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Le foto di cosa vedere e visitare a Amman

Amman Capitale della Giordania e la sua Cittadella

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Amman, la capitale della Giordania, vide sorgere i suoi primi insediamenti più di 9000 anni fa nel luogo della biblica Rabbath Ammon, la grande città degli Ammoniti, vicino al Monte Nebo, il luogo dove Mosè ammirò per la prima volta la Terra Santa, dove nacquero le religioni ebraica e cristiana.

Secondo le sacre scritture bibliche dell’antico testamento i capostipiti della civiltà ammonita furono Lot e l’ultimogenita di Abramo. Durante l’esodo ebraico verso la Palestina, gli Ammoniti si stabilirono a nord, nello Yabbok, scontrandosi poi nei secoli più volte con i discendenti di Giacobbe. La città venne successivamente conquistata da un luogotenente del re Davide, sottomettendo il popolo degli Ammoniti a quello degli Israeliti. Nel IX secolo A.C. gli Ammoniti riuscirono però a riprendere il potere sulla città, dove governarono fino al 733 A.C. quando dovettero piegarsi all’invasione continua di molti conquistatori: prima gli Assiri, poi i Medi e infine Babilonesi che si impossessarono di Giordania e Palestina.
Amman subì in seguito le invasioni dei Tolomei d’Egitto, dei Greci e, nel 30 A.C. quella di Re Erode il Grande finendo però per doversi piegare nel 106 D.C. alle volontà dell’Impero Romano di Traiano, che gli donò una notevole importanza sulla via del commercio delle spezie, facendo entrare nella decapolis delle più importanti città romane d’oriente. Con il crollo dell’Impero Romano d’occidente i possedimenti entrarono a far parte del regno bizantino.

Nel 635 gli arabi si impossessarono della città annettendola successivamente al regno omayyade e destinandola ad un lento declino in quanto decentrata rispetto cuore dell’impero arabo. Nel XIII secolo Amman fu infine abbandonata fino al 1878, quando i Circassi, popolazione del Caucaso di religione musulmana, vennero cacciati dai Russi e ricollocati qui dagli Ottomani. Il centro più importante in questo periodo era la vicina Salt.
Dopo il crollo dell’Impero Ottomano, con la Grande Rivolta Araba e la sconfitta dei Turchi nella prima guerra mondiale, la rinascita di Rabbath Ammon fu decisa a tavolino in un incontro del marzo del 1921 che ebbe come principali protagonisti l’allora Ministro delle Colonie britannico Winston Churcill e Re Abdullah Hussein. Con la separazione della grande zona araba ottomana che comprendeva anche la Palestina, Siria e Libano, si posero le basi dell’attuale metropoli.

L’indipendenza dall’egemonia inglese e la nascita dello stato di Giordania come lo conosciamo oggi, ebbe luogo nel secondo dopoguerra, un anno dopo la fondazione, nel 1945, della Lega degli Stati Arabi ad opera di Egitto, Iraq, Transgiordania, Libano, Arabia Saudita, Siria e Yemen. Solo nel 1948, con l’annessione di una parte di Gerusalemme alla Cisgiordania, la nazione prese il nome di Giordania.

Dagli anni ’20 in poi, Amman ha visto una crescita demografica esponenziale. Da territorio quasi disabitato diventò capitale del regno giordano, passando dai 300.000 abitanti negli anni ’20 ad 1.000.000 negli anni ’80, fino all’attuale popolazione di 2.300.000 persone, che arrivano giornalmente a 3.000.000 contando pendolari e turisti. E' quindi la città più popolata della Giordania.
Parte dell’immigrazione nella capitale della Giordania è dovuta all’arrivo di Palestinesi delle zone occupate dallo stato di Israele. Essendo stato nella storia il territorio unito con quello della Palestina, quasi tutti i giordani hanno parenti provenienti da questo stato, compreso il Re.

La vertiginosa crescita demografica è però soprattutto dovuta al forte sviluppo economico degli ultimi 20 anni, realizzata in gran parte con investimenti esteri, grazie ai quali la capitale Amman è divenuta oggi importante centro di affari e sede delle più grandi multinazionali.
Posta su 19 colli, la città si estendeva originariamente su 7 alture e per questo era considerata una sorta di Roma del mondo arabo. La città è architettonicamente suddivisa in tre settori: quello antico, quello moderno e quello residenziale, e in sette quartieri, autentici paesi all’interno della città e dotati ognuno di un proprio centro.

