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Castiglion Fiorentino (Toscana): il Castello di Montecchio e la visita alla cittą

Castiglion Fiorentino, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

A dispetto del nome, si trova in provincia di Arezzo e la sua storia transita anche da Cortona. Ebbene, la cittadina di cui stiamo parlando è Castiglion Fiorentino, autorità urbana quasi da sempre, o almeno dall’epoca romana durante la quale veniva riconosciuta come snodo commerciale fondamentale e sito agricolo dalla fortissima economia.

Storia

Tra i primi ad aggiudicarsela in qualità di feudo furono i Marchesi del Monte Santa Maria, che lasciarono poi strada libera al controllo della Diocesi di Arezzo prima della formazione del libero Comune nel XII secolo. Sebbene più autonomo, Castiglion Aretino continuò per secoli a essere amministrato da potenti casate provenienti da Firenze e da Perugia, le due città abituate a contendersi il dominio sull’esteso borgo.

Il capoluogo umbro ribattezzò il neo possedimento Castiglion Perugino ma alla fine la spuntò il capoluogo toscano che ne cambiò il nome in Castiglion Fiorentino, che tutt’oggi perdura. Fatti successivi riguardarono l’occupazione napoleonica, la visita di Garibaldi nel 1849 alla testa di 4.000 uomini e i bombardamenti del 1943 che arrecarono centinaia di feriti e oltre 70 morti.

Il Cassero e il Castello di Montecchio Vesponi

Il simbolo del grande paese testimonia la lunga strada percorsa dal passato al presente ed è rappresentato dall’imponente Cassero, una fortezza che include a sua volta il cosiddetto Casseretto, quanto resta del più articolato castello di cui si conserva la torre e un’esigua parte della cinta muraria. L’altro maniero che domina l’orizzonte è il Castello di Montecchio Vesponi, molto ben conservato e tuttora fra i più belli della Toscana grazie alle integre mura merlate lunghe 263 metri e intervallate da nove torri di guardia. Nella campagna che separa Castiglion dal fortilizio si possono incontrare la vetusta Fattoria di Montecchio e le Leopoldine, piccoli poderi costruiti al tempo del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena per integrare residenze, sedi lavorative, magazzini, stalle e colombaie.

In questi edifici si concretizzava il duro lavoro extramoenia, il sudare nei campi, l’accumulo delle derrate, insomma mansioni ben diverse da quelle praticate all’interno della città, dove ancora adesso antiche botteghe - riconoscibili per gli enormi portoni e i muretti alla base - costeggiano alcune scoscese strade acciottolate. Al periodo medievale appartengono le Case Torri, che vennero erette sfruttando l’altezza dal momento che la massiccia immigrazione dalle campagne aveva reso necessario economizzare lo spazio per via del sensibile aumento della popolazione nel centro urbano.

Cosa vedere e visitare

L’abbellimento progressivo ha portato a concepire Piazza del Municipio, cuore della cittadina che si fregia del protervo Loggiato Vasariano realizzato nel 1513 da Bernardo di Ghieba e Filippo da Bellinzona con revisione del Vasari il cui tocco inconfondibile si è prepotentemente impresso nelle nove arcate di questa eccezionalità architettonica. Palazzo San Michele è sede dell’amministrazione comunale dalla fine del XII secolo: numerosi gli elementi decorativi e le implementazioni che ne avvalorano la bellezza, dall’atrio con la cinquecentesca scala con balaustra alla statua del Marzocco, dalla torre civica a pianta quadrata irregolare alla porta della bottega medievale. Tutto questo risonante arcaismo non si rileva né fra le quattrocentesche linee di Palazzo Pretorio (ospita al primo piano la Biblioteca Comunale e al piano terra le ex carceri) né nello Spedale Grande di Santa Maria della Misericordia.

Per riassaporare antichi scorci occorre portarsi dinanzi alla Porta Etrusca e alla Porta Perugina, raggiungibili tramite il percorso archeologico dotato di segnaletica esplicativa. La Porta Fiorentina costituisce l’accesso scenografico al centro storico: oltre il portale bugnato in pietra segue un’apertura interna a tre archi dominata dall’immagine statuaria di San Michele, patrono di Castiglion Fiorentino. La torre che si può osservare sulla destra era molto più alta, ma nel Settecento venne sbassata. La trecentesca Porta San Michele garantisce l’ingresso a sud, sebbene abbia rischiato la completa distruzione durante i bombardamenti del 1944. Salendo da Piazza del Municipio si arriva all’adombrante Torre dell’Orologio.

