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Medina (Medinah): visita alla cittą illuminatissima

Medina, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Al-Madina al-munawwara, che significa “la città illuminatissima”, è il nome esteso di quella che per noi occidentali si chiama semplicemente Medina, città della regione dello Hijaz, nella Penisola Araba. Abbracciate da una verdeggiante oasi fertile, la città era nota in passato con il nome di Yathrib. Yathrib è infatti chiamata nelle cronache assire del IX secolo a.C., e come Yatrippa compare nelle opere di geografia di epoca romana, redatte in seguito alla spedizione in territorio arabo da parte del imperatore Augusto. Questi riuscì a espugnare il regno degli Homerites, che detenevano il potere nelle regioni del sud, da cui proveniva il pregiato e ambitissimo incenso.

Si pensa che la città-oasi sia stata a lungo retta dalle tribù ebraiche, per poi entrare in proficuo rapporto commerciale con il regno dei Lakhmidi di al-Hira. La città mantenne comunque un assetto prevalentemente agricolo, nonostante non mancasse una discreta produzione artigianale basata sulle tecniche metallurgiche, sull’arte di oreficeria e la realizzazione di armi e armature. Con il passare del tempo le tribù ebraiche dovettero cedere terreno agli arabi che, a poco a poco, realizzarono diversi insediamenti e influenzarono a loro vantaggio l’assetto economico e demografico di Yathrib. Fu così che le popolazioni israelitiche crearono una confederazione con le due tribù arabe dei Banū Khazraj e dei Banū Aws, numericamente più consistenti.

Nel 620 l’eterogeneità etnica di Yathrib esplose in un violento scontro che coinvolse tutta la città e costrinse gli abitanti a chiamare, in vece di pacificatore, il profeta Maometto. A partire dal 622, dunque, Maometto e i suoi fedeli si trasferirono qui in quella che viene ricordata con il nome di “Egira”, facendo cambiare il nome della città in Madinah, “città del profeta”. Qui si formò la prima comunità musulmana della storia, grazie ad un patto che coinvolse anche pagani e israeliti, e vennero prese tutte le decisioni politiche importanti sino all’età del quarto califfo successore di Maometto. Per la sua storia intrisa di spiritualità e il suo ruolo fondamentale per la fede islamica, Medina viene considerata la seconda città santa dell’Islam, dopo La Mecca.

Ancora oggi la città accoglie periodicamente un gran numero di pellegrini desiderosi di venerare la tomba del Profeta e dei suoi successori, sepolti nella cosiddetta Moschea del Profeta. Il pellegrinaggio, chiamato Umra, non è obbligatorio, e può essere intrapreso in qualunque mese lunare, ad eccezione del periodo in cui si svolge lo Haji, il pellegrinaggio a La Mecca, che invece è d’obbligo per tutti i fedeli musulmani.

Per tutti coloro che non professano la fede islamica è severamente vietato l’accesso alla città di Medina e alla zona immediatamente circostante. La perla di Medina è ovviamente la Grande Moschea, edificata dal Profeta Maometto in persona e in seguito modificata e ingrandita, resa sempre più bella nel corso del tempo. La casa di Mometto si trovava sotto la cupola centrale, ed è qui che morì e venne seppellito: tra le modifiche apportate successivamente ci fu proprio l’accorpamento di moschea e abitazione.

Il clima della zona prevede temperature molto elevate, che nei mesi più caldi come giugno raggiungono i 42°C. La temperatura media massima annuale è di 34°C, mentre la minima media annuale non scende al di sotto dei 21°C. Nel mese di gennaio, il più freddo, la minima può scendere sino a 11,6°C. La pioggia è un fenomeno abbastanza raro, e si concentra nei mesi invernali. La neve, invece, è assente durante tutto l’arco dell’anno.

La distanza tra Madinah e l’aeroporto di Jeddah è di circa 420 km. La struttura garantisce voli nazionali e internazionali, con partenza dall’Italia e generalmente con scalo in altri aeroporti. Tuttavia, coma già precisato, l’ingresso alla città santa è interdetto a chi non sia un fedele musulmano.

Fonte foto, cortesia: wikipedia
Autori: Alsandro, Ahmed Medineli
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 Pubblicato da - 17 Dicembre 2008 - © Riproduzione vietata

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