Foto 9 di 12

Le abbazie pił belle d'Italia: benedettine, cistercensi, francescane, olivetane e vallombrosane

5 Vota   

Abbazia di Sant'Antimo, Toscana - Fra queste colline si viene solitamente per i piaceri di un buon calice, eppure a Colle Val D’Elsa, non lontano da Montalcino, anche lo spirito ha la sua dimora. E’ l’abbazia di Sant’Antimo, nella diocesi di Siena che vi ha dislocato un gruppo di monaci della Comunità monastica benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto Maggiore che pure sta nel territorio di Siena, ad Asciano (www.monteolivetomaggiore.it) e che pure ha fatto storia fra i capitoli del nostro monachesimo. Gli olivetani, infatti, furono fondati nel 1319 dal senese san Bernardo Tolomei (1272 – 1348) come emanazione dei benedettini, di cui seguono la regola con la preghiera, il lavoro, lo studio dei libri e la loro, inconfondibile, tunica bianca. Sant’Antimo ha però una storia più lunga e complessa che ne fa un esempio artistico e culturale, nel panorama delle chiese abbaziali italiane. Costruita a cavallo tra l’XI e il XII secolo, secondo la leggenda sarebbe stato Carlo Magno a dare impulso al culto nella zona che si trova lungo la via Francigena, già a partire, quindi, dall’VIII secolo. L’esercito fiaccato dalla fatica e dalla malattia avrebbe trovato refrigerio e conforto nella valle dello Starcia, poi detta carolina, anche grazie ad alcune piante officinali. Carlo Magno avrebbe così portato con sé le reliquie dei santi martiri Antimo e Sebastiano, ricevute dal papa Adriano I, facendone dono all’abbazia. La prima attestazione della chiesa risale comunque a pochi decenni dopo, nell’814, quando Ludovico il Pio era succeduto al padre Carlo Magno. Fu in origine una potente abbazia benedettina, tanto che in epoca medievale l’abate fu uno dei maggiori feudatari del territorio senese, esercitando l’autorità su 38 chiese disseminate in tutta la Toscana dal pistoiese al grossetano. La massima fortuna fu raggiunta agli inizi del XII secolo, epoca cui risale l’attuale chiesa, mentre la decadenza inizia a partire dal 1202 quando cominciano i contrasti con Siena. Commenda e soppressione segnano, come per le altre abbazie, il definitivo oblio fino al XX secolo quando, passando allo Stato cui ancora oggi appartiene, è tornata lentamente a nuova vita e rinnovato splendore. Oltre alla visite, l’abbazia ha una foresteria ed un ostello per l’accoglienza di laici e pellegrini.

INFO: www.antimo.it Tel 0577 835 659