L’intero patrimonio storico è stato incrementato da sensazionali scoperte dovute agli scavi effettuati principalmente negli anni Ottanta, i cui risultati sono stati raccolti nel Museo Civico Archeologico. Sul piano pittorico, specialista è la Pinacoteca incastonata nella Chiesa di Sant’Angelo, uno scrigno di preziosi, inestimabili tesori d’oreficeria sacra, la duecentesca Croce Santa (vi sarebbe contenuto un frammento della Croce di Cristo), il Busto di Sant’Orsola e dipinti quali la Maestà di Taddeo Gaddi e le Stigmate di San Francesco opera di Bartolomeo della Gatta.

Il bacino ecclesiastico si riempie di edifici di culto la cui molteplicità collima con un’incredibile eterogeneità costruttiva dovuta ai diversi periodi di erezione e all’avvicendarsi delle correnti stilistiche in terra toscana. Il Santuario della Madonna del Bagno era inizialmente un piccolo luogo sacro sorto laddove si manifestò l’apparizione della Madonna a due giovani pastorelle, poi l’edificio venne ampliato prima nel Cinquecento e una seconda volta nell’Ottocento. I bagni e l’incompiuta piscina risalgono al XX secolo. A poca distanza s’erge la Villa Rinascimentale voluta dalla famiglia Dragomanni, un coacervo di spunti architettonici raffinati come il doppio loggiato ad archi a tutto sesto, le finestre in pietra serena, i portali e l’ampio cornicione.

La Chiesa del Gesù è ascrivibile alla metà del Cinquecento, s’addossa alla Pieve di San Giuliano e mostra un porticato a cinque arcate a tutto sesto: i pilastri sono in pietra e le volte a crociera. Non stupitevi troppo, perché all’interno della chiesa si strabuzzano gli occhi nell’ammirare lo splendido soffitto ligneo a cassettoni (presente anche nella Chiesa della Buona Morte) su cui, intagliati e dorati, compaiono le stazioni della Passione. Lungo la navata fanno capolino molte sculture in legno tra le quali si distinguono il Crocifisso del Quattrocento e la statua processionale del Cristo Morto. Dipinti di pregio raffigurano l’Ultima Cena e la Resurrezione, realizzati rispettivamente da Francesco Morandini nel 1586 e da Francesco Vanni nel 1599.

La Chiesa della Madonna della Consolazione è stata edificata in un arco di tempo lungo ben quarant’anni ma il risultato finale è sotto gli occhi di tutti e lascia chiunque stupefatto per il suo intreccio di concezioni proprie del Vasari, di Bramante e persino di Michelangelo. Il merito della Chiesa del Rivaio è quello di ospitare un Crocifisso eseguito da Romano Alberti, che da solo giustifica una visita accurata. Il minimalismo medievale è incarnato dalla Chiesa di Sant’Agostino, la cui facciata rivela solamente un portone d’ingresso scevro di qualunque decorazione e un rosone centrale piuttosto minuto.

Similari ma ancor più piccole sono la Chiesa di Santo Stefano e la Chiesa di Sant’Angelo, mentre ben più adorna è la Chiesa di San Francesco con la lunetta in terracotta raffigurante San Francesco dialogante con le tortore. Impianti riconosciuti d’impronta romanica sono la Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano e la Pieve di Santa Maria.

Eventi, sagre e Manifestazioni

Castiglion Fiorentino spopola anche in termini di eventi e manifestazioni ottenendo il massimo gradimento del turista dinamico e sempre in cerca di nuovi stimoli. Egli può così assistere qui la terza domenica di giugno al Palio dei Rioni, l’antica sfida equestre che antepone le diverse contrade rivali del borgo, oppure partecipare alle tantissime sagre organizzate per esaltare la gastronomia locale, Oliomangiando a novembre, il Maggio Castiglionese, il Banchetto Medievale il quarto sabato del mese, i Giorni di Bacco a ottobre e l’Estate Castiglionese composta dalla Sagra della Pizza, dalla Sagra dello Struzzo, dalla Bisteccata di Ferragosto e dalla Sagra della Ranocchia Chianina. Agosto è anche il mese del Castiglion Fiorentino Vintage Festival, straordinaria full immersion nelle atmosfere nostalgiche degli anni '50 e '60 in puro stile americano. A Natale spazio al coinvolgente Presepe Vivente allestito per le vie della città.

Come arrivare

Si percorre l’Autostrada del Sole A1, si esce ad Arezzo per poi proseguire sul raccordo Arezzo – Battifolle fino a Castiglion Fiorentino; il paese ha una propria stazione ferroviaria; l’aeroporto di Firenze dista 100 km dalla località.

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 Pubblicato da - 19 Settembre 2018 - © Riproduzione vietata