Muoversi ad Amman
Per potersi orientare è necessario prendere come riferimento sulla cartina della città le otto grandi rotonde all’interno dei sette quartieri. Consigliamo soprattutto di visitare la parte antica con una guida in quanto le insegne solo in lingua araba e di usufruire di un taxi, perchè mettersi al volante è un’impresa soprattutto negli orari di punta, quando il traffico è quasi paralizzato. Per le comitive è possibile noleggiare anche pulmini dotati di tutti i confort, compreso il Wi Fi libero. I mezzi di trasporto pubblico sono gli autobus, ma non potendo raggiungere questi tutte le destinazioni per via di alcune strade molto strette, ci sono anche i “taxi bianchi”, che a differenza di quelli gialli privati, svolgono la stessa funzione degli autobus pubblici con corse standard.

Amman da visitare
Un ottimo itinerario per iniziare la visita della città suggerisce di partire dalla Cittadella, situata nella parte antica sul colle di Jabel al –Qal’a (vicino alla prima rotonda), sito dell’antica Rabbà degli Ammoniti. Questo è il luogo dove si trovano le radici storiche di Amman: qui giacciono i primi reperti risalenti addirittura all’età della pietra, insediamenti dell’età del bronzo, dell’antica Grecia, fino ad arrivare all’epoca romana, con le suggestive due colonne del tempio di Ercole che una scritta riconduce all’epoca di Marco Aurelio (121 – 180 D.C), molti altri reperti della città romana di Philadelphia e ancora resti bizantini e islamici antichi.

Gli scavi della cittadella furono condotti nel 1927 con la scoperta di una chiesa bizantina a tre navate e, a nord di questa, con il ritrovamento di un prezioso palazzo omayyade del VII secolo noto con il nome di Al Qasr (il Palazzo), a cui si accede dal portale del ‘720, probabile ingresso della sala delle udienze in quanto inciso con ricche decorazioni. All’interno del complesso turistico della cittadella si trova anche il prezioso Museo Archeologico Nazionale, dove si possono ammirare reperti rinvenuti in tutta la Giordania ed esposti in ordine cronologico: famose in tutto il mondo per la loro unicità ed originalità sono alcune sculture di gesso dell’età della pietra (6.500 A.C) trovate negli scavi della Cittadella già rappresentanti figure umane, probabilmente associate dagli uomini primitivi a divinità. Le statue, le cui sembianze sono più evolute nell’aspetto rispetto all’homo erectus, sono tra i reperti più antichi mai rinvenuti al mondo e per questo alcune di loro sono state portate in esposizione temporanea all’interno dei musei più importanti del mondo.

Il viaggio continua poi con l’età del ferro, del bronzo e i reperti di Rabbath Ammon, per passare dal periodo nel quale dominavano i Greci fino alla romana Philadelphia. Colpisce anche la struttura del museo, che sembra più un normale capannone (del 1951), nonostante all’interno i contenuti siano di prezioso valore storico. In questo luogo sono anche esposti i famosi rotoli del Mar Morto, documenti di età ebraica rinvenuti sulle sue sponde che dovrebbero condurre ad un grande tesoro.

La Cittadella sorge sul colle situato nel cuore della capitale, dall’alto del quale è possibile osservare a 360 gradi i tre grandi settori in cui è suddivisa la città.
Con le colonne del tempio di Ercole alle proprie spalle, si può ammirare un Foro Romano che aveva all’origine una superficie di 7600 metri quadri e colonne su tre lati, del quale oggi però rimane solo il lato sud, caratterizzato dal bellissimo Teatro Romano del II secolo dopo Cristo, probabilmente costruito sotto l'impero di Antonino Pio (138 – 161 D.C.). Esso sfrutta, per ragioni di natura acustica, il ripido fianco del colle di Al – Jaufa ed è orientato verso nord per mantenere gli spettatori al riparo dal sole. Grazie proprio all’ottima qualità del suono e alla sua capienza di 6.000 persone, nei mesi di luglio e agosto esso viene ancora utilizzato per ospitare spettacoli. E’ il teatro più grande della Giordania; circondato oggi da case bianche del ‘900 che creano un contesto insolito ma piacevole allo sguardo, è nato con valenza religiosa per poi essere utilizzato anche per spettacoli di intrattenimento.

Nella sezione occidentale e orientale del teatro, sono oggi presenti i Musei delle Tradizioni Popolari e del Folclore: al loro interno si possono ammirare abiti, gioielli e molti oggetti facenti capo della tradizione storica araba come il “mansaf”, un prezioso piatto antico lavorato utilizzato dagli arabi antichi per mangiare in gruppo e con le mani, ed un servizio da caffè tradizionale, con l’enorme caffettiera in ottone per fare il caffè amaro al cardamomo, ancora oggi simbolo dell’ospitalità giordana. All’interno del museo delle tradizioni popolari è presente anche una parte dedicata all’esposizione di stralci di pavimenti in mosaico provenienti da chiese bizantine di Jerash e Madaba. Il museo del folclore ospita oggetti che rappresentano le culture giordane del deserto (Bedu), dei villaggi (Reef) e della città (Madineh). Del complesso del teatro fanno parte anche I Fori con resti di antiche colonne, e l’Odeon, un secondo teatro più piccolo ma molto suggestivo, anch’esso ancora oggi utilizzato. Uno dei progetti futuri per lo sviluppo turistico, è quello di ricostruire un percorso di collegamento tra le rovine e il centro città, per dare l’opportunità di scendere direttamente al teatro come avveniva a Philadelphia. Nell’antica città vi era inoltre una galleria che consentiva ai patrizi romani di muoversi tra i due luoghi senza mischiarsi alla plebe, ma il passaggio non è mai stato restaurato e la sua ubicazione è nota a pochi.

In merito all’architettura, si riprese la costruzione di case dall’antichità solo a partire dalla fine del 1800, mentre il vero boom edilizio avvenne dopo il 1921, data in cui la città divenne capitale dello stato giordano . Le bianche case calcaree convivono oggi con grandi grattacieli futuristici in costruzione nel quartiere di Jebel Amman, detto quartiere “delle cupole” in quanto caratterizzato dai tetti dei sontuosi palazzi di Stato e della grande Moschea . La costruzione di quest’ultima fu avviata negli anni ’20 dal defunto re Abdullah ed ultimata nel 1989. Essa è caratterizzata da una grandissima cupola blu bordata da linee d’oro che per i musulmani in preghiera simboleggia il cielo ed i raggi del sole che illuminano Allah. Al suo interno si nota una moltitudine di iscrizioni tratte dal Corano. Questa è la sola moschea di Amman in cui sia liberamente consentito l’accesso ai non musulmani, osservando però alcune regole all’ingresso, ovvero l’obbligo di togliere le scarpe e per le donne quello di coprire i capelli con un panno dai colori scuri. Notevoli sono la cura architettonica e l’armoniosa bellezza dell'intero complesso, che può contenere fino a 7000 fedeli e altri 3000 nel cortile della struttura. Annesso alla grande Moschea, il Museo Islamico, espone fotografie e oggetti che ricordano la vita di Re Abdullah.

Dietro ai tetti degli edifici statali, si possono ammirare i primi grattacieli della città, costruiti al posto di vecchi palazzi pubblici rasi al suolo per lasciare spazio al progresso che avanza.
La Cittadella, situata al centro, con il suo straordinario panorama offre l’opportunità di ammirare la vera architettura della città e di osservare i “gradini” di questo percorso architettonico: Cittadella e teatro romano risalente alla parte antica dal 6500 a.c al 200 d.c, attorno al teatro e sulla sinistra le case in pietra calcarea bianca realizzate nel ‘900, con al centro la gigantesca bandiera che sventola issata sulla seconda asta più alta di tutto il medio oriente (1.127 metri) e, alle vostre spalle, sulla destra i grandi grattacieli realizzati dietro al quartiere delle cupole .

Altra tappa irrinunciabile, è la Down Town, il quartiere vecchio composto da negozi caratteristici nei quali, in mezzo al caos della quotidianità dell’antico mondo arabo, emergono le variopinte merci come le spezie, i cereali e le bottigliette di profumo ordinatamente riposte in vecchi scaffali, con un metodo preciso e prestabilito. Qui si trovano anche i “suq”, i mercati, come il Suq della Frutta e Verdura, che si svolge quotidianamente; camminando in piccole vie accalcate dalla folla, ci si trova immersi nelle centinaia di colori della frutta e verdura delle vallate giordane e accompagnati dai folcloristici richiami dei mercanti. Interi banchi di datteri, frutta secca, melograni, papaya, cavoli, cetrioli, pomodori, quasi tutti di enormi dimensioni, assieme alla carne di pollo e montone e alle spezie forniscono la materia prima di quella che è la tradizionale cucina giordana.
Sempre nella Down Town si trova il Suq dell’Oro “Souk Al Thabab”, luogo interamente dedicato ai metalli preziosi, dove gli abili artigiani espongono i loro gioielli in oro e in argento e dove è possibile concludere ottimi affari grazie ai prezzi molto convenienti. Nel Suq Femminile veli trasparenti e lingerie riempiono le vetrine. Nella tradizione araba, la donna, molto coperta, presta particolare attenzione alla cura del corpo nei momenti di intimità con il consorte.

Nel Suq degli abiti tradizionali “Souk Al Abayat” sono in vendita gli abiti tradizionali arricchiti da ricami, perline e lustrini. Il Suq degli articoli di ferramenta presenta negozi traboccanti di pentole e accessori per realizzare i tipici piatti arabi, come lo “spara polpette”, strumento per fare i tradizionali falaffel. Nel confinante Suq delle Spezie si respira la magia dei variopinti prodotti provenienti da ogni parte del medio oriente i cui odori inebriano l’olfatto.
Sempre vicino alla prima rotonda, sopra la “Down Town” moderne architetture emergono dall’antico quartiere. Qui si trova la strada più giovane e alla moda di Amman, Rainbow Street, dove i ragazzi under 30 hanno costruito caffè alla moda, gallerie dove poter acquistare tele d’arte contemporanea e negozi di design, da questa via si gode di una spettacolare vista sulla “Down Town”.

Tornando a prendere come punto di riferimento il teatro romano e scendendo da questo verso est, in direzione opposta ai negozi e mercati della città vecchia, a 20 km circa si trova la Stazione dei Treni di AmmanHejaz Railway Station”. Costruita nel 1908, contiene al proprio interno un piccolo museo sulla ferrovia e diverse carrozze dei primi del ‘900, alcune in un lussuoso stile “orient express”, e altre di importanza storica, come quella utilizzata per un viaggio in mezzo al deserto da Re Abdullah.

Ad Amman la ferrovia è adibita unicamente al trasporto merci, soprattutto dal porto di Atabah del fosfato proveniente dal deserto. Non si svolgono corse passeggeri, in quanto il trasporto è molto più agevole per mezzo degli autobus. E’ però possibile noleggiare un treno antico per fare un viaggio fino all’aeroporto (più di un’ora di viaggio al costo di 1.100 euro circa). Sempre nella parte vecchia, al confine con quella residenziale, vicino alla terza rotonda, a metà strada tra la cittadella e la zona delle cupole, si ergono i moderni musei di arte contemporanea, come la Galleria Nazionale Giordana, rinnovata nel 2005, che racchiude al suo interno quadri, sculture e ceramiche; 2000 opere di 520 artisti provenienti da 43 paesi arabi e islamici. Alcune di queste sono occasionalmente esposte all’interno dei più grandi musei di Francia, Turchia, Polonia e Gran Bretagna.

... Pagina 2/2 ... Poco distante, è situato il quartiere più popolato dai cristiani, dove si trovano due degli spazi espositivi di arte contemporanea più importanti della Giordania, come la Darat Al Funun (The Kalid Shoman Foundation). Questa casa delle arti, in origine abitazione di un luogotenente colonnello che fu al comando della legione araba, presenta una struttura di tre piani con un grande giardino ed è stata donata da Kalid Shoman, proprietario della ricca e importante Arab Bank ai giovani artisti di Amman, per renderlo uno spazio dove valorizzare le loro preziose opere. Qui si svolgono tutto l’anno mostre temporanee di artisti emergenti e opere esposte permanentemente, omaggio degli artisti alla galleria. E’ inoltre possibile incontrare gli stessi artisti al lavoro in alcune sale dell’edificio.

