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Le foto di cosa vedere e visitare a Siria

Siria, viaggio nella Repubblica Araba: casa sapere e cosa vedere

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La Repubblica Araba di Siria (in arabo:”al-Jumhūriyya al-‘Arabiyya al-Sūriyya” o “Sūriyya”) è una nazione del Vicino Oriente, abitata da quasi 20 milioni di persone, confinante con la Turchia a nord, l’Iraq ad est, la Giordania a sud, l’Israele, il Libano ed il Mar Mediterraneo ad ovest.

Fin dall’antichità la regione fu occupata dagli Egizi, a cui sono succeduti prima i Babilonesi, poi, dalla fine del IV secolo a.C., i Seleucidi. I Romani si insediarono in Siria nel 64 a.C. agli ordini di Pompeo, dando inizio ad una dominazione che si protrarrà per circa sette secoli, considerando anche gli ultimi anni sotto l’Impero Romano d’Oriente. Proprio i Bizantini furono i precursori del fiorente commercio internazionale che si sviluppò nei porti sparsi lungo la costa, determinando condizioni di vita particolarmente agiate per gli abitanti, ed un’importante crescita culturale di tutta la zona. Nel XVII secolo il territorio siriano, che all’epoca comprendeva anche l’odierno Libano, cadde nelle mani degli arabi, patendo le sofferenze inflitte dalle Crociate e dalla successiva invasione dei Mongoli. Dal 1517 al 1920 la Siria fu parte dell’Impero Ottomano, scalzato dai francesi nell’ambito degli assestamenti territoriali determinati dalla fine della I Guerra Mondiale, rimasti al comando fino all’aprile del 1946, quando dopo giorni di rivolte e pressioni da parte del governo inglese, le ultime truppe lasciarono la regione, dal quel momento indipendente.

Turisticamente parlando la Siria è un paese ricco di interessantissime rovine, tra cui agorà, muraglie, fortezze e teatri, disseminati all’interno di un territorio morfologicamente molto vario, con altipiani che si succedono a deserti e floride vallate.

La capitale è Damasco (Damascus), 1.600.000 abitanti concentrati in un’area metropolitana estesissima, sorta nella parte sud-occidentale dello stato, all’interno dell’oasi Ghouta presso le rive del fiume Barada. La città è considerata la più antica al mondo tra quelle tutt’ora esistenti, con i primi insediamenti che risalirebbero a cinquemila anni prima della nascita di Cristo, e presenta bellissimi monumenti di arte islamica, purtroppo non sempre in ottimo stato di conservazione. Il cuore del centro è rappresentato dalla piazza Al-Merjeh, attorno alla quale si concentrano hotel e ristoranti turistici, mentre la Città Vecchia è racchiusa dalle mura innalzate in epoca romana, che cingono: il vecchio Suq al-Hamadiyyeh, il classico bazar arabo popolato da centinai di acquirenti impegnati in rumorose contrattazioni; la Moschea Omayyad, proprio di fronte all’uscita del mercato, eretta nel 705 sulle rovine di una cattedrale cristiana ma gravemente danneggiata da un disastroso incendio nel XIX secolo, che ha comunque preservato preziosi mosaici e i tre minareti che la circondavano; il Mausoleo di Saladino, eroe della storia araba, costruito nel 1193 al centro di una sfarzoso giardino appoggiato al lato nord della moschea, e sormontato da una sgargiante cupola rossa; ed il Palazzo Azem, realizzato in roccia calcarea e basalto nero a metà del XVIII secolo, al cui interno è allestito il Museo delle Arti e delle Tradizioni Popolari della Siria. Un’altra importante moschea è Takiyyeh as-Sulaymaniyyeh, a sud del fiume Barada, in stile ottomano seicentesco, con una sovrapposizione di diversi strati alternati di pietre bianche e nere, delimitata da due sottili minareti. Poco distante si trova il Museo Nazionale, con esposizioni riguardanti documenti, statue, armi e tombe disposte all’interno del vecchio Qasr al-Hayr al-Ghabi, una ex struttura militare.

Il tesoro siriano più prezioso è indubbiamente la città di Palmira (Palmyra), anticamente nota come Tadmor, snodo fondamentale tra occidente ed oriente, tra cultura romana e persiana, sorto nell’unica oasi che collega l’Eufrate al Mediterraneo. Oggi la città ha perso l’importanza commerciale che rivestiva un tempo, ma conserva un fascino straordinario, tale da essere inserita tra i patrimoni mondiali dall’UNESCO. Altri siti archeologici da non perdere sono le antiche città di Ebla ed Apamea, e l’oasi di Bosra, nei pressi della quale sorge Bosra ash-ShamBosra, oggi un piccolo villaggio, che però conserva i fasti del glorioso passato, con case romane, diverse torri di avvistamento, bagni termali, un monastero ed una porta nabatea, che fanno da contorno al maestoso teatro da 15.000 posti, un tempo interamente rivestito in marmo bianco e protetto dalla calura da immensi teloni di seta.

