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Gerusalemme, viaggio e pellegrinaggio nella cittą tre volte santa

Gerusalemme, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Perché un viaggio a Gerusalemme? Perché si trova in una terra di straordinaria bellezza che racconta milioni di anni di storia attraverso la sua ricchezza culturale. Siamo infatti nel Vicino Oriente, nella zona del Levante e la geografia fisica di questa area è assai variegata: all’altezza del Lago di Tiberiade si presenta in gran parte rocciosa, ma a partire dalla striscia di Gaza diventa sabbiosa e il paesaggio del deserto del Negev quasi lunare. Una serie di promontori rocciosi, messi a nudo dalle correnti, si intreccia poi lungo tutta la fascia costiera. La zona del Mar Morto infine rappresenta un fenomeno straordinario sotto ogni punto di vista trovandosi a circa 500 metri sotto il livello del mare.

Esso infatti si insinua in una fossa che attraversa il Levante da nord a sud e sebbene sia piuttosto inospitale, la regione circostante è abitata fin dai tempi più antichi. E nel cuore di questa terra si trova proprio Gerusalemme, la città tre volte santa, luogo di incontro delle tre grandi religioni monoteistiche, città che funge certamente da “porta” tra oriente e occidente. E’ una città dall’atmosfera magica che molto probabilmente deriva tutto il suo fascino proprio dalla sua storia millenaria documentata e impressa in numerosi edifici in pietra giunti immutati fino ai nostri giorni, protagonisti proprio di quella storia che ha coinvolto la città in guerre e pace, amore ed odio, distruzioni e ricostruzioni.

Secondo la tradizione, la Città Vecchia venne fatta originariamente costruire da Re David nel 1000 a.C. e da sempre è stata considerata il centro del mondo: mappe antiche mostrano infatti i tre continenti allora conosciuti (Europa, Asia ed Africa), collocati in un cerchio con Gerusalemme posta al loro centro. Fin d’allora Gerusalemme è stata tenuta in straordinaria considerazione e resa ancor più grande e gloriosa da re, reggenti e conquistatori che, dopo aver cercato di conquistarne le mura, vennero a loro volta soggiogati dal fascino della fede che questo luogo esercita su tutti gli uomini.

Questo fu il luogo dove Gesù venne crocifisso, dove Maometto “colorò di rosa il cielo” e dove gli Ebrei costruirono il proprio Tempio. Durante il corso degli anni, la Città Vecchia è stata oggetto di molteplici cambiamenti divenendo così una delle città più interessanti nel mondo. E’ collocata sulle colline originali dell’antica Città di David ed è circondata da mura lunghe 4 chilometri con sette cancelli, 34 torri, una cittadella posta all’interno delle mura (la Torre di David) ed è divisa in quattro quartieri residenziali (cristiano, musulmano, ebraico ed armeno).

Si accede nel cuore cittadino attraverso numerose porte: tra le più curiose e sontuose sono certamente la Porta di Damasco, la Porta dei Leoni e la Porta d’Oro, una porta chiusa poiché attraverso di essa, secondo la tradizione ebraica, il Messia entrerà in Gerusalemme. Una volta entrati al suo interno, uno spettacolo di arte, cultura e storia compare ai nostri occhi. Il quartiere più grande è quello musulmano e la maggioranza dei suoi abitanti giunsero qui dopo che i Cristiani o gli Ebrei che vi risiedevano in precedenza si trasferirono nei quartieri più nuovi, è per questo che ancora oggi al suo interno vi sono chiese, case ebraiche e alcune Yeshiva (scuole rabbiniche), ma non mancano certamente le moschee e il caratteristico souk.

Su tutto domina la Cupola della Roccia collocata sul Monte Moria, che insieme alla Moschea al-Aqsa costituisce l’al-Haram al-Sharif, considerato dal Sunnismo il terzo sito più sacro del mondo islamico dopo la Ka'ba (La Mecca) e la Moschea del Profeta di Medina. Completata nel 691, nell'era degli Omayyadi, da artisti e maestranze bizantine, secondo alcuni la Cupola della Roccia sarebbe l'edificio islamico più antico del mondo ancora oggi esistente.

