta uno degli edifici più importanti della tarda antichità, anticipatore dell’architettura paleocristiana, bizantina e medievale. Imponente, ottimamente conservato, è il risultato di aggiunte e modifiche che si sono accumulate nei secoli, ma nelle parti originali coincide con il primo nucleo della città. Pare che il nome di Spalato derivi proprio dal latino “palatium”, ovvero “palazzo”.
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La piana di Starigradsko polje intorno a Stari Grad (Cittavecchia)
Stari Grad, in italiano Cittavecchia, sorge lungo la costa occidentale dell’isola di Lesina, a una cinquantina di chilometri da Spalato, e la pianura che la accoglie, detta Starigradsko polje, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2008. Il motivo è semplice: visitarla significa fare un salto nel passato, perché il territorio è rimasto tale e quale a come si presentava nel IV secolo a.C., quando i Greci vi fondarono una colonia per la prima volta. Oggi come allora i vigneti e gli uliveti caratterizzano il paesaggio, e sono sopravvissuti sino ad ora i muretti in pietra che dividevano le terre nei vari lotti, dove i contadini ergevano i propri poderi. Oltre ai reperti greci sono state rinvenute una sessantina di tenute di epoca romana.

L’antica città di Dubrovnik (Ragusa)
Per finire Dubrovnik (in italiano Ragusa), quasi 200 km a sud di Stari Grad. Si trova lungo la costa adriatica, vicinissima al confine meridionale croato, protetta dalla sagoma rassicurante del monte Srđ. Il suo centro storico, inserito nel 1979 tra i Beni Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, fu danneggiato da un terremoto nella seconda metà del Seicento, ma i suoi tesori furono restaurati e valsero alla città il soprannome di “perla del Mediterraneo”. Le attuali fortificazioni sono del XVII secolo, e racchiudono un nucleo storico pedonale impreziosito da chiese gotiche, rinascimentali e barocche, oltre ai palazzi signorili e alle eleganti fontane. Il cuore di Dubrovnik è diviso in due dallo Stradùn, un’ampia via lastricata che unisce il centro al lungomare e passa in rassegna gli edifici più belli della città.

Ma le bellezze della Croazia non sono finite. Come se non bastasse, nel settembre del 2007 il Comitato organizzativo dei geoparchi europei, al congresso tenutosi nella città scozzese di Ullapool, ha deciso di accogliere il Parco naturale del Papuk nella famiglia dei geoparchi del mondo, sotto l’egida dell’UNESCO, comprendente 31 parchi ubicati in Europa e 51 nel resto del mondo.
E così il Geoparco Papuk, nella Slavonia orientale, è diventato la prima area di questo genere tutelata in Croazia. Le sue particolarità sono molte, così come le località che ne fanno parte... basti pensare a Rupnica, nei pressi di Voćin, con rocce vulcaniche degradanti di 70 milioni di anni fa: una rarità che accomuna il Papuk ad altre tre località del mondo, una in Nuova Zelanda, una negli USA (Yellowstone) e la terza in Slovacchia.

Beni UNESCO in lista d’attesa
La Repubblica di Croazia ha inviato al Centro per il patrimonio dell’umanità (WHC) un elenco di beni culturali e naturali “in lista d’attesa”. Tra i beni culturali ci sono: il complesso episcopale di Zara, il limes croato di Varaždin, la “Tvrđa” di Osijek, Lubenice sull’isola di Cres, il borgo-castello Veliki Tabor, il nucleo storico-urbanistico di Ston (Stagno) con Mali Ston (Stagno piccolo), Motovun (Montona), l’eremo di Blaca, le vigne di Primošten e la città di Korčula (Curzola).
Tra i beni di rilievo naturalistico sono stati sottoposti all’attenzione del WHC: il Velebit settentrionale (Sjeverni Velebit) e il Parco nazionale “Kornati” (Incoronate), Telaščica e il Lonjsko polje.
Infine bisogna ricordare il progetto “L’arte del merletto in Croazia”, candidato al premio UNESCO come capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità, e la “Sfilata carnascialesca annuale degli zvončari (campanari) del territorio di Kastav (Castua)”.

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