Il litorale siriano, chiuso nell’entroterra dalla montagna (la catena del Gebel Ansariye), rappresenta un invito a scoprire quasi 4000 anni di storia. Nel II millennio a.C. i Cananei di Ugarit fecero dono all’umanità dell’alfabeto; i loro discendenti fenici ci lasciarono delle curiose sepolture e un grande tempio ad Amrit, a sud di Tartus. Prima i Greci, poi i Romani fecero di Latakia il loro grande porto, mentre in seguito quello dei crociati fu Tartus: qui approdavano le navi cariche di pellegrini provenienti da tutta la cristianità. La regione fu il cuore pulsante della Siria franca. Maestose fortezze, abitate dai ricordi dei Templari o degli Ospitalieri, si ergono sulle alture del Gebel Ansariye: il Krak dei Cavalieri, la fortezza di Marqab e la Cittadella di Saladino, per ricordare solo le più belle. Di fronte alle cittadelle cristiane gli Ismailiti (Assassini) fortificarono una serie di postazioni nei luoghi più isolati della montagna. I loro castelli che, ad eccezione di Masyaf, sono stati quasi completamente smantellati, possono comunque fornire il pretesto per delle magnifiche escursioni attraverso il paese.

La costa offre anche le spiagge di Latakia e del nord del paese. Prima e dopo le escursioni, vale la pena ritirarsi in un albergo di lusso sul mare e sfruttarne gli stabilimenti balneari sul Mediterraneo. In alternativa, ci si può recare nell’entroterra montuoso, dove alberghi graziosi e aria fresca offrono un soggiorno di grande charme.

Le principali manifestazioni in Siria sono:
Fine aprile o inizio maggio: festival del deserto a Palmira: corse dei cammelli, rappresentazioni folkloristiche a teatro. 6 maggio: festa al monastero di San Giorgio, vicino al Krak dei Cavalieri.
Luglio: festival del cotone ad Aleppo: sfilata di carri fioriti.
Agosto: a Latakia, festival dell’amore, in cui si esibiscono i più grandi cantanti del mondo arabo.
Settembre: festa della vigna ad As Suwayda, con l’elezione di miss vigna; fiera di Damasco; Festival di Bosra, con l’esibizione di gruppi folkloristici di tutto il mondo nel prestigioso teatro romano.
... Pagina 2/2 ...8 Settembre: festa dell’Esaltazione della croce a Maalula.
14 Settembre: festa di Santa Tecla a Maalula.
24 Settembre: fête de sainte Thède à Maaloula.
7–8 ottobre: festa di San Sergio a Maalula.
Ottobre–novembre: festival del cinema di Damasco, presso l’auditorium dell’hotel Cham; il festival del cinema ha luogo ogni due anni, ed è alternato al festival del Teatro, nella stessa sede.

Il clima è prevalentemente mediterraneo, con estati torride e molto secche ed inverni piuttosto miti ed umidi, anche se addentrandosi nell’entroterra, la morfologia del terreno comincia a mutare in deserto, arido ed inospitale, con temperature che superano i 45 gradi ed elevate escursioni termiche tra il giorno e la notte. Il litorale è invece la zona dove il caldo si fa più sopportabile, con temperature medie che in estate si aggirano intorno ai 29 gradi, e che in inverno scendono anche fino a 10, accompagnate da sporadiche piogge.

Per approfittare appieno delle possibilità offerte dalla Siria, raccomandiamo due periodi: in aprile–maggio, e da metà settembre a fine ottobre. In questi periodi le giornate sono soleggiate, piove raramente e il caldo è sopportabile. E’ anche il periodo in cui hanno luogo numerose feste e manifestazioni. Sono questi i mesi dell’alta stagione turistica, quindi si raccomanda di prenotare per tempo. La stagione più fredda va da novembre a marzo. In gennaio può fare molto freddo a Damasco e nella steppa. In montagna (sul massiccio del Qalamun per esempio), si può trovare la neve fino a fine marzo.

L’estate, da maggio a fine agosto, è spesso torrida; questo non impedisce il turismo, ma bisogna però adattarsi al clima organizzando le visite al mattino presto, con riposo nelle ore più calde per uscire di nuovo a fine pomeriggio. Si consiglia anche di scegliere hotel provvisti di climatizzatori e ventilatori. I grandi hotel e gli hotel di categoria charme sono tutti climatizzati.

In Siria ci sono due aeroporti internazionali, uno 35 chilometri a sud-est della capitale, l’altro nel nord-est del paese, collegati a molti stati europei, africani ed asiatici. I collegamenti ferroviari non sono particolarmente all’avanguardia, anche se è presente una linea diretta tra Istanbul e Damasco, mentre da Lattakia partono traghetti per Alessandria d’Egitto e Beirut. Gli spostamenti all’interno del territorio sono agevolati dall’ottimo stato in cui versa la rete stradale siriana, percorsa da diverse tipologie di autobus puntuali ed abbastanza economici.

Il parco alberghiero in Siria è in continuo sviluppo, stimolato anche dal nuovo interesse che suscita il paese. Si raccomanda comunque di prenotare in anticipo per non rischiare di trovare il tutto esaurito, soprattutto a Palmira, durante la stagione turistica (aprile–maggio; settembre–ottobre). A chi viaggia d’estate, raccomandiamo di preferire camere con aria condizionata. Gli hotel di lusso di categoria internazionale si trovano principalmente a Damasco e nelle grandi città; offrono prestazioni classiche come boutique, piscina e ristorante. La catena di hotel di lusso Cham Palace è presente in tutti i luoghi principali del paese. Troverete inoltre hotel di categoria charme tipicamente siriani, che riservano piacevoli sorprese. Chi invece ha un budget di spesa ridotto, potrà contare sugli innumerevoli piccoli hotel, confortevoli e dall’atmosfera accogliente.

Ministero del Turismo della Repubblica Araba di Siria
 

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