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Slavonia, tour nella regione della Croazia, cosa vedere e sapere

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La storia e la geografia, alleate da secoli, hanno disegnato i confini di una regione croata affascinante, ricolma di tradizioni autentiche e gioielli culturali da scoprire: siamo in Slavonia (o Schiavonia), nel lembo orientale della Croazia che un tempo costituiva parte della Pannonia. Benché non sia un vero e proprio ente amministrativo rappresenta un territorio storico ben identificabile, segnato da eventi salienti, dal proprio folclore e da un paesaggio inconfondibile.

Nessun paesaggista avrebbe potuto dipingere una veduta così: ne sono stati capaci, invece, i fiumi Drava, Danubio, Sava e Ilova, che nel tempo hanno circoscritto una culla ricca di testimonianze antiche. Ancora oggi la Slavonia è un patchwork variegato di distese dorate, corsi d’acqua inarrestabili, zone alluvionali da cui sono scaturite foreste grandiose di querce e habitat di tipi diversi, in cui prosperano specie animali e vegetali interessanti.

Da oltre 8 mila anni l’uomo modella la superficie della Slavonia a proprio vantaggio, sfruttandone le risorse ma mantenendone la bellezza: la piana fertile della regione, incorniciata dal Massiccio del Papuk con le sue antiche rocce eruttive, è ricamata da coltivazioni di mais e frumento, e si increspa qua e là in colline morbide tappezzate di boschi, vigneti e querceti.
Popolata dapprima dagli Illiri, che poi si confusero coi celti scordisci, entrò in contatto con i romani per la prima volta nel II secolo a.C., ma furono necessari oltre due secoli perché i latini sottomettessero la popolazione di questa terra, che essi ribattezzarono Pannonia.

Era il 402 quando la Pannonia conobbe le invasioni dei Goti e, successivamente, di altri gruppi barbarici: quando gli Slavi arrivarono trovarono poche tracce dell’assetto romano. S’instaurò così, nel 925, il regno dei Sovrani Croati, destinato a prosperare sino al 1097, quando Colomanno conquistò la Slavonia e diede il via al regno Ungherese-Croato. Secoli dopo, nel 1991, un pesante conflitto vide la Slavonia occupata dalla Serbia, ma nel 1995 il controllo della zona tornò ai croati.

Benché le cicatrici della guerra siano ancora visibili sulla superficie della Slavonia, le città che la costellano hanno saputo rinascere, riacquistare fiducia in sé stesse e nell’avvenire: oggi si tratta di centri importanti, ricchi di testimonianze storico artistiche pregevoli, dotati di strutture moderne ma anche capaci di guardare al passato con orgoglio. Il centro principale è Osijek, polo universitario dominato dalla celebre Tvrđa, ovvero la parte più antica della città fondata a metà Settecento, che ha dato i natali ai due premi Nobel Ružička e Prelog.

... Pagina 2/2 ...Anche la città di Slavonski Brod vanta una splendida fortezza barocca del XVIII, tra le maggiori di Europa. A proposito di fortezze: la Slavonia è un concentrato inesauribile di castelli da favola, a partire dal palazzo a Požega e il palazzo di Pejačević a Našice, per non parlare delle architetture barocche di Prandau Mailath e Prandau Normann a Valpovo e Donji Miholjac. A Vukovar sorge il maniero barocco di Eltz e a Ilok c’è il rinascimentale castello Odescalchi in cui fu sepolto l’italiano francescano Giovanni da Capistrano.

Gli appassionati di cavalli potranno visitare la celebre scuderia di Lipizza, in cui vengono allevati splendidi esemplari sin dal lontano 1806, mentre i buongustai apprezzeranno in tutta la regione delizie saporitissime: il Kulen è un gustoso insaccato che viene servito soprattutto nel periodo della mietitura, spesso accompagnato dai fagioli e dall’immancabile goccio di grappa alle prugne. Ogni pasto che si rispetti è poi innaffiato di vini squisiti, dal Traminac di Ilok al Rizling di Kutjevo alla Graševina, e per concludere la mangiata in bellezza ci si concede un dolce tipico come i salenjaci, lo strudel di mele e noci o il Poderane gaće, “mutande strappate”, con un nome spiritoso e un sapore sopraffino.

Ogni giorno dell’anno si possono assaporare le specialità della Slavonia, ma durante alcune ricorrenze è ancora più facile e piacevole cedere a qualche peccato di gola. Tra gli appuntamenti più attesi ci sono il Ðakovacki vezovi (I ricami di Ðakovo), un evento dedicato al patrimonio folcloristico regionale che si svolge in luglio, così come i Brodsko kolo di giugno e i Vinkovacke jeseni (Gli Incontri autunnali di Vinkovci) nel mese di settembre.

Meno allegro, in certi periodi dell’anno, è il clima della Slavonia, che sa regalare inverni davvero rigidi e tante giornate di pioggia. In gennaio, il mese più rigido, le temperature medie vanno da una minima di -4°C a una massima di 3°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 13°C ai 26°C. Le precipitazioni sono sempre piuttosto diffuse, ma in particolare i mesi più colpiti sono giugno e dicembre, con una media di 11 giorni piovosi ciascuno.

Chi decide di esplorare la Slavonia può prendere l’aereo e volare fino all’aeroporto di Osijek, a una ventina di chilometri dalla città, utilizzato soprattutto per raggiungere le mete estive e servito dalla compagnia low cost Ryan Air. Chi, dal nord Italia, preferisce un bel viaggio in auto, magari suddiviso in più tappe, potrà servirsi della E45 per andare da Trieste a Osijek: la distanza è di circa 500 km.
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