Scendendo per la stessa via, a poche centinaia di metri sull’altro lato della strada, è presente un altro spazio espositivo di proprietà privata di arte contemporanea araba, la Dar Al – Anda Art Gallery, dove si possono eventualmente anche acquistare le opere esposte.

Nei quartieri residenziali
Il Museo Reale dell’Automobile nato da un’idea di Re Abdullah II e della Regina Rania, inaugurato il 25 maggio del 2003, è il primo museo nel suo genere nei paesi arabi e racchiude più di 70 auto e moto di lusso, dalle più eleganti alle fuoriserie sportive di tutte le marche più prestigiose, autentici pezzi da collezione a volte regalati dalle stesse case automobilistiche ai sovrani di Giordania. Il museo è dedicato a Re Hussein, vera icona nazionale, rimasto nella storia per le importanti missioni di pace in medio oriente nei suoi 47 anni di governo e grande appassionato di automobili. Si possono ammirare qui le sue vetture, in un fastoso percorso che cerca di ricostruire la vita dei sovrani attraverso le loro automobili. Situato all’interno del National Park Hussein, uno degli ultimi quartieri residenziali a nord dell’ottava rotonda, molto fuori dal centro della città, il museo è il primo in Giordania dotato di un sistema elettronico di narrazione personalizzata in quattro lingue.

Situato a poche centinaia di metri il Museo dei Bambini, è nato su iniziativa della Regina Rania e dedicato agli under 14. Esso costituisce un percorso guidato ricco di giochi, alla scoperta del mondo: il corpo umano, gli animali, il supermarket e la banca, il teatro, i mezzi di trasporto e la cura per la casa, il tutto in ambienti riprodotti a dimensioni che consentono ai bambini di potervi giocare all’interno. Presente anche una moderna libreria per i più piccoli dove visualizzare sui libri la quotidianità che si vive giocando all’interno della moderna struttura. In estate è in funzione anche un parco giochi esterno.
Sempre nel nuovissimo complesso residenziale National Park Hussein si trova una nuova bellissima moschea dedicata appunto a Re Abdullah Hussein.

A nord della quarta rotonda, nei dintorni dell’Ambasciata Americana (vietatissimo fotografarla), si estende uno dei più ricchi ed esclusivi Quartieri Residenziali, dove i più facoltosi abitanti hanno eretto meravigliose ville milionarie in stile arabo, realizzate in pietra bianca e simili a moderni castelli.

Altitudine e clima
Il punto più alto di Amman si trova a 1029 metri sul livello del mare, il più basso a 773. Il clima è mediterraneo: gli inverni sono rigidi, con temperature notturne che arrivano a – 5°, mentre in estate la temperatura media è di 28 – 30°; in questa stagione, essendo il clima meno umido rispetto agli altri paesi arabi, la città è spesso meta di lunghi soggiorni per visitatori provenienti da tutto oriente. Il clima per noi europei è ottimo anche in inverno ma il periodo migliore per visitare Amman sono la primavera e l’estate.

La popolazione
La società di Amman è caratterizzata dalla distanza che separa le vecchie generazioni da quelle nuove. E’ facile e sorprendentemente normale incontrare famiglie di giordani con genitori che conoscono esclusivamente la lingua araba ed hanno una decina di figli, incentivati a cercare lavoro all’estero, soprattutto in Europa, per imparare le lingue. Questo ha dato luogo ad una generazione di tradizioni arabe ma con mentalità molto lontana da quella precedente. Ora i giovani parlano molto bene l’inglese e i nuovi nuclei famigliari crescono mediamente due figli ciascuno.
Questa situazione generazionale ha portato un potenziale enorme di nuove risorse alla nazione, che per altro è in termini di percentuali molto giovane; la Giordania ha infatti il 50% della popolazione al di sotto dei 25 anni. I giovani, che sotto i 25 anni costituiscono il 50% della popolazione giordana, rappresentano un’enorme potenziale di nuove risorse per la nazione.

Lo shopping ad Amman
Per lo shopping Amman offre molto di più di quello che i turisti si attendono. Dai prodotti tradizionali della parte antica come le spezie (ottimi i mix preparati dai negozianti per carne e pollo), il the e il caffè, oppure abiti e tessuti orientali, profumi realizzati con mix di fragranze uniche realizzate al momento a prodotti di design moderni e originali ma comunque tipici.
Non lontano dalla prima rotonda troverete anche:
La Jordan River Foundation , nata nel 1995 su iniziativa della Regina Rania , è un luogo ricco di oggetti per la casa come meravigliosi tappeti lavorati a mano, cuscini e borse in pelo di cammello, accessori per la cucina e la camera da letto oltre a gioielli realizzati anche da designer importanti. Il proposito della fondazione è quello di aiutare le fasce sociali più deboli, soprattutto donne e bambini, devolvendo loro l’intero guadagno delle vendite.

La casa del sapone è una boutique che offre una vasta gamma di prodotti realizzati rigorosamente con Sali di altissima qualità provenienti dal Mar Morto. Il negozio, che presenta a prezzi veramente contenuti lussuose confezioni, peraltro molto gradevoli come idee regalo, di pregiati cosmetici, fragranze e creme per la cura del corpo, vanta oltretutto una pittoresca vista su Amman, le cui candide pietre calcaree al tramonto inondano la città di suggestivi riflessi rosati.

La galleria della stilista di gioielli di fama internazionale Lama Hourani, è stata inaugurata nel 2000 dopo che l’autoctona artista ha terminato i propri studi a Milano e Bangkok. La peculiarità delle sue creazioni nasce dall’unione della sua ispirazione ai simboli primitivi e quelli della tradizione araba a forme moderne, dando vita ad accessori in oro, argento e pietre preziose che si intonano piacevolmente con l’abbigliamento occidentale trovando ottimi riscontri sulle migliori riviste di settore. Altri spazi nell’atelier sono dedicati all’esposizione di opere di artisti contemporanei emergenti. La passione per l’arte è una tradizione di famiglia trasmessa dalla madre, che nel 1990 fu la prima donna a creare a creare una galleria d’arte privata in Giordania.

La cucina
I piatti tradizionali giordani sono solitamente piatti unici a base di carne di pollo e montone accompagnati da riso speziato che prende il nome dall’enorme piatto dal quale gli arabi antichi mangiavano in gruppo nell’antichità il “mansaf” e guarniti con una salsa a base di latticini.

Nella Maklouba (rovesciata) il riso, le spezie e svariate verdure quali zucchine, pomodori e melanzane, costituiscono la base per un piatto che culmina con una rovesciata del tegame al termine della sua preparazione, con un gustoso spezzatino di pollo.
La tradizione locale di Amman propone squisite salse tipiche accompagnate da sottoli e preparate con legumi, come il delicato Humus di ceci, o a base di prezzemolo, olio e spezie, nelle quali intingere il soffice pane arabo e da gustare rigorosamente come da rito senza l’ausilio delle posate.

Per chi apprezza lo street food, elemento caratteristico della cucina araba, è infine possibile deliziare il palato, durante una piacevole passeggiata tra le brulicanti vie della capitale, con un tradizionale kebab cotto alla brace o con i falafel, le celebri polpette fritte a base di ceci.

Assolutamente da provare la pasticceria araba, considerata fino dall’antichità la migliore del mondo e da cui è derivata anche quella tradizionale siciliana. Lo Knafeh, un dolce a base di formaggio bianco con sciroppo di zucchero e pistacchi, i Tamrieh, dolci tradizionali palestinesi cucinati al momento e da mangiare caldi, i vari dolci ripieni e l’ottima pasticceria secca, sempre a base di pistacchio e semolino, rappresentano la punta di diamante della cucina tradizionale giordana.

La lingua
La lingua ufficiale è l’arabo, i ragazzi under 30 parlano perfettamente l’inglese, lingua utilizzata anche in alcuni negozi, soprattutto quelli nuovi nei quartieri residenziali.

La moneta
È il dinaro giordano (JD) che corrisponde all’incirca a un euro, risulta infatti particolarmente semplice per i turisti provenienti dalla comunità europea eseguire conversioni con tale valuta.

Articolo scritto da: Ivan Neri
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