La sua cupola d'oro si staglia su tutte le altre costruzioni di Gerusalemme, divenendo il punto forse più sacro di tutta la città: la roccia al centro del santuario è ritenuta infatti dai musulmani il posto in cui Maometto, asceso al cielo nel suo miracoloso viaggio notturno, narrato dal Corano, completò il suo spostamento cominciato a La Mecca, prima di cominciare la sua ascesa al cielo; ma sempre sulla medesima roccia, Abramo sarebbe stato sul punto di sacrificare Isacco prima di essere fermato da Dio. I mosaici dalle tonalità azzurre in ceramica invetriata che ne rivestono la parte esterna della Cupola e che rendono così sbalorditivo l’intero edificio, furono invece aggiunti da Suleiman il Magnifico nel XVI secolo. E il luccichio che proviene delle foglioline d’oro che rivestono completamente la cupola sono un’aggiunta moderna che risale al XX secolo, perché in precedenza era tutta d’argento, esattamente come la cupola della moschea sud. Il complesso della Moschea al-Aqsa è la più grande moschea di Gerusalemme e può ospitare circa 5.000 fedeli all'interno e attorno ad essa!

Alle spalle della Cupola della Roccia, si trova un altro luogo di fondamentale importanza, il Muro Occidentale, che per gli ebrei è il Muro del Pianto e per i musulmani il Muro del Cavallo Alato (Ḥā'iṭ Al-Burāq). Fu l’unica porzione del tempio risparmiato dalla distruzione dell’imperatore Tito e secondo gli ebrei questo avvenne proprio per volere di Dio come segno del suo immutato legame con il popolo ebraico, nonostante la catastrofe che lo aveva colpito. Gli Ebrei per questo motivo pregano in questo punto da duemila anni, ritenendolo il più sacro disponibile sulla faccia della Terra! I musulmani credono invece che Maometto abbia fatto un viaggio spirituale nel 620 proprio a Gerusalemme cavalcando un cavallo alato. Una volta arrivato, Maometto avrebbe legato il cavallo vicino ad un muro che alcuni musulmani ritengono essere proprio quello occidentale o appunto Muro del Cavallo Alato.

Ma il quartiere ebraico conserva anche altri tesori storici ed artistici, come per esempio la “Casa Bruciata” che rappresenta i resti di una casa del periodo della distruzione di Gerusalemme avvenuta 2000 anni fa da parte dei Romani ed il “Cardo”, la tipica strada romana costruita nel VI secolo e costituita da negozi collocati tra due file di colonne. Altrettanto ricco e prezioso è il quartiere cristiano, che conserva al suo interno più di 40 tra chiese, monasteri ed ostelli che sono stati costruiti per accogliere i pellegrini. La più importante di tutte è certamente la Chiesa del Santo Sepolcro o Chiesa della Risurrezione che rappresenta secondo la tradizione cristiana il sito su cui Gesù è stato crocifisso e sepolto dopo aver percorso il suo ultimo cammino lungo la Via Dolorosa o Via delle Stazioni della Croce. All’interno della basilica, si trovano alcuni dei siti certamente più importanti per la tradizione cristiana come appunto la Pietra di Unzione, la tomba e l’edicola dello stesso sepolcro.

Caratteristica non trascurabile del quartiere, ma certamente meno spirituale, è l’affollatissimo mercato dove si possono acquistare ceramiche decorate, candele, ricordi, costumi etnici, tappetini, tappeti, perline e gioielli, vetro lampade e oggetti decorati. I mercanti espongono le loro merci e i cibi da cui derivano straordinari aromi. Una delle attrazioni di questo mercato e che i negozianti si aspettano, è che gli acquirenti mercanteggino sul prezzo di vendita, tacita regola valida in tutto il vicino oriente!

In ultimo e non per importanza, ma solo per dimensioni, il quartiere armeno, il più piccolo dei quattro. Gli Armeni si insediarono a Gerusalemme nel IV secolo d.C. spinti verosimilmente da motivazioni religiose. La Cattedrale di San Giacomo venne costruita nel XII secolo e divenne in seguito il centro per gli Armeni che qui risiedevano. Si tratta di una delle più belle chiese dell’intero paese e attualmente è collocata al di sopra di una più antica chiesa bizantina. Al centro della chiesa, si distinguono i resti di una cupola che poggia su 4 pilastri attraverso la quale splende il sole che getta luce sui dipinti posti sui muri, rendendo il tutto molto suggestivo.

Autore: L’Asino d’Oro Associazione Culturale (www.lasinodoro